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Da Torino-Lazio a Lazio-Torino, due pesi e due misure giornalistiche

Che le gare tra Lazio e Torino, in questi ultimi anni, abbiano sempre una vena polemica ormai è risaputo e molto è addebitabile ai rapporti non certo idilliaci tra il presidente Lotito ed il collega Cairo. Era il 23 ottobre del 2016 quando allo Stadio Grande Torino la gara finì sul 2-2 con i biancocelesti raggiunti oltre il novantesimo da un calcio di rigore molto più che generoso concesso da Giacomelli per un tocco di mano di Murgia. Poco più di un anno dopo ancora l’impavido Giacomelli riuscì nell’impresa di sbagliare due decisioni con un solo episodio. Prima non concesse un rigore solare alla Lazio per un fallo di mano stavolta con braccio completamente largo di Iago Falque ed un secondo dopo tiro fuori il cartellino rosso per un battibecco tra Immobile e Burdisso con l’ex difensore della Roma reo di una sceneggiata degna delle migliori telenovelas sudamericane.

Per non farci mancare nulla nella gara di andata di quest’anno la Lazio, vincente al 94′ con un gol di Caicedo, è finita sotto le mire delle testate giornalistiche legate al gruppo Cairo per le presunte irregolarità nella gestione del protocollo sanitario sottoscritto da Lega Calcio e Ministero della Salute per l’impiego di alcuni calciatori che secondo le accuse della Procura Federale sarebbero dovuti essere posti in isolamento fiduciario. Oggi a poche ore dal fischio d’inizio della gara di ritorno, con fischio d’inizio fissato per le ore 18:30, il Torino di Urbano Cairo, violando proprio quel protocollo sanitario tanto sollecitato nella gara d’andata, non è ancora arrivato a Torino e con molta probabilità non lo farà perchè “fermato” dalla Asl di Torino per i casi di positività avuti nel gruppo squadra. Al netto del probabile 3-0 a tavolino che sarà inflitto ai granata dal Giudice Sportivo vi sarà una trafila di ricorsi che si baseranno sulla sentenza ormai famosa sentenza del Collegio di Garanzia del Coni su Juventus – Napoli. La posizione della Lazio è stata finora molto composta ed ha lasciato che fosse la Lega Calcio a prendere posizione sulla gara che rimane confermata.

Certo che alla stregua delle polemiche abbattute sia nei confronti del Napoli quando non prese la via di Torino che nei confronti della Lazio per le note vicende della gara d’andata, stamane nessun giornale stigmatizza la condotta del Torino. E’ evidente, infatti, che se il protocollo sanitario, tanto invocato nei confronti della Lazio, ha ancora un valore, la condotta dei granata viola quanto sottoscritto alla ripresa dello scorso campionato da tutte le squadre di serie a. Il nascondersi dietro la sentenza del Collegio di Garanzia del Coni non cancella la violazione di un protocollo sanitario che i soliti organi di stampa hanno evidenziato assumere una rilevanza capitale quando si tratta della Lazio, mentre per il Torino ha la stessa importanza che ha la forchetta quando a pranzo c’è il brodo. La credibilità di certa stampa legata a doppio filo con le sorti di alcune società calcistiche viene costantemente meno ed è un vero peccato che in questo mondo del calcio sempre più governato dagli interessi personali manchi la coerenza nel giudizio e nella critica che è la base per la crescita per ogni tipo di movimento.

Mettetevi seduti che da oggi pomeriggio non ad una gara di calcio ma alla prima puntata del remake in chiave sportiva di “Un giorno in Pretura”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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