fbpx

Lazio: le pagelle della stagione – CENTROCAMPISTI

Leiva: 6,5 Stagione in chiaroscuro per i brasiliano che reduce dall’operazione dello scorso anno ci ha messo un pò di tempo per carburare. Qualche passaggio a vuoto ed una condizione che ha stentato a tornare come quella di un tempo. La sua importanza però la si è notata soprattutto quando non c’era perchè non è un casa che i suoi sostituti non abbiamo mai convinto a pieno in un ruolo che lui interpreta meglio di chiunque altro. La lenta crescita della sua condizione ha determinato anche un maggiore equilibrio della squadra che ha cominciato a fare buoni risultati fino a raggiungere il limite della zona Champions League.

Escalante: 5,5 Insieme a Reina sono gli unici due nuovi arrivi che hanno mostrato di poter meritare una seconda opportunità anche il prossimo anno. Di certo rispetto a Leiva è meno costruttore però ha più doti da interdittore. Ha giocato buoni spezzoni di gara non trovando però mai una quadratura con i compagni di squadra soprattutto in fase di costruzione del gioco. All’interno di una rosa potrebbe starci, ma di certo deve far vedere qualcosa in più sia sulla personalità che in qualità.

Milinkovic: 7,5 Rimane una delle anime di questa squadra che anche in questa annata ha mostrato la sua importanza a livello tecnico e tattico. 8 gol e 11 assist sono solo i numeri di una stagione vissuta da protagonista sia in campionato che in Europa. Lo abbiamo visto giocare in diverse maniere da centravanti aggiunto a mediano di rottura e sempre con grande qualità. Ha mostrato anche una crescita a livello mentale che lo hanno portato a stagione in corso ad evitare inutili leziosismi su cui a volte si incaponiva. Nella rosa della Lazio è il giocatore meno sostituibile.

Akpa Akpro: 4,5 E’ passato dall’essere una possibile intuizione geniale di Tare all’ennesimo calciatore da bocciare. L’entusiasmo e la grande dinamicità che avevamo visto ad inizio stagione hanno lasciato il passo a dei limiti tecnici insormontabili per il ruolo da vice- Milinkovic cui era deputato.

Parolo: 5 Nell’ultima annata si è trascinato complice anche una brillantezza fisica ormai andata. E’ stato utilizzato come jolly in diverse posizioni, ma non ha mai brillato a pieno. Lo si è apprezzato però per l’impegno e per la professionalità che fino alla fine lo hanno contraddistinto ad accettare collocazioni tattiche non congeniali che hanno esposto ancor di più i limiti.

Luis Alberto: 7 Quando si accende lui la Lazio è sembrata tornare la squadra della scorsa stagione. Solo 4 assist confezionati, ma ben 9 reti hanno modificato la sua incidenza nell’attacco biancoceleste. Il derby d’andata rimane forse la sua gara più bella, ma al tempo stesso ha avuto diversi passaggi a vuoto dove ha mostrato un certo nervosismo sia in campo che fuori. L’unica pecca a livello tecnico la dobbiamo trovare nei calci da fermo battuti in cui mai è stato pericoloso quest’anno. Si è però confermato su ottimi livelli che ne fanno uno dei cardini della squadra.

Cataldi: 5 Stagione completamente da dimenticare in cui ha giocato poco e male. Molti gli alibi sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista tattico. Nel ruolo di vice Leiva ha mostrato troppi limiti a livello difensivo e quasi mai è stato impiegato al fianco dei titolari nella posizione di mezzala. Rimane però una stagione negativa in cui non è riuscito a confermare quanto di buono fatto nel 2019-2020, rimane però una risorsa indispensabile per la rosa perchè italiano e cresciuto nel vivaio.

Lazzari: 7 Uno dei più continui in tutta la stagione dove ha macinato chilometri ed avversari andando a vuoto in rarissime occasioni. In alcune gare è stato assolutamente devastante e rispetto all’anno passato ha migliorato anche la fase difensiva. L’unica pecca che possiamo trovargli è la mancanza di lucidità in fase di rifinitura dove ha sbagliato parecchi possibili assist. Rimane però un calciatore essenziale che con altri metri arbitrali avrebbe conquistato anche qualche calcio di rigore in più.

Fares: 4,5 Ha avuto per mesi l’alibi della mancata preparazione che però non può nascondere fino in fondo i limiti di un calciatore che non si è mai adattato al ruolo per il quale era stato acquistato. Non lo si è quasi mai visto in velocità saltare l’uomo, ha collezionato una serie incredibile di cross sbagliati e soprattutto ha messo in mostra dei limiti difensivi importanti. I soldi spesi al momento non hanno ripagato minimante e molti dubbi rimangono sulla possibilità che possa riprendersi la prossima stagione.

Lulic: 6 Ha lottato fino alla fine per meritarsi una riconferma, ma purtroppo gli errori medici commessi sulla sua caviglia sono un fardello troppo pesante al cospetto di un’età non più florida. Ha provato con esperienza a gestire un ruolo dove però il fisico conta ed alla fine ha fatto ciò che poteva con grande impegno e professionalità. Forse nell’ultima gara di Sassuolo si è rivisto qualche buono spunto, ma alla fine lascerà la Capitale dopo 10 anni in cui è si è conquistato giorno dopo giorno tutto il rispetto e la gratitudine dei tifosi biancocelesti.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

Augusto Sciscione ha 602 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Augusto Sciscione