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26 maggio 2013, il viaggio emozionale della vita sportiva laziale

Il 26 maggio 2013 non è una semplice data, ma è l’epilogo di un viaggio emozionale che racchiude in maniera perfetta la vita sportiva dei laziali e soprattutto dei romanisti.

Il viaggio comincia il 19 dicembre 2012 in un freddo pomeriggio dove allo Stadio Olimpico si affrontano Lazio e Siena. I toscani militano in serie B e scendono a Roma per onorare la competizione. L’autorete di Cana all’11’ minuto del primo tempo diventa un calvario per una Lazio quasi svogliata ed incolore. Al tramonto della gara, al quinto minuto di recupero arriva la capocciata di Ciani che porta la gara ai supplementari. Il laziale vero però sapeva che dietro quel gol non si sarebbe nascosta un passeggiata di salute, bensì altri 30 minuti di agonia dove per l’unica volta nella carriera biancoceleste Carrizo si ricorda di essere un portiere e salva il risultato portandoci ai calci di rigore. Ancora li il portiere argentino è perfetto è para i tiri dal dischetto di Vergassola e Larrondo che vengono consacrati dal gol decisivo di Libor Kozak.

In viaggio emozionale continua nemmeno un mese dopo il 13 gennaio 2013 a Torino in casa della Juventus dove si gioca la gara d’andata della semifinale. Una Lazio che da li a poco sarebbe precipitata in classifica riesce a fare quello che quasi mai accade. Subisce in lungo ed in largo le iniziative dei padroni di casa, che vanno in vantaggio con Peluso al 63′ minuto, sfiorano il raddoppio che avrebbe chiuso la qualificazione e con un gol di Mauri a cinque minuti dalla fine riescono a cogliere un pareggio prezioso.

Il capitolo più rocambolesco del viaggio continua poi il 29 gennaio 2013 nella gara di ritorno tra Lazio e Juventus. La partita è ferma sullo 0-0 con i biancocelesti che controllano il ritmo e passano meritatamente in vantaggio al 53′ minuti con “El Tata” Gonzalez. La Juventus prova a pareggiare, ma crea poco. Basta però un errore di Radu al 91′ minuto per consentire a Vidal di segnare la rete del pareggio che vorrebbe dire supplementare. Una vera beffa che però non stordisce gli uomini di Petkovic. Anzi palla al centro e i biancocelesti trovano la forza per guadagnare un calcio d’angolo. Va Mauri che con il sinistro a rientrare trova il corpo di Giovinco che allunga la traiettoria, tra mille teste sbuca la chioma di Sergio Floccari che colpisce, biava lascia scorrere, Storari chiede il fuorigioco, ma la palla entra ed è festa grande. Nessuno però avrebbe immaginato che quel gol avrebbe portato a vivere altri minuti di agonia. La Juventus mette la palla al centro ed in un attimo è in area di rigore, Giovinco è solo calcia a botta sicura, ma Marchetti è straordinario a deviare, la palla però carambola sui piedi di Marchisio che a porta vuota, da meno di de metri mette incredibilmente fuori.

Si festeggia, la Lazio è in finale, ma ci saranno quasi tre mesi di agonia per il tifoso laziale per vedere chi tra Inter e Roma andrà a giocarsi la finale. Mesi interminabili in cui parecchi hanno maledetto il colpo di testa di Ciani o il gol mangiato da Marchisio. Anche perchè era a tutti chiaro che il 17 aprile 2013 la Roma del tattico Andreazzoli vincendo per 3-2 al Meazza conquista quello che ad oggi si è rivelato l’invito per il suo funerale sportivo. Un indizio per capire come sarebbe andata però c’era perchè capitan futuro De Rossi in chiaro stile giallorosso nel post gara affermava “Il derby in finale? Avrei preferito una squadra più forte”.

Nei 39 giorni successivi nessun pensiero pervade i tifosi se non quello della finale. La Lazio gioca male e perde tanto che si decide di andare in ritiro a Norcia nella settimana precedente la gara. Tutti i calciatori ci hanno raccontato di un clima surreale in cui la tensione la paura non hanno mai lasciato un attimo le loro menti.

Arriva il 26 maggio ed ad oggi possiamo dire che è ancora viva la magia di quei momenti.

Canta PSY con Gnam Gnam Style e per la prima volta le due curve si uniscono in una contestazione furiosa nei conforti del povero rapper sudcoreano che ad oggi non si capacità delle sue colpe.

Inizia la gara con la solita coreografia imperiale della Curva Nord che annichilisce l’ennesimo nulla da parte dei dirimpettai.

La gara procede stancamente ma al 69′ Destro da buona posizione non passa la palla al Pupone, Antinelli che ci dice che “è il momento migliore della Roma e che Andreazzoli vuole questo”. Tutto questo però viene interrotto da un “sornione sta arrivando Cana” che è pura poesia che è il preludio del gol. Lulic 71′ non è un tabellino, ma un’opera d’arte, un momenti iconico che rimarrà scolpito ed indissolubile nella storia sportiva dei due club e dei suoi tifosi. Una superiorità cittadina sancita non solo dal palmares e dai success, ma anche dalla divina provvidenza. Al 72′ è traversa per Totti ed è proprio li che viene sancita la fine della sofferenza dei laziali e l’inizio di un’interminabile agonia per i romanisti.

La spazzata di Ciani, il triplice fischio di Orsato regalano alla prima squadra della Capitale ed ai suoi tifosi la gloria eterna e sanciscono quello che è il secondo giorno più bello della storia calcistica di Roma. Chi sta leggendo forse non sarà d’accordo ritenendo il 26 maggio 2013 il giorno più bello, ma chi vi scrive ritiene che più bello ancora è stato svegliarsi il 27 maggio 2013 e dopo una notte di follia capire e prendere coscienza che

“A ROMA IL CALCIO VUOL DIRE SOSCIETA’ SPORTIVA LAZIO…”

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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