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<> during the UEFA Euro 2020 qualifier between Italy and Greece on October 12, 2019 in Rome, Italy.

Euro 2020, Italia – Svizzera le pagelle: Locatelli qualità e quantità, Immobile zittisce i mugugni

Donnarumma: 6,5 Spettatore non pagante per larghi tratti della gara. Per tenersi caldo gioca diversi palloni con i piedi senza strafare. Poi tutto un tratto due interventi su neo entrato Zuber che impediscono di riaprire la partita.

Di Lorenzo: 6,5 Rimane guardingo per compensare l’intraprendenza di Spinazzola. E’ una sorta di equilibratore e spesso si aggiunge ai centrali per contenere i tentativi offensivi degli elvetici.

Bonucci: 7 Orfano di Chiellini prende in mano lui le redini di una difesa che per larghi tratti concede solo le briciole agli svizzeri. Tiene corta la squadra in fase di pressing cercando l’anticipo. Quando il risultato è acquisito si mette in modalità gestione e chiude centralmente ogni varco.

Chiellini: 6,5 Parte bene tenendo a bada Seferovic e segnando un gol da rapinatore d’area di rigore su azione d’angolo. Il Var ed un tocco di mano gli negano la gioia del gol. A completare la serata negativa ci si mette il riacutizzarsi di un problema fisico che lo costringe a chiedere cambio.

Acerbi (dal 24′): 6,5 Entra a freddo, ma non tradisce emozione e nel suo stadio trova subito i giusti riferimenti che gli permettono di entrare subito in partita. Dalle sue parti gira Embolo che è l’uomo più pericoloso degli elvetici.

Spinazzola: 6,5 Gioca a tutto gas agendo più come ala che come terzino. Mette dentro un buon cross che Immobile non riesce a finalizzare a dovere, ma spesso sbaglia la scelta della giocata quando potrebbe fare male agli avversari.

Barella: 7 E’ il motorino della squadra che chiama al pressing in maniera forsennata e quando c’è da rinculare in difesa è il primo a dare aiuto ai compagni. Generoso nell’interpretazione della gara, manca in qualità qualche passaggio, ma nel complesso è ovunque in mezzo al campo ed ha anche il merito di appoggiare il pallone a Locatelli in occasione del raddoppio.

Cristante (dal 86′): sv pochi minuti per far rifiatare Barella.

Jorginho: 7 E’ il metronomo del centrocampo e detta i tempi di gioco da vero direttore d’orchestra. Il suo gioco semplice, ma mai banale riesce a mettere i compagni di reparto di ricevere il pallone al momento giusto. Bravo anche quando c’è da abbassarsi per chiudere gli spazi centrali quando la Svizzera prova il forcing finale.

Locatelli: 8,5 Due gol non banali, ma tanta qualità e quantità in una gara che non dimenticherà presto. Avvia l’azione del primo gol con una passaggio di 40 metri di prima intenzione e poi chiude il triangolo con Berardi sulla linea di porta dopo essersi fatto mezzo campo a tutta. Nella ripresa indirizza il risultato finale con un collo di sinistro preciso e potente. Esce stremato, ma sembra davvero giocare con leggerezza.

Pessina (dal 86′): sv Anche lui esordisce in questo europeo che doveva vedere dalla tv.

Berardi: 7 Altra prestazione convincente dove sembra essere l’uomo più pimpante del tridente offensivo. Dalle sue iniziative partono i pericoli maggiori e proprio da una sua azione travolgente sulla fascia pennella un assist per il compagno di squadra Locatelli. Nella ripresa prova un paio di azioni personali, ma la mira non è delle migliori.

Toloi (dal 69′): 6 Entra per esigenze tattiche e si piazza a lato di una difesa a tre. Buona l’intesa con i compagni di reparto e dalla sua parte non arrivano pericoli di alcuna natura.

Immobile: 7 Anche lui corre come se non ci fosse un domani e questo lo penalizza in fase di finalizzazione. Sbaglia nel primo tempo una buona occasione di testa su cross di Spinazzola e nella ripresa dalla sua posizione di centro sinistra non trova la porta. Arriva però un gol che zittisce qualche mugugno che aleggia sempre su questo attaccante che si porta a 2 reti in questo europeo.

Insigne: 6 Piccolo passo indietro per il fantasista del Napoli che è assistito bene e con continuità da Spinazzola, ma pur gestendo parecchi palloni non riesce mai ad essere pericoloso. Perde il tempo di alcune imbucate e sembra timido quando c’è da puntare il diretto avversario. Cala di intensità nella ripresa e viene sostituito.

Chiesa (dal 69′): 6 Entra quando il risultato è in ghiaccio e riesce a tenere alta la squadra quando entra in possesso del pallone. Potrebbe osare di più quando ha la palla tra i piedi, ma non trova la giusta intesa con i compagni.

Mancini: 7,5 La sua Italia ricorda non solo per lo stadio in cui gioca quella di Vicini che per bellezza e qualità del gioco è stata una delle migliori di sempre. Decima vittoria consecutiva che allunga questo record non banale e una intercambiabilità di giocatori in campo che non danno mai punti di riferimento agli avversari.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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