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Inzaghi – Mou: i numeri degli ultimi cinque anni parlano chiaro

Il 10 aprile 2016, Simone Inzaghi faceva il suo esordio sulla panchina della prima squadra della Lazio. Sono passati 5 anni. L’ex attaccante, che aveva iniziato la sua esperienza da tecnico guidando gli Allievi regionali, nazionali e poi la Primavera biancoceleste, fece il suo debutto alla Favorita di Palermo battendo i rosanero allora allenati da Walter Novellino con un netto 3-0 firmato Klose (doppietta) e Felipe Anderson. Nell’estate seguente il mister piacentino sembrava destinato ad andare a Salerno. Fino a quando il presidente Lotito, saltata la trattativa con Marcelo Bielsa, decise di puntare su di lui. Compiendo, tra lo scettiscismo generale, una delle migliori scelte della sua presidenza. Da quel momento la società si è sempre affidata all’ex allenatore della Primavera, il quale nel corso del tempo ha valorizzato molti giocatori, trasformandoli da semi sconosciuti a pedine fondamentali della sua Lazio, lanciando inoltre, soprattutto nel primo periodo, diversi elementi del settore giovanile. I numeri però sono tutti dalla sua parte con 133 vittorie, 69 sconfitte e 44 pareggi in 246 partite. A soli 45 anni ha superato leggende come Tommaso Maestrelli, Eriksson e Dino Zoff, diventando l’allenatore più presente della prima squadra della Capitale. Appartiene a lui anche il record di punti, 78, raggiunti nel campionato 2019/2020. Inoltre è il quarto tecnico più veloce di sempre a raggiungere le 100 vittorie in Serie A.

Ha condotto la Lazio alla conquista di 3 trofei, una Coppa Italia (2019) e due Supercoppe (2017 e 2019). La scorsa stagione ha ottenuto la qualificazione in Champions League dopo 13 anni, per poi portare la squadra sino agli ottavi, un traguardo che mancava da oltre 20 anni. Tra i suoi meriti più grandi non può mancare quello di aver riportato la gente allo stadio. L’amore che il Mister ha trasmesso al popolo laziale ha permesso di creare un clima fantastico all’interno dell’ambiente, una simbiosi perfetta tra allenatore, giocatori e tifosi. Gli stessi tifosi che hanno seguito in massa la banda Inzaghi sia in casa che in trasferta e non vedono l’ora di tornare a farlo.

Oggi è stato annunciato come nuovo tecnico della Roma, con decorrenza dal 1º luglio2021, José Mário dos Santos Mourinho Félix, noto semplicemente come José Mourinho. Ma come si è evoluta la sua carriera in questi ultimi 5 anni? Ripercorriamo insieme alcune tappe:

Il 27 maggio 2016, Mou, viene annunciato come nuovo allenatore del Manchester Utd, in sostituzione di Louis Van Gaal. Parte forte, il 7 agosto con la vittoria della Community Shield (battendo per 2-1 il Leicester City) e il 26 febbraio 2017 con la vittoria della Coppa di Lega per 3-2 contro il Southampton. Il 13 marzo, nella FA Cup, i Red Devils vengono, però, eliminati dal Chelsea di Antonio Conte ai quarti di finale, mentre nelle settimane seguenti, in campionato non riescono ad andare oltre il sesto posto. Il 24 maggio, al termine di un lungo percorso cominciato a settembre con la fase a gironi, arriva a disputare la finale di Europa League: la squadra mancuniana si impone per 2-0 contro l’Ajax, vincendo il trofeo per la prima volta nella sua storia;

L’8 agosto 2017 perde la Supercoppa UEFA contro il Real Madrid per 2-1, il 20 dicembre viene eliminato dalla Coppa di Lega ai quarti dal Bristol City sempre per 2-1 mentre il 13 marzo 2018 esce dalla Champions di nuovo agli ottavi questa volta per mano del Siviglia di Vincenzo Montella (0-0 e 1-2 a Old Trafford). In campionato invece si piazza secondo dietro al Manchester City di Pep Guardiola, e il 19 maggio perde la finale di FA Cup per 1-0 contro il Chelsea. Il 18 dicembre 2018, dopo un inizio di stagione caratterizzato da risultati altalenanti (il peggiore per punti ottenuti in campionato dal Manchester Utd dal 1990-1991) e un difficoltoso rapporto con i giocatori, viene esonerato.

Il 20 novembre 2019 viene annunciato come nuovo allenatore del Tottenham, in sostituzione dell’esonerato Mauricio Pochettino; la squadra londinese è in quel momento quattordicesima in Premier League con 14 punti, distante 11 lunghezze dal quarto posto. Debutta tre giorni più tardi, con un successo per 2-3 contro il West Ham Utd. Nella partita seguente, al debutto in Champions, battendo l’Olympiakos per 3-2 ottiene la qualificazione agli ottavi di finale con un turno di anticipo. Il 4 dicembre arriva la prima sconfitta stagionale, quella per 2-1 contro il Manchester Utd, mentre tre mesi dopo la squadra londinese viene eliminata dalla FA Cup e dalla Champions agli ottavi di finale per mano di Norwich City e RB Lipsia. Conclude il campionato al sesto posto, a 7 punti dal quarto posto, qualificandosi all’Europa League. All’inizio della stagione 2020-2021 il Tottenham ottiene ottimi risultati,  tuttavia, nei mesi successivi si verifica un calo di risultati e la squadra perde terreno rispetto alle posizioni di vertice. Il cammino nelle coppe è a due facce: se in Europa League il Tottenham è eliminato agli ottavi di finale contro la Dinamo Zagabria, che riesce a ribaltare la sconfitta della gara di andata, e in FA Cup esce ancora agli ottavi di finale per mano dell’Everton, in Coppa di Lega raggiunge la finale. Tuttavia, il portoghese non riesce a disputare la finale del 25 aprile, poiché il 19 aprile 2021, dopo aver pareggiato con l’Everton il giorno prima, viene esonerato, con la squadra al settimo posto in Premier League. Il bilancio complessivo in campionato è di 14 vittorie, 8 pareggi e 10 sconfitte: il numero di rovesci subiti in campionato rappresenta un record negativo per la carriera di Mourinho. Durante questa ultima esperienza al Tottenham sono emersi tutti i limiti di un allenatore, che ha vinto tanto in carriera, ma che poco si adatta a contesti particolari. La serie di Amazon è l’evento più brillante di Mourinho nel Tottenham. I giocatori non amavano L’allenamento di Mourinho: li consideravano poco Interessanti, facili e con troppa inclinazione verso lo studio dell’avversario e il lavoro sulle azioni difensive. Il malcontento di Mourinho con i giocatori della difesa si è riversato in una rotazione costante e una completa mancanza di stabilità. La nomina di Mourinho è sicuramente un errore di Levy(presidente Tottenham). Da un lato, Daniel è stato guidato esclusivamente dagli obiettivi di business, ha invitato la superstar a rendere il marchio del club più globale e attraente. E ‘ stato anche prendere Bale che Jose non voleva. D’altra parte, la passione di lunga data per Mourinho ha accecato Levi.

La carriera del portoghese sta andando sempre più forte verso il basso. Il Contratto di José al Tottenham (15 milioni all’anno fino al 2023) sembrava già strano e illogico dopo aver lasciato sullo sfondo sullo sfondo Manchester United e il Chelsea. Ora è ancora più difficile immaginare un progetto importante vista la situazione debitoria della Roma. Anche l’ultimo argomento dei sostenitori di Mourinho sotto forma di trofei non funziona più. L’argomento a favore del fatto che è rimasto indietro senza speranza sta diventando sempre più grande. Forse era  ora di andare in nazionale.