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Stefan Radu e la Lazio: storia di un amore da record

Quella che lega ormai da 13 anni a questa parte, Stefan Radu e la Lazio è una delle più belle storie d’amore calcistiche che si possano raccontare. Tutto ebbe inizio nella calda estate del 2007. Preliminari di Champions League. Da una parte la Dinamo Bucarest, con a capo in difesa un giovane calciatore di 21 anni che momentaneamente non è a conoscenza di quel che la sua carriera gli riserverà in futuro. Dall’altra la Lazio, che con una doppietta di Pandev e un goal di Rocchi, regala la qualificazione all’allora tecnico Delio Rossi.

Quest’ultimo, che aldilà della determinante vittoria ottenuta in terra straniera, porterà con sé a Roma un’altra certezza. Il prototipo del difensore che il club stava cercando per rinforzarsi, in vista anche dell’accesso alla fase a gironi della competizione europea. Veloce, mancino, con buona tecnica ed ottima personalità. Caratteristiche apparse agli occhi dell’allenatore romagnolo proprio durante il doppio confronto avvenuto negli spareggi di Champions League e, individuate in Stefan Radu. Il calciatore che nonostante una giovane età, capeggiava il reparto difensivo dei padroni di casa.

Tra il dire e il fare si dice che c’è di mezzo il mare ma non in questo caso. Varie ipotesi alla fine si tramutano in veri interessi, verso il difensore romeno. La società biancoceleste, si avvia di fatto a cercar di portare Radu nella capitale il prima possibile, per affrontare ed iniziare nel migliore dei modi la nuova stagione. Proprio per la doppia sfida estiva, che l’acquisto almeno al momento salta. Un matrimonio, tra il giocatore e la Lazio, che tarderà solamente di qualche mese. Nelle sessione invernale del mercato infatti, verrà ufficializzata l’operazione.

Arrivato in punta di piedi, come possibile scommessa, ha scalato ogni gerarchia divenendo punto cardine della squadra. Con il passar del tempo, si è conquistato la fiducia di tutti gli allenatori seduti sulla panchina laziale negli ultimi anni e soprattutto, l’affetto del popolo biancoceleste. Dai Delio Rossi, Ballardini e Reja, ai vari Petkovic, Pioli ed Inzaghi, la musica non cambia. Dedizione, grinta, continuità e volontà. Il segreto di tutte quelle soddisfazioni, piccole o grandi che siano, ottenute sia dentro che fuori dal campo. I suoi numeri parlano da soli, 3 Supercoppe italiane, 3 Coppe italia conditi anche da 8 goal. Il coronamento della sua carriera ,però, è arrivato con questo record di presenze che lo ha portato a scrivere la storia ultracentenaria della prima squadra della Capitale.

Il traguardo, non alla portata di tutti, è stato tanto atteso quanto sudato sul campo. Nell’ultima vittoria interna ai danni dello Spezia, Radu partito per l’ennesima volta come titolare, ha potuto festeggiare la sua 402esima presenza con l’aquila sul petto. Trionfo e motto di vanto, che vale a dire il primato assoluto nella classifica all-time. Staccato Beppe Favalli, da qui alla fine del campionato avrà modo di aumentare questi numeri. La sensazione, però, è che la sua esperienza a Roma proseguirà anche il prossimo anno per meriti acquisiti sul campo e non per riconoscenza.

La certezza però rimane e rimarrà solamente una. Il cuore pulsante di ogni tifoso della Lazio, alla domanda di una lazialità difficilmente da rappresentare, parlerà chiaro. Gonfio di orgoglio, racconterà di Stefan Radu. La storia di un romeno, divenuto calciatore prima e tifoso della Lazio poi.

“Ai veri laziali, battiamo le mani!!!”

Alessio Giordano

Sono un giovane ragazzo romano di 17 anni, innamorato dello sport in generale ma in particolar modo del calcio, con il sogno nel cassetto di lavorare un giorno come giornalista sportivo. Nonostante la mia età, credo di star anticipando nettamente i tempi. Attualmente infatti, collaboro per le seguenti testate giornalistiche: NoiBiancocelesti e SuperNews.

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