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Reina: “Sarri uomo di risultati e di garanzia, Strakosha un perfezionista”

Prima conferenza stampa nel ritiro di Auronzo di Cadore dove si è visto Pepe Reina che dall’alto della sua esperienza e della conoscenza del nuovo tecnico Sarri ha parlato della nuova stagione che è appena iniziata. Non sono mancate parole verso Acerbi ed Immobile neo campioni d’Europa.

Come avete vissuto la vittoria dell’Italia? Avete sentito Acerbi e Immobile?

Vanno fatti i complimenti ai ragazzi, sono contento perché è un Paese di adozione per me, questo sarà l’ottavo anno in Italia. Sono felice come se fossi quasi uno di loro, hanno battuto la Spagna, giusto che siano loro i campioni. Ai ragazzi abbiamo mandato un messaggio di stima e auguri, traguardo importante e meritato. 

Commento su Sarri? Quanto ci vorrà per capire le richieste del mister?

Faremo in modo di accorciare al massimo i tempi, di adattarci alle sue idee, di capire al più presto la sua filosofia. Un pochino ci vuole, dopo cinque anni si gioca in un modo molto diverso rispetto a Inzaghi, ci vuole un po’ di pazienza, faremo in modo tutti di accorciare i tempi con la consapevolezza che nulla è scontato. 

Tu e Hysaj lo conoscete già…

Siamo più avanti rispetto agli altri per dare una mano e dare consigli, lo conosciamo perfettamente il mister, questo è un gruppo che dà grandissima disponibilità, cercheremo di metterci in moto presto, è un calcio che mi auguro sia bellissimo, sia una gioia da vedere, l’obiettivo è arrivare come si giocava una volta con il Napoli. 

Pregio e difetto di Sarri? Sul dualismo con Strakosha? 

Non mi azzardo a dire pregi e difetti, altrimenti mi mena. Un perfezionista, lavora tantissimo per arrivare alla perfezione, allo stesso tempo è un pregio e un difetto. Anche lui dovrà avere un po’ di pazienza, sfrutterà al massimo i singoli. Con Thomas abbiamo un rapporto sincero, di amicizia, cerchiamo ognuno di mettere il 110% per la squadra, chi giocherà o meno lo deciderà il mister. Faremo il massimo per dare il nostro contributo, chi starà meglio giocherà, sarà utile per il collettivo. 

Cosa può dare Hysaj? Ti ha contattato?

Un’avventura sportiva questa che gli farà bene sicuramente, è avvantaggiato rispetto agli altri per avere lavorato sulla linea col mister, può giocare in diversi ruoli, sarà utile. 

Il mister vi ha già detto chi sarà il titolare in porta?

No, uno deve lavorare in campo. Abbiamo settimane per lavorare tutti, non solo i portieri, ci sono un sacco di partite. La rosa va utilizzata tutta, ognuno guarda al suo, il bene supremo poi rimane quello del collettivo. 

Cosa cambia per un portiere con Sarri in panchina? Pensi sia l’allenatore ideale per la Lazio? 

Me lo auguro sia l’ideale, per le qualità e il carattere, lui è un insegnante di calcio. Fa bene ovunque va, l’ha già dimostrato, è un uomo di risultati e di garanzia. Il ruolo del portiere è sempre più diverso ogni anno, cerca di completarsi sempre di più, si comanda tutto da dietro. Il baricentro con Sarri sarà più alto, la linea dovremo comandarla diversamente. L’impostazione da dietro è sempre importante nel calcio attuale, con lui in panchina lo sarà ancora di più. Dovremo essere bravi con manovra da dietro, poi a un portiere si chiede di parare e di dare sicurezza alla propria squadra. 

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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