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Ciao Daniel, ricorda di brillare nel cuore di chi ti amerà per sempre!!!

Caro Daniel,

avrei voluto scrivere delle tue prestazioni in campo, avrei voluto esultare ai tuoi gol e magari chiederti un autografo a fine partita o un selfie come si usa oggi.

Tutto questo però non sarà possibile perchè ad appena diciannove anni ci hai lasciato avvolto da un destino ingiusto e crudele che ti ha strappato dall’amore di tua madre, di tuo padre e di tuo fratello.

Il fato ti ha tolto la possibilità di inseguire e realizzare il tuo sogno che era quello di giocare a calcio per passione, perchè ti divertivi e facevi divertire chi ti ammirava dalle tribune. Eri giovane, ma già avevi imparato cosa vuol dire sudare per realizzare un obiettivo e così eri andato a Torino prima, poi Firenze e Ferrara, ma la tua vera fede era a Roma ed i tuoi colori erano biancocelesti.

“Roma è la mia casa la LAZIO la mia squadra. Quanto sono felice di essere tornato” queste le tue parole che avevi scritto appena rientrato a Formello e poi quella foto vicino allo stemma che ti rendeva fiero di tornare a far parte della tua famiglia sportiva. Il tuo talento non era passato inosservato e grazie al tuo piede mancino ti erano state aperte le porte delle nazionali giovanili e come eri bello con la maglia azzurra e lo stemma dell’Italia.

Sai Daniel, in questi momenti è impossibile trovare le parole perchè il dolore che questa tragedia sta provocando mi rende inerme, svuotato e privo di forza di reazione. Dovrei prendere esempio da quelli che ci riescono meglio, i tuoi compagni di squadra, i tuoi fratelli come li chiamavi tu. Nonostante siano tutti giovanissimi dai loro pensieri emerge tutto l’amorevole affetto che ti circondava, forse sono proprio loro l’esempio da seguire per trovare una via d’uscita da questa sensazione d’impotenza.

Sai Daniel il destino non è stato giusto con te ed avresti dovuto vivere la tua vita con la spensieratezza della tua giovane età. Avresti dovuto inseguire i tuoi sogni, condividerli con la tua famiglia e diventare uomo passo dopo passo. Come posso spiegarti che adesso tutto questo non sarà più possibile?

Ora ti lascio perchè quei pochi pensieri che avevo sono confusi e la lucidità mi abbandona. Vorrei urlare la mia rabbia per farla uscire fuori da me, come tutti i tifosi della tua Lazio vorrebbero fare perchè dopo Mirko anche tu sei volato in cielo come un’aquila, il nostro simbolo che portavi fiero in petto ogni volta che scendevi in campo.

Buon viaggio Daniel, la gente laziale non ti dimenticherà mai e tu ricordata di brillare nel cuore di chi ti amerà per sempre!!! 

    

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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