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Strakosha: in Nazionale come nella Lazio, da titolare inamovibile ad invisibile riserva

Periodo difficile per Thomas Strakosha che nemmeno con la nazionale albanese è riuscito a ritagliarsi un pò di serenità. In questa sosta delle nazionali anche Edy Reja, attuale CT della selezione albanese, lo ha lasciato in panchina per due volte consecutive nelle gare disputate contro Andorra e Inghilterra. Nel giro di pochi mesi è passato da titolare inamovibile della Lazio e della nazionale ad invisibile riserva e questo certo lo sta condizionando anche per quanto riguarda le scelte future.

Il portiere albanese ha conquistato la fiducia di Simone Inzaghi nella stagione 2016/17. Da quel momento in poi sì è sempre fatto trovare pronto, saltando pochissime partite e scendendo in campo anche con diversi problemi fisici. Negli anni ha dimostrato di essere uno dei portieri più affidabili del nostro campionato, contribuendo a tutti i buoni risultati ottenuti dalla Lazio. Nonostante questo, in diverse occasioni è stato vittima di aspre critiche, alcune delle quali ingiustificate. Nella scorsa stagione era stato uno dei valori aggiunti della Lazio pre-lockdown quando aveva contribuito in maniera evidente a far diventare la squadra di Inzaghi la miglior per rendimento difensivo.

I guai sono iniziati lo scorso ottobre, a causa di uno stop forzato prima per via del covid e poi per un susseguirsi di problemi fisici. Per queste ragioni Il portiere cresciuto nel vivaio laziale ha ceduto il suo posto a Reina e da quel momento, il Mister, ha sempre schierato (fatta eccezione per due occasioni) l’estremo difensore spagnolo, trasformando Strakosha in una riserva.

Psicologicamente la situazione per il portiere biancoceleste non è delle migliori, anche perchè nelle poche volte in cui è stato chiamato in causa è apparso poco sereno. Il suo contratto scade a giugno del 2022, ma su di lui andranno fatte delle valutazioni quest’estate per evitare di perderlo successivamente a parametro zero. Sarebbe un peccato se la storia tra Strakosha e la Lazio si concludesse così, considerando la giovane età, i margini di crescita e l’inserimento nella lista obbligatoria dei calciatori formati nel vivaio che lo rende un valore aggiunto.