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Napoli – Lazio, Di Bello non vede e non decide mai, ma Irrati al Var fa peggio di lui

Rabbia, delusione e tanta amarezza sono queste le sensazioni del giorno dopo Napoli – Lazio. Una sconfitta sonora dal punto di vista del gioco che però è stata pesantemente condizionata dalle decisioni scientifiche di Marco Di Bello. Il direttore di gara brindisino ha dimostrato la sua incapacità di gestire gare a questo livello andando in bambola su tutti gli episodi chiave in cui ha sempre richiesto l’aiuto del Var non assumendosi alcuna decisione in presa diretta nonostante sul campo ad occhio nudo alcune situazioni sono state molto chiare.

Partiamo dal calcio di rigore concesso al Napoli. Il presunto contatto tra Milinkovic e Manolas dalle immagini non poteva generare la concessione del calcio di rigore perchè sia il contatto che l’entità dello stesso non sono chiare ed evidenti. Ricordiamo che per cambiare una decisione di non assegnare il calcio di rigore, le immagini devono dare prova con assoluta certezza senza che vi sia alcun dubbio. Dalle diverse inquadrature che sono state mostrate in Tv è emerso che Milinkovic tocca con netto anticipo il pallone e che il piede non va mai verso la testa di Manolas, ma al contrario è la testa del greco che si abbassa per cercare di colpire il pallone. La decisone quindi di un caso così controverso non poteva essere cambiata al Var perchè anche il contatto tra i calciatori non è apprezzabile nella sua entità visto che sembrano quasi sfiorarsi.

Questa cervellotica decisione ha impedito a Di Bello di concedere un rigore solare in presa diretta per fallo di Hysaj su Lazzari. In questo caso Di Bello commette un errore gravissimo perchè in presa diretta il contatto è sembrato più che netto. La sua incapacità di assumersi responsabilità in attesa dell’aiuto da casa del Var dovrebbe essere valutata in maniera negativa dai massimi organi dell’AIA. Che giudizio può aversi di un arbitro che in un minuto non si assume responsabilità dal campo e praticamente arbitra solo con l’aiuto delle immagini?

Arriviamo ora alla sconcertante concessione del secondo gol a Politano. L’azione nasce da un lancio di Insigne su Mertens che si aggiusta il pallone con la mano. Dalle immagini il tocco è netto, Di Bello ovviamente dal campo non si accorge di nulla, ma peggio di lui fa Irrati che si limita solo a valutare la posizione di Mertens senza andare a rivedere l’intera azione. Basterebbe questo per punire ancor più severamente sia Irrati che Bindoni che comodamente seduti nella sala Var con grande sufficenza e mancanza di professionalità concedono un gol palesemente irregolare.

Arriviamo sul finire di primo tempo quando in area partenopea Politano colpisce il piede di Immobile mentre sta per calciare. Di Bello a pochi passi non interviene e questa ormai non è una novità. Peggio di lui Irrati che stavolta non richiama il suo collega in campo almeno a rivedere un contatto che stavolta è molto più evidente di quello era successo in area biancoceleste con Milinkovic e Manolas. In questo caso non si tratta di un errore banale ma di un completo stravolgimento di un metro che varia a seconda delle aree di rigore e delle casacche.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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