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Lazio, processo tamponi: la sentenza di primo grado e la ricostruzione dei fatti

Si è svolto questa mattina, in videoconferenza, davanti al tribunale federale nazionale il processo che vede coinvolta la Lazio nel così detto “caso tamponi”. Dopo la richiesta della procura federale è arrivata nel primo pomeriggio la sentenza che ha stabilito come da comunicato ufficiale della Figc:

Il Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare presieduto da Cesare Mastrocola ha accolto il deferimento del Procuratore Federale nei limiti di cui in motivazione, sanzionando la Lazio con un’ammenda di 150mila euro. La società era stata deferita per la violazione delle norme federali e la mancata osservanza dei protocolli sanitari vigenti. Il TFN ha inoltre inflitto 7 mesi di inibizione al presidente della società Claudio Lotito e 12 mesi di inibizione ai medici sociali Ivo Pulcini e Fabio Rodia”.

I fatti per cui la si è arrivati a queste condanne risalgono e lunedì 26 ottobre prima di Bruges-Lazio il centro a cui si appoggia la Uefa emette l’esito dei tamponi effettuati ai giocatori della Lazio. Vengono fermati Lazzari, Luis Alberto, Djavan Anderson e Immobile. Mercoledì si gioca la partita, 1-1, nessuno dei 4 fermati è in campo.

Successivamente venerdì 30 ottobre giro di tamponi per la Lazio, in vista della partita di domenica contro il Torino. I test vengono effettuati come di consueto per la Lazio dal laboratorio di Avellino “Futura Diagnostica”. Tutti i giocatori testati risultano negativi. Quindi Strakosha, Leiva e Immobile vengono convocati per Torino-Lazio. Domenica 1 novembre durante Torino-Lazio: Strakosha è in panchina, Leiva e Immobile subentrano. Immobile su rigore segna il 3-3 al 95°. Tre minuti dopo segna  Caicedo e la Lazio vince: Torino 3 Lazio 4. Lunedì 2 novembre, 48 ore prima di Zenit-Lazio di Champions, nuovi test Uefa. Ancora Synlab. Il giorno dopo la Lazio si allena al mattino con Immobile in campo. Nel frattempo arrivano i risultati: Ciro torna positivo. E con lui vengono fermati anche Leiva e Strakosha. A poche ore le controanalisi fatte fare dalla squadra di Lotito al laboratorio di Avellino non convergono. L’attaccante napoletano risulta debolmente positivo. Si inizia a parlare di gene N. Secondo l’interpretazione di Futura Diagnostica il gene N non è un gene specifico per cercare il Covid e dunque potenzialmente non contagioso. La Procura Federale a questo punto apre un’inchiesta.

Venerdì 6 novembre nuovo giro di test in vista di Lazio-Juve. Per Futura Diagnostica Immobile, Strakosha e Leiva sono negativi, ma i giocatori vengono comunque fermati dalla ASL inia precauzionale nonostante il tampone avesse avuto esito negativo. Martedì 16 febbraio 2021 il procuratore federale Giuseppe Chinè deferisce al Tribunale federale nazionale la Lazio, il suo presidente, Claudio Lotito, e i medici Ivo Pulcini e Fabio Rodia per violazione dei protocolli sanitari Figc anti-Covid.

Con la sentenza di oggi si chiude il primo grado di giudizio e la sensazione è che si è fatto tanto rumore per nulla. La battaglia legale non è ancora finita, ma è chiaro che quelli che pronosticavano penalizzazioni esemplari sono rimasti con un pugno di mosche in mano.

Ci viene in mente un vecchio proverbio che dice “Raglio d’asino non sale in cielo”.