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Lazio-Benevento, Immobile: “Sono felice di essere tornato al goal”

Finito il match dell’Olimpico tra Lazio e Benevento ai microfoni di Sky Sport si è presentato Ciro Immobile:

“Nel primo tempo abbiamo fatto 35 minuti eccezionali e dovevamo chiuderla prima. Potevamo fare almeno altri due gol. Nella ripresa abbiamo abbassato la guardia ed è successo questo. Sono situazioni che aiutano a crescere. Sono orgoglioso dei goal fatti con questa maglia, sono contento di essere tornato al goal mancavo da un pò, ma per me è importante la squadra, lo dimostra il fatto che ho lasciato il rigore al Tucu, abbiamo vinto e credo sia la cosa più importante. Siamo determinati a raggiungere il nostro obiettivo che è lì davanti a noi. Primo gol? Speriamo che venga premiata la fase offensiva. Ho parlato con Depaoli e mi ha detto che anche lui è felice se gli cancellano l’autogol.Adesso dobbiamo andare avanti non molleremo fino alla fine, le altre corrono ma finchè la matematica lo permette saremo li”

Intervenuto poi ai microfoni di Lazio Style Radio ha commentato così con un pensiero  al suo papà:

Io l’ho dimostrato con i fatti che per me non fosse un problema il  goal, lasciando il rigore a Correa. Ero consapevole del fatto che quando non segno probabilmente non aiuto la squadra, questo è ciò che mi preoccupa di più. Non mi preoccupava il fatto che non segnassi da otto partite, assolutamente. Ho fatto 151 gol in Serie A in quattro anni, in quattro sono riusciti a fare come me nella storia del campionato italiano. Come posso mai preoccuparmi di non fare gol?! E’ impossibile. Che uno mi venga a dire che non faccio gol è veramente assurdo. Sono consapevole che non ho fatto gol per tanto tempo, questo sì però la squadra ha vinto nel frattempo. I miei compagni mi hanno detto che probabilmente con i miei gol potevamo vincere con più reti di scarto, questo mi dava sicurezza e fiducia per il proseguo della stagione. Vero anche che sto giocando sempre senza mai fermarmi e anche questo mi ha tranquillizzato. Come ho trovato un po’ di forma fisica in più, come dicono anche i numeri, mi sono reso conto che potevo tornare al gol da un momento all’altro. Guardo sempre il bene della squadra. Lo scorso anno siamo andati in Champions perché la squadra mi ha messo nelle condizioni di fare tanti gol esprimendo un gioco fantastico e con le mie marcature siamo riusciti ad arrivare all’obiettivo. Probabilmente la squadra si rispecchia in questo, ma questo non deve cancellare quanto di buono fatto dagli altri: Caicedo, Tucu, Vedat ci danno un’enorme mano e danno una mano anche a me a fare ciò che mi riesce meglio. Perché non lo dovrei fare anche io con loro?! Quando si fa parte di un collettivo bisogna anche a volte togliere di mezzo le cose personali e fare il bene per la squadra. Il 13 aprile è stato il compleanno di mio padre, ha fatto 60 anni e purtroppo non abbiamo potuto festeggiare un’annata importante. Non siamo potuti stare vicino e probabilmente siamo rimasti entrambi molto male di questo, però come tutti gli altri dobbiamo accettare questa situazione e potremmo festeggiare più avanti”.