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Lazio – Parma, le pagelle: Strakosha e Immobile portano i tre punti, Muriqi troppi limiti tecnici

Strakosha: 7,5 Torna titolare in serie A dopo oltre un girone. La gara non è di quelle impegnative e nel primo tempo deve intervenire solo una volta sul tiro di Brunetta che è più simile d un passaggio. Nella ripresa si erge a protagonista compiendo tre interventi. La vittoria porta il suo nome quando evita il gol ad Hernani deviando sul palo e sul capovolgimento di fronte arriva il gol di Immobile.

Patric: 6 Si fa trovare pronto e gioca una gara positiva. Sfiora il gol con un sinistro al volo da fuori area e controlla bene la sua zona senza commettere grande sbavature. Esca nel momento dell’assedio per esigenze tattiche. Di sicuro il migliore dei cambi.

Caicedo (dal 78′): 6 Ha il merito di entrare causalmente nell’azione del gol di Immobile.

Acerbi: 6 Controlla bene Pellè e Cornelius che non la prendono mai in tutta la gara. Bravo a tenere unito il reparto nella ripresa quando la Lazio si sbilancia e si allunga.

Radu: 6 Il Parma non si vede mai in avanti nel primo tempo e lui cerca di fare più l’ala in appoggio che il marcatore. Devia un pallone che colpisce il palo ed Inzaghi lo sostituisce per evitare un giallo che gli sarebbe costato il derby.

Luiz Felipe (dal 56′): 6 Entra con grande voglia di fare e compie anche un paio di buoni interventi difensivi. Cerca di essere utile anche in fase di costruzione senza rischiare nulla perchè in diffida anche lui.

Lazzari: 5,5 Fa benino nel primo tempo dove spinge con grande convinzione anche se non trova mai lo spazio per la giocata giusta. Inizia bene nella ripresa dove prende un rigore trasformato in punizione dal limite dal Var, ma poi si eclissa fino al passaggio finale che da il via all’azione del gol.

Parolo: 5,5 Il vecchio Marco sta esaurendo le energie, ma non la voglia. Randella come al suo solito e cerca di sopperire ad una mancanza di vivacità fisica con l’esperienza. Meriterebbe la sufficenza per l’impegno, ma non per quanto visto in campo.

Akpa Akpro (dal 72′): 5 Le sue caratteristiche tecniche mal si sposano all’esigenza di punteggio in cui viene messo in campo. Corre a vuoto e mai si fa vedere in avanti dove fa solo confusione.

Cataldi: 5,5 Trotterella in mezzo al campo cercando di iniziare la manovra nel modo più veloce possibile. La squadra non lo aiuta, ma tutte le trame di gioco sono prevedibili. Batte male anche i calci da fermo e perde qualche contrasto di troppo.

Escalante (dal 56′): 5,5 Come Cataldi ha difficoltà nel iniziare con velocità l’azione ed inizia una serie di passaggi in orizzontale che fanno solo il gioco del Parma. Combina qualcosa di meglio in interdizione, ma nulla che possa avvicinarlo alla sufficenza.

Luis Alberto: 6,5 E’ l’unico in grado di alzare la testa dal pallone per creare gioco. Sfortunato nel colpire la traversa a metà primo tempo, ma tutte le azioni migliori nascono dai suoi piedi.

Fares: 5 Sbaglia i primi quattro palloni in maniera banale. Si muove molto male non riuscendo mai ad approfittare della coppia Radu-Luis Alberto che cercano di aprire varchi dalla sua parte.

Immobile: 7,5 Mette Luis Alberto e Muriqi davanti al portiere senza però che questi riescano a farlo entrare nel tabellino degli assist. Lotta fino al 95′ quando trova il varco giusto per battere la retroguardia crociata che fino a quel momento lo aveva ingabbiato.

Muriqi: 4 E’ l’emblema del fallimento della campagna acquisti di questa stagione. Un calciatore che ha avuto la fortuna di aver contratto il covid, dio aver avuto un infortunio muscolare che ne hanno solo mascherato per mesi gli evidenti limiti tecnici. Al di là del costo esorbitante siamo di fronte ad un calciatore che al momento non adatto alla serie A con qualsiasi squadra.

Correa (dal 56′): 5 Dalla sua entrata in campo la Lazio non trova molto giovamento. Si incaponisce in dribbling e tentativi di sfondamento a testa bassa che non portano a nessuna parte.

Inzaghi: 6 La squadra sembra spenta fisicamente e senza i suoi titolari in mezzo al campo i rincalzi fanno molto male. Il solo Strakosha risponde presente e fa rimpiangere l’impego di Reina ad oltranza. Il resto della panchina evidenzia però la scarsezza di alternative di livello.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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