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Processo tamponi: Anche stavolta… Non è successo!!!

Nel pomeriggio di ieri è arrivata la sentenza definitiva del Tribunale Federale sul cosi detto processo tamponi. Le sanzioni comminate vanno dai 150 mila euro di multa per la Lazio, all’inibizione del Presidente Lotito per 7 mesi e dei responsabili sanitari il Dr. Ivo Pulcini e il Dr. Fabio Rodia per 12 mesi.

Verrebbe da dire tanto rumore per nulla. Si perché da quando Immobile e compagni risultarono positivi dai tamponi effettuati per la partita contro il Bruges ne sono successe di cose e tante accuse sono state mosse a carico della Lazio, del suo presidente per finire ai medici ed addirittura ai calciatori.

Da lì in poi si è aperto un giudizio più spettacolare di quello sportivo, il processo mediatico, dove alcuni organi di informazione hanno iniziato ad augurare, più che ipotizzare, delle sanzioni esemplari a carico della prima squadra della Capitale. C’è chi ha parlato di penalizzazione dai 3 ai 10 punti chi ha sperato nella retrocessione in serie B.

Quello che però fa maggiormente tristezza è che queste sorta di “toto sentenza” non era mosso da una preparazione giuridica per lo meno sufficente, ma solo da meri interessi personali. C’è chi ha scritto sotto l’influenza dell’editore per compiacerlo e chi ha vomitato fiumi di parole nella speranza di lucrare qualche punticino da portare in dote in questo finale di campionato.

Non gli è parso vero che a seguito di quelle che si sono rivelate delle castronerie mediatiche, la Procura di Avellino abbia aperto un fascicolo nei confronti della Futura Diagnostica a cui la Lazio si era rivolta per far processare i tamponi. Di li a poco hanno insinuato, in maniera più o meno diretta, che Lotito avrebbe scelto un laboratorio fuori regione per poter appunto “aggirare” il protocollo anti-covid. Ma le pagine di giornale non facevano una netta distinzione tra le due questioni e mischiavano tutto nella speranza di condizionare l’opinione pubblica e fare breccia nelle competenti autorità giuridiche-sportive.

In tutto questo c’è stata una squadra in particolare, che è stata continuamente incensata da un giornale che per pura casualità è di proprietà dello stesso editore, che ha provato ad inserirsi all’interno di questo processo sportivo per lucrare il fondo del barile nell’intento non tanto nascosto di avere il sabato libero il prossimo anno.

Quanto amaro in bocca devono avere in questo momento anche alcuni concittadini romani che deturpando l’invenzione di Guglielmo Marconi, per mesi si sfregavano le mani raccontandoci che sbagliare a compilare una distinta non è poi una violazione così grave del regolamento. Secondo loro, infatti, tutto doveva essere focalizzato sulla Lazio perchè ad un anno di distanza è tornata utile la loro fantasiosa laurea in virologia. Il diktat era punire l’untore Lotito che aveva schierato giocatori contagiosi che come marchiati dalla lettera scarlatta si erano prestati al suo gioco. Questi personaggi andrebbero segnalati al Ministro dell’istruzione Bianchi per la loro facilità nell’apprendere delle scienze molto complesse. Dal primo pomeriggio di ieri, infatti, sono tutti diventati cattedratici di diritto sportivo. Queste loro repentine metamorfosi dovrebbero essere oggetto di un premio speciale dalle grandi orecchie tanto care a Collodi.

Chissà come rimarranno se nei prossimi gradi di giudizio il loro obiettivo primario Lotito dovesse uscirne quasi indenne?

Bisognerà attendere le motivazioni della sentenza per capire perchè se è nominato un responsabile sanitario per l’applicazione del protocollo, debba rispondere anche il Presidente di una società che non ha una preparazione scientifica e nulla potrebbe obiettare o dire anche sotto forma di mero controllo.

La battaglia quindi ancora non è finita, perchè i giornalisti scoloriti e gli speaker dall’alito al sapore di peperone continueranno ad trovare giustificazioni raffazzonate per l’ennesimo buco nell’acqua. E’ già partito, infatti, il piagnisteo “Sentenza vergognosa perchè la Lazio è protetta”, ma non fatevi illusioni torneranno alla carica a raccontarvi le loro pavide congetture e con il sorrisino di scherno vi diranno come spesso hanno fatto “Nun succede…ma se succede”.

Nel frattempo però come sempre accade sempre quando ci sono loro di mezzo…  “NON E’ SUCCESSO!!!”