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Lazio, il calciomercato che verrà

Siamo solo alla metà di marzo, ma in casa Lazio iniziano a circolare le prime voci di calciomercato. Voci e nomi nulla di più, nulla di concreto a parte l’arrivo di Dimitrije Kamenovic, terzino sinistro del Cukaricki, lasciato alla società di Belgrado in prestito fino a giugno. Tutto il resto è un’incognita, i nomi fatti in questi giorni, lasciano il tempo che trovano (Vazquez su tutti), si è parlato molto dei difensori e si sono fatti i nomi di Lisandro Martinez e Pau Torres, ma al momento di certezze non ce ne sono.

Probabilmente non ce ne saranno da qui fino all’apertura del prossimo calciomercato, perché come ormai sappiamo tutti il Direttore Sportivo Igli Tare non lascia mai trapelare nulla delle sue mosse di mercato. Ci si interroga però su che mercato sarà e dove la squadra dovrà essere migliorata e anche ringiovanita, perché il prossimo anno alcuni titolarissimi avranno un anno di più e non si può rischiare nuovamente di trovarsi scoperti in ruoli determinanti come già sta accadendo in questa stagione.

Analizzando i reparti della Lazio, quello difensivo è sicuramente quello messo peggio, almeno questo dicono i numeri 37 goal subiti in 26 partite sono tanti per una squadra che vuole puntare al quarto posto, considerando che lo scorso campionato ne ha subiti in tutto il torneo 42. Dovranno almeno arrivare due difensori per coprire queste lacune, in quanto Musacchio sembra non convincere, Hoedt probabilmente non verrà riscattato e Radu compirà 35 anni e non offre più le garanzie fisiche di una volta, ed il solo Acerbi, anche lui prossimo ai 34 anni, non può giocarle sempre tutte. Rimangono Patric e il convalescente Luiz Felipe a completare il reparto, che non basteranno per affrontare la stagione. Già quest’anno Inzaghi è dovuto ricorrere a Parolo (36 anni encomiabile per il suo impegno) per sopperire alle assenze.

A centrocampo servirà un sostituto di Leiva, il brasiliano, (anche lui compirà 35 anni) dopo l’intervento al ginocchio dello scorso anno, non è più tornato ai suoi livelli, complice anche le tante partite giocate tra coppe e campionato, Inzaghi quasi mai gli ha fatto fare i novanta minuti interi, proprio per dosarne le energie e quando è mancato, si è sentita non poco la sua assenza, la difesa ha risentito della poca copertura a centrocampo e questo spiega anche i troppi goal subiti dal reparto difensivo.

Sugli esterni le uniche certezze sono Lazzari e Marusic che quest’anno dopo un avvio stentato si sta rivelando un jolly prezioso per Inzaghi, tanto da utilizzarlo anche come terzo di difesa. Ma su Fares e Lulic pesano gli infortuni, che non hanno mai permesso di vedere l’algerino in pieno della sua forma, così come per il capitano che è rientrato da poco dopo un lungo periodo di convalescenza. Entrambi non offrono garanzie fisiche e anche Lulic ormai è arrivato a 36 primavere, difficile possa continuare a sgroppare sulla fascia per un’intera stagione.

In attacco il solo Immobile non può più bastare, in questa stagione stanno mancando i goal di Correa (solo tre reti all’attivo), e ad oggi i 20 milioni spesi per Muriqi sembrano uno sproposito per quello che ha dato oggi il kosovaro. Caicedo merita un discorso a parte, nelle due sessioni di calciomercato sembrava dover lasciare la Lazio visto anche l’acquisto di Muriqi e il prestito di Pereira anche lui destinato a tornare a Manchester), fortunatamente è rimasto e dopo Immobile è il miglior attaccante biancoceleste, con grande professionalità si è sempre fatto trovare pronto quando è stato chiamato in causa.

Anche il capitolo portiere è un’incognita, Reina avrà 39 anni e Strakosha, falcidiato da infortuni, sembra non aver preso bene il sorpasso dello spagnolo. La rosa allargata quest’anno, nonostante abbia soddisfatto Inzaghi, non si è dimostrata all’altezza di sopportare le tante partite ravvicinate giocate quest’anno anche per via del Covid, per molti dei nuovi acquisti come per altri in rosa era la prima esperienza in una competizione cosi prestigiosa: se si vuole ottenere un cambio di passo servono giocatori pronti da inserire in un gruppo già solido

Chiaramente il calciomercato della Lazio dipenderà anche dalla qualificazione in Champions League, perché il quarto posto darebbe continuità ad un progetto di crescita iniziato cinque anni fa con Simone Inzaghi, la mancata qualificazione potrebbe portare Lotito ad una nuova rivoluzione sia dal punto di vista tecnico quanto sul gruppo squadra. Perché se da una parte, come più volte ha anche affermato Inzaghi, che per il rinnovo è tutto fatto, dall’altra parte ci si chiede perché la firma tarda ad arrivare aumentando le incertezze dell’ambiente anche sul futuro dei top player biancocelesti, in particolare Milinkovic e Luis Alberto. La mancata qualificazione in Champions League porterebbe una perdita economica non indifferente per fare il mercato e visto anche gli aumenti di ingaggio che hanno visto coinvolti alcuni calciatori, Lotito potrebbe lasciar partire qualche pezzo pregiato, anche perché ha sempre sostenuto che prima viene il bilancio poi il resto.