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Daniel come Gabbo, “Quanto è bello esse laziali”

Al fischio finale di Lazio – Spezia nella felicità di poter festeggiare una vittoria acciuffata in extremis mi corre lungo la mia schiena un brivido lungo ed intenso diverso dagli altri. E’ capitato altre volte di segnare nel finale e di portare a casa una vittoria importante. La sensazione è strana e diversa dal solito, però, mi sembra già di averla provata e tutto mi riporta indietro di oltre 13 anni.

C’era un Lazio – Parma quella volta ed era il 25 novembre 2007. La classifica dei biancocelesti era pericolante e le paure erano molte. Anche allora lo spirito ad inizio gara era però un vortice di emozioni contrastanti per via del tragico omicidio di Gabriele Sandri. Anche quella volta la partita scivolava via sul punteggio di parità. Ma la voglia dei calciatori e soprattutto qualcosa di ultra terreno portano al gol decisivo al 90esimo minuto. Tutti noi quella volta pensammo che quella rete aveva la paternità materiale di Fabio Firmani, ma un mandante dall’angelico volto… il nostro “Gabbo”.

A distanza di anni stesse sensazioni e stessi brividi che corrono lungo la schiena. E’ un dejavù lungo ed interminabile cominciato con la Tevere che omaggia la memoria di un giovane calciatore della primavera tragicamente scomparso qualche giorno fa. I calciatori che scendono in campo con una maglia con la sua foto che lo ritrae insieme allo stemma della Lazio e poi quel minuto di raccoglimento intenso e commovente. Anche stavolta la gara è sul punteggio di parità. Un 1-1 che avrebbe portato a dire quasi certamente addio a sogni di Champions League. Segna Caicedo, la partita finisce, la Lazio vince ed io guardo lassù in cielo e immagino il volto Daniel che strizza l’occhio.

Abbandono la tribuna e mentre una lacrima scende sul mio volto guardo di nuovo in cielo e penso “Quanto è bello essè laziali”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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