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Lotito e Tare: il sarrismo è la prospettiva di cambiare la storia calcistica biancoceleste

Feriti nell’orgoglio dalla vicenda Inzaghi che hanno sottovalutato per mesi per poi essere pugnalati alle spalle quando pensavano di aver ricucito uno strappo che si era palesato a stagione in corso. La voglia di Lotito di vederci chiaro sul mancato impiego di alcuni calciatori costati molto per le casse della Lazio e le divergenze di vedute tra l’ex allenatore ed il DS hanno posticipato il tutto al 26 maggio. L’incontro a Villa San Sebastiano e la cena a Formello con l’intesa raggiunta, ma non sottoscritta con Inzaghi. Da lì in poi il buio di una nottata lunga vissuta dall’ex figlioccio di Lotito che all’indomani della “stretta di mano” si è rivoltato contro il suo mentore ferendolo nell’animo prima che dal punto di vista professionale. Momenti di tensione e di riflessione in cui Lotito e Tare sono rimasti soli in mezzo alla tempesta di polemiche che hanno portato in vita dissapori mai sopiti con la tifoseria. Proprio sull’orlo di una baratro tecnico dettato dalla quasi impossibilità di trovare un nome spendibile per la piazza a meno di 48 ore dall’addio di Inzaghi è venuta a galla quella che inizialmente era solo una “pazza idea” dal nome Maurizio Sarri.

Tutto è cominciato con una telefonata forse fatta più per non lasciare nulla di intentato con Tare che quasi sorpreso ha incassato una disponibilità da parte del tecnico toscano a sentire cosa aveva da proporre la Lazio. Giorno dopo giorno i contatti sono entrati sempre più nel dettaglio e mentre le parti si conoscevano hanno scoperto di piacersi sempre più. Un allenatore voglioso di rimettersi la “tuta da lavoro” e di sposare un club che lo intrigava che lo poteva vedere protagonista in maniera diversa dal passato, ma sempre al centro di un “progetto tecnico”.

Sarri ed il Sarrismo come mai visti prima. Nelle ultime esperienze il tecnico è sempre andato in crescendo ed ha sempre dovuto dimostrare di essere all’altezza della situazione. Stavolta no. è diverso, è la Lazio che deve dimostrare di meritare Sarri e Maurizio deve solo essere messo in grado di lavorare alla sua maniera sul campo. La corte spietata di Tare e Lotito che hanno capito giorno dopo giorno di avere tra le mani la possibilità prendersi qualcosa di più di una semplice rivincita.

Il sarrismo è la prospettiva di cambiare la recente storia calcistica biancoceleste e non un semplice scatto d’orgoglio di un Presidente che si sente tradito.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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