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Euro 2020, Italia – Galles: Le pagelle, Pessina ci prova fino alla fine Bastoni troppo falloso

Donnarumma: 6 Primo tempo da spettatore dove prova solo un brivido su un colpo di testa alto su azione d’angolo. Anche nella ripresa non ha occasioni per mettersi in mostra e viene sostituito per dare un premio a Sirigu.

Sirigu (dal 89′): sv Gioca una manciata di minuti come premio al suo ruolo di uomo spogliatoio.

Toloi: 6,5 Presidia bene la fascia rimanendo più basso rispetto ad Emerson per dare più equilibrio alla squadra. Quando può si sgancia in avanti, ma senza essere incisivo. Riesce comunque a non lasciare mai spazio alle sue spalle agli avanti del Galles che non hanno mai la possibilità di andare in contropiede.

Bonucci: 6,5 Gioca come da copione previsto alla vigilia 45 minuti in cui dirige bene la difesa. Il Galles non ha un punto di riferimento offensivo, ma lui riesce sempre a trovare la posizione giusta per non dare opportunità a Bale e James di mettere in mostra la loro velocità.

Acerbi (dal 46′): 6 Commette una sbavatura che regala a Ramsey una buona opportunità, ma poi si riprende senza farsi condizionare. Duella sui palloni aerei e quando il Galles rimane in inferiorità numerica si propone con grande continuità per velocizzare la manovra.

Bastoni: 5,5 Paga l’inesperienza in un torneo internazionale e commette diversi falli anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Va in difficoltà sia su Bale e poi anche su Moore che di fisico e di esperienza non gli permettono mai l’anticipo.

Emerson: 6,5 Parte molto bene mettendo un paio di cross interessanti in area di rigore su cui Belotti non arriva per un pelo. Rispetto a Spinazzola è meno frenetico, ma più preciso.

Jorginho: 6 Partita di ordinaria amministrazione dove ritrova il compagno di reparto Verratti con cui ha giocato le qualificazioni. Gestisce un’infinità di palloni con la solita qualità senza mai andare fuori giri anche perchè non c’è esigenza di forzare le giocate.

Cristante (dal 74′): 6 Una manciata di minuti dove il Galles cerca di far passare il tempo e l’Italia non ha la frenesia di cerarsi nemici.

Verratti: 6,5 Rientro positivo anche se ha un pò di ruggine da togliersi da dosso. Fornisce l’assist a Pessina da calcio piazzato che vale il gol del vantaggio azzurro. Gioca tutta la gara dimostrando una buona tenuta atletica oltre che una grande voglia di riprendersi il posto da titolare.

Pessina: 7 All’esordio come titolare in questo Euro 2020 lascia il segno con un gol pesante che vale il vantaggio per gli azzurri. Va vicino al raddoppio ed è in costante movimento per cercare l’inserimento vincente. Cala un pò con passare dei minuti ma è forse uno di quelli che ci mette più determinazione fino a che ne ha.

Castrovilli (dal 86′): sv Gettone di presenza che potrà raccontare in futuro per uno che è stato ripescato all’ultimo momento.

Bernardeschi: 6,5 Dopo la sua convocazione un pò a sorpresa ha voglia di mettersi in mostra ed a tratti ci riesce. Qualche discreta iniziativa sulla fascia e soprattutto un palo preso su calcio di punizione gli valgono qualcosa in più della sufficenza.

Raspadori (dal 74′): 6 Esordio in un Europeo dove cerca di lasciare il segno, ma non riesce a trovare lo spazio giusto per la giocata vincente.

Belotti: 6 Lavora sporco fino all’ultimo minuto. Ha un paio di opportunità per battere a rete dove potrebbe fare meglio, ma nel complesso gioca più da sponda che da bomber di sfondamento.

Chiesa: 6 Tanta corsa, tanta voglia di fare bene, ma anche tanta frenesia che ne disinnescano la pericolosità. Rispetto a Berardi gioca più per la giocata personale che con i compagni ed in una gara in cui non c’è molto spazio per via dell’atteggiamento degli avversari che lo aspettano guardinghi.

Mancini: 7 Terza vittoria in altrettante gare. Trentesimo risultato utile consecutivo, altra gara senza subire gol e tiri in porta. Tutto questo acquista di valore se si considera che cambia otto titolari dando spazio a parecchie riserve. Grande gestione del gruppo testimoniata dall’ingresso in campo di Castrovilli e Sirigu che forse non avranno più spazio con prosieguo del torneo.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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