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Daniel Guerini parla la madre: “Voleva diventare una bandiera per la Lazio”

Non c’è pace nel cuore di Michela, mamma di Daniel Guerini, calciatore della primavera biancoceleste rimasto coinvolto nella serata del 24 marzo scorso a seguito di un incidente stradale. Lei stessa, ha deciso di rompere il silenzio, rilasciando delle dichiarazioni ai giornalisti della carta stampata.

L’ho chiamato alle 7,30, era appena uscito dagli allenamenti, stava andando a cena da Tiziano (l’amico di Daniel ricoverato in prognosi riservata). Gli ho detto ‘amore non andare, sei uscito anche ieri, torna a casa. Mi ha detto: ‘Mamma dai tra un po’ vengo, non ti preoccupare. Non l’ho sentito più.”

“Il suo sogno era quello di diventare una bandiera per la Lazio” questo il sogno segreto da Danile raccontato da colei che lo amava più della sua vita.

Era bello come il sole, l’avevo fatto col pennello: non aveva una fidanzata, ne aveva mille, era un rubacuori. Un ragazzo d’oro, gli volevano tutti bene. Un genitore che piange un figlio è un fatto contro natura”.

L’impatto tra la Smart For Four dei tre amici e la Mercedes Classe A, con a bordo un signore di 67 anni, è avvenuto in una delle vie più conosciute e transitate della capitale, la Palmiro Togliatti. Precisamente a duecento metri dall’incrocio con via dei Romanisti. La procura sta di fatto, ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, al momento contro ignoti.

Sulla dinamica dell’evento poi ha precisato: “Non so ancora nulla. Ma siamo state insieme alla mamma di Tiziano, mio nipote è un angelo non è uno scalmanato, è impossibile che corresse. Lui è molto responsabile, è quello che mette quiete e tranquillità tra le persone”.

Parole piene di dolore, incredulità ed amarezza, quelle rilasciate dalla 46enne madre del ragazzo scomparso, che ha espresso l’ultimo desiderio per salutare il suo amato Daniel.

“Vorrei salutarlo su un campo da calcio con l’inno della Lazio. Era felice perché era tornato alla Lazio, aveva firmato un contratto di 3 anni. Era unico, non si abbatteva mai. Vorrei che il funerale fosse all’aperto, su un campo da calcio, con tanti palloni bianchi e celesti, con l’inno della Lazio che era la sua seconda famiglia”.

Alessio Giordano

Sono un giovane ragazzo romano di 17 anni, innamorato dello sport in generale ma in particolar modo del calcio, con il sogno nel cassetto di lavorare un giorno come giornalista sportivo. Nonostante la mia età, credo di star anticipando nettamente i tempi. Attualmente infatti, collaboro per le seguenti testate giornalistiche: NoiBiancocelesti e SuperNews.

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