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Photo by Marco Rosi/Getty Images

Euro 2020: l’UEFA vuole il pubblico agli stadi, Gravina scrive a Draghi

Ci troviamo già ad aprile e gli Europei sono finalmente alle porte. Mancano poco meno di 2 mesi all’inizio di una manifestazione che avrebbe dovuto svolgersi lo scorso anno. L’insorgere della pandemia da COVID-19, ne ha obbligato il rinvio dell’evento così tanto atteso. L’Europeo itinerante, che vedrà le sue varie fasi disputarsi in diversi paesi, richiederà uno sforzo non indifferente per le varie federazioni organizzatrici.

L’UEFA, infatti, ha ribadito che le nazioni che vorranno ospitare l’Europeo dovranno garantire la presenza di un minimo di 25% di pubblico negli impianti calcistici. Molte nazioni, soprattutto in est Europa, hanno già da diverso tempo aperto alla presenza del pubblico nei loro impianti.

Rimangono da verificare le condizioni che potranno garantire Germania, Spagna e soprattutto Italia, che avranno tempo sino al 19 aprile per comunicare ulteriori informazioni sui loro programmi e sulla decisione finale di confermare o meno la presenza del pubblico. Il tempo stringe e per questo il Presidente della Federcalcio Gravina ha inviato una lettera al premier Mario Draghi, richiedendo un aiuto concreto affinché l’UEFA possa confermare l’assegnazione dell’evento inaugurale dell’Europeo e delle successive gare previste nel nostro paese.

Se non dovesse arrivare l’ok del comitato tecnico scientifico, le partite previste verranno spostate in altri paesi. In pole position vi è la Turchia, forte di ospitare anche l’attuale edizione di Champions League. Il rischio c’è, anche alla luce di una situazione politica molto confusa in cui tra la campagna vaccinale che va a rilento e le riaperture che tardano ad arrivare ancora, non si è riusciti a guardare in avanti.