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Lulic: Il capitano non tradisce nella gara più importante della stagione

Potrebbe finire a fine stagione il rapporto tra Senad Lulic e la Lazio. Dopo 10 anni le strade potrebbero dividersi, ma al momento questo particolare passa in secondo piano, perchè il “capitano” è proiettato a questo finale di stagione ed il suo obiettivo è regalare una nuova qualificazione in Champions League per i biancocelesti.

L’infortunio alla caviglia della scorsa stagione, l’operazione, le complicazioni che lo hanno riportato sotto i ferri ormai sono acqua passata. Chiaro che a 35 anni riprendere dopo un anno di attività è molto complicato. In questa stagione ha giocato poco mostrando qualche difficoltà nel recuperare lo smalto di un tempo.

Tutto questo fino a ieri sera quando tra lo scetticismo di molti Inzaghi ha deciso di puntare su di lui per la gara più importante della stagione. Come spesso accade in questi casi il rischio di incappare in critiche qualora il risultato o la prestazione del bosniaco non fossero state all’altezza sarebbero state altissime. Ma è in questi casi che esce il carattere del calciatore, del guerriero di mille battaglie che non vuole darsi per vinto al destino beffardo che lo ha messo k.o. per un intero anno.

Anche stavolta il “caro e vecchio” Senad non ha tradito la fiducia del mister e dei compagni di squadra tirando fuori una prestazione in vecchio stile, senza fronzoli e tutta sostanza. Forse mancherà la gamba di un tempo per attaccare palla al piede con quell’andatura caracollante, ma dalle sue parti fino a quando è stato in campo il Milan non si è mai reso pericoloso. Sia Saelemaekers che Calabria hanno dovuto fare i conti con l’esperienza e la voglia di continuare a giocare a calcio di Lulic. Attento in fase difensiva e provvidenziale in un paio di salvataggi in area di rigore hanno impreziosito la migliore prestazione della stagione del capitano che si candida per tornare protagonista a suo modo per il finale di stagione.

Quello che accadrà a giugno sembra ormai scritto, ma c’è ancora un mese con l’aquila sul petto e con la fascia al braccio per l’eroe del 26 maggio.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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