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Lazio: Le pagelle della stagione – PORTIERI e DIFENSORI

Reina: 5,5 Si è fatto trovare pronto quando Strakosha ha avuto problemi fisici e si è lasciato apprezzare per le sue doti da leader in campo. Ha comandato la difesa meglio rispetto al suo predecessore, ma il suo impiego da titolare ne hanno mostrato alcuni limiti tra i pali. Rimane comunque l’unica scelta di mercato in cui la Lazio abbia migliorato rispetto al recente passato. Se impiegato come secondo portiere è un’ottima risorsa.

Strakosha: 5,5 Stagione complicata la sua a causa di diversi problemi fisici che lo hanno lasciato fuori dal campo troppo tempo. Diversi errori nella prima parte di stagione ne hanno compromesso la sua solidità mentale che sembra essere il suo più grande problema. Riproposto nel finale di stagione ha alternato ottime cose a piccoli errori. Ora la società è di fronte ad un nodo, rinnovarlo o cederlo vista la scadenza del contratto nel 2022.

Acerbi: 7 In calo rispetto alla passata stagione dove era stato fino al lockdown mostruoso. Il campo però ci ha detto anche quest’anno che senza di lui la difesa perde gran parte delle sue certezze. Nella parte centrale del campionato è uscito fuori soprattutto nei momenti di difficoltà e non ha mai abbandonato la nave, anzi ha cercato sino alla fine di portarla in un porto prestigioso. Rimane la macchia del derby di ritorno dove ha sbagliato a sottovalutare l’importanza della partita al cospetto della voglia personale di giocare.

Patric: 5 Involuto rispetto alla passata stagione dove aveva trovato continuità di rendimento e qualche buona prestazione. Fino a quando ha dovuto scalare le posizioni nelle gerarchie di Inzaghi aveva ottimizzato le sue doti atletiche e tecniche. Da quando è stato impiegato con continuità per via degli infortuni ha avuto un calo drastico soprattutto di attenzione che gli sono costati errori banali.

Luiz Felipe: 6 Voto più di stima che per il reale apporto dato alla causa. Ha giocato una prima parte di stagione altalenante dove ha toccato l’apice nella gara contro il Dortmund, per poi cadere nei suoi guai fisici che lo hanno portato a saltare tantissime gare. Il rientro nel finale di stagione non è giudicabile perchè avvenuto in una situazione in cui la squadra aveva perso le motivazioni e la brillantezza.

Radu: 7 Alla fine della giostra se la Lazio è riuscita a venire a capo del campionato dopo un girone d’andata da brividi lo deve anche a lui. Diversi guai fisici ad inizio anno lo hanno portato a commettere diversi errori per uno come lui. La sua forza è stata quella di non lasciarsi mangiare dalle pressioni e continuare aa giocare e da gennaio in poi è salito di livello giocando alla sua maniera e meritandosi sul campo la possibile conferma.

Hoedt: 4 Il suo ritorno condito più da speranze che da certezze è stato un fallimento totale. La cosa strana è che il suo inizio non era stato dei peggiori ed anzi nel momento di massima emergenza nelle trasferte europee di Bruges e San Pietroburgo si era fatto trovare pronto giocando ottime gare. Forse la troppa sicurezza ed un carattere particolare lo hanno portato ha rovinare quanto di buono fatto con prestazioni imbarazzanti che lo hanno posto ai margini della rosa ed addirittura fuori nella parte finale del campionato.

Musacchio: 4,5 Arrivato con molti dubbi a parametro zero per coprire il buco lasciato dall’infortunio di Luiz Felipe si era disimpegnato bene nella prima gara vinta a Bergamo contro l’Atalanta. Un fulmine e ciel sereno perchè le altre prestazioni sono state tutte deficitarie e ricche di errori non comuni per un giocatore della sua esperienza che però sembra usurato nel fisico e mentalmente scarico.

Marusic: 7,5 Come rendimento complessivo è forse uno dei migliori di tutta la rosa soprattutto perchè impiegato per tutta la stagione in tanti ruoli mai provati prima. Abbiamo scoperto un calciatore duttile, ritrovato fisicamente e capace mentalmente di modificare a partita in corso i suoi compiti ed il suo raggio d’azione. Impiegato come laterale sinistro fino a gennaio per via delle difficoltà di Fares e Lulic ha mostrato buona capacità di adattamento. Il vero salto di qualità lo ha fatto fare alla squadra quando Inzaghi lo ha provato come terzo a destra nella linea difensiva. Ha interpretato quel suolo meglio di chiunque altro in questa stagione ed a contribuito in maniera decisa al cambiamento di rotta della squadra che ha cominciato a subire meno reti ed a vincere molte gare.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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