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Lutto a Buckingham Palace: morto il Principe Filippo marito della regina Elisabetta

Lutto nel palazzo reale di Buckingham Palace. Stamane è morto il principe Filippo di Edimburgo, marito della Regina Elisabetta. Una notizia, che appena battuta dalle agenzie ha scosso il cuore di Londra e di tutto il mondo. Spentosi nel castello di Windsor alla veneranda età di 99 anni, era stato ricoverato in ospedale qualche settimana fa per poi essere dimesso.

Negli ultimi minuti, nonostante una distanza geografica che può dividere, molti sono i messaggi e le dichiarazioni di cordoglio rilasciate. Vi troviamo l’intervento del premier Boris Johnson, fuori da Downing Street: “Come nazione e come regno ringraziamo la straordinaria figura e lavoro. Amorevole marito, un padre e un nonno affettuoso”. Condoglianze anche dalla presidente della commissione europea, Ursula Von der Leyen, che su Twitter scrive: “Sono rattristata nell’apprendere della morte di sua altezza reale il principe Filippo. Vorrei estendere il mio sincero cordoglio a sua maestà la regina, alla famiglia reale e al popolo del Regno Unito in questo giorno così triste”.

Oggi piangiamo la perdita di un uomo straordinario, che ha dedicato la sua vita al servizio pubblico e ad aiutare gli altri. Come sindaco, posso dire a nome di tutti i londinesi che saremo per sempre grati per il contributo di sua altezza reale alla nostra città e al nostro paese”. Queste invece, le parole di Sadiq Khan, sindaco di Londra. Non può mancare il pensiero dell’Arcivescovo di Canterbury: “Il principe Filippo ha continuamente dimostrato il suo immancabile sostegno e la sua incrollabile lealtà a Sua Maestà la Regina per 73 anni. Metteva costantemente gli interessi degli altri davanti ai suoi e, così facendo, ha fornito un eccezionale esempio di servizio cristiano”.

A loro, infine, si unisce anche il premier australiano Morrison: “Per quasi 80 anni, il principe Filippo ha servito la corona, il suo Paese e il Commonwealth. Sua Altezza Reale il Duca di Edimburgo era, nelle parole di Sua Maestà, la sua “forza e sostegno”. Ha incarnato una generazione che non vedremo mai più”.