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LE PAGELLE – Atalanta-Lazio 3-2: serata horror per Hoedt. Acerbi e Reina i migliori per i biancocelesti

Reina: 7,5 Compie una prodezza sul tiro di Romero sugli sviluppi del calcio d’angolo, ma il suo intervento è vanificato dall’errore di Muriqi. Non può molto sugli altri gol ed è superlativo quando para il rigore a Zapata tenendo viva la partita fino alla fine

Patric: 6 Prestazione onesta che lo vede sempre attento a svolgere il suo compito difensivo cercando di arginare le Miranchuk. Purtroppo come spesso accade prende un giallo banale e vede il secondo tempo dallo spogliatoio.

Parolo (dal 46′): 6 Il ruolo non è il suo, ma si adatta con grande applicazione. Cerca di rimediare alla fesseria di Hoedt sul terzo gol, ma non ci riesce. Nell’assalto finale ha qualche problema con Zapata, ma con il mestiere riesce dopo qualche minuto a prendere le misure.

Hoedt: 3 Serata horror quella dell’olandese che entra nella storia di questa partita dalla porta sbagliata. A vuoto su Muriel in occasione del secondo gol dei padroni di casa si fa portare a spasso come un cagnolino per poi andare a terra nemmeno fosse a prendere il sole ad Ostia Lido. Si addormenta su Romero fingendo per di più un colpo ed il suo buco porta al terzo gol. Per completare l’opera procura il calcio di rigore su Zapata con l’ennesima scivolata a vuoto.

Immobile (dal 70′): 6 Entra per cercare di bucare il fortino di Gasperini, ma gli spazi ristretti e l’assetto tattico d’emergenza lo vedono girare a vuoto.

Acerbi: 7,5 Più esterno a tutta fascia che difensore. Si lascia apprezzare per l’interpretazione della gara che lo vede annullare inizialmente Pessina ed allo stesso tempo proporsi come il miglior Roberto Carlos. Pennella l’assist per il gol di Muriqi e poi ruba palla a centrocampo e s’invola dentro l’area di rigore mandando in bambola tutta la difesa atalantina. Anche quando passa difensore centrale è il più attento e preciso ad ottimizzare la superiorità numerica.

Marusic: 6 Praticamente cambia tre ruoli durante la partita, ma sembra attraversare un buon momento di forma che lo rendono costante nel rendimento. Tiene a livello fisico il duello sia con Goesens e Maehle e se possiamo trovargli una pecca è il poco coraggio con cui attacca gli spazi.

Milinkovic: 5 Senza Leiva e Luis Alberto cerca di sdoppiarsi facendo prima il costruttore di gioco e poi il grimaldello offensivo. Sbaglia però l’approccio nel momento chiave della gara quando l’Atalanta in dieci uomini con la foga agonistica sopperisce all’inferiorità. Si abbandona nelle solite velleità che portano all’amnesia totale del reparto di centrocampo che alla fine costa la qualificazione.

Escalante: 5 Sicuramente attento ai suoi compiti tattici, mantiene la posizione, ma non brilla mai per personalità nella gestione del possesso palla. Quando l’Atalanta strappa la squadra balla perchè l’asse centrale non è solido e lui non trova la posizione e giusta per serrare i ranghi.

Correa (dal 62′): 5,5 Qualche buon cross e qualche tentativo di dribbling non sono sufficienti per guadagnare la sufficenza. Non trova la posizione giusta per puntare il diretto avversario e quando gli si chiede un lampo va a sbattere sempre contro un difensore.

Akpa Akpro: 5,5 Regge bene il campo per tutta la gara mostrando una condizione atletica invidiabile. Emergono però anche stavolta i suoi limiti a livello tecnico soprattutto quando in superiorità numerica si limita ad appoggiare il pallone al compagno più vicino senza mai assumersi la responsabilità di costruzione che in un centrocampo così dovrebbero anche passare dai suoi piedi.

Fares: 4,5 Quarantacinque minuti in cui vaga in mezzo al campo senza mai trovare una collocazione giusta. Dovrebbe spingere ed attaccare gli spazi che l’Atalanta gli concede alle spalle, ma non ricordiamo un affondo. In fase difensiva non eccelle fino a quando non rimedia un giallo per essersi perso il suo diretto avversario. Il tutto è condito da una condizione fisica abbastanza approssimativa.

Lazzari (dal 46′): 6,5 Avrebbe il merito di cambiare la partita se la Lazio non si suicidasse. Rimedia l’espulsione di Palomino che lo stende quando è lanciato a rete. Gioca tanti palloni ed è uno dei pochi che prova a saltare l’uomo. Sbaglia qualcosa, ma è decisamente uno dei più vispi.

Pereira: 6 Buono il suo approccio alla gara dove cerca con il suo dinamismo di andarsi a creare gli spazi per fare male all’Atalanta. Di certo l’intesa con Muriqi non è delle migliori, ma nel complesso lavora molti palloni riuscendo spesso a far salire la squadra. Gli manca di certo continuità ed intesa con i compagni, ma almeno dal punto di vista dell’impegno è encomiabile.

Lulic (dal 81′): 6,5 Vederlo in campo con la sua andatura caracollante e la sua intensità e di buon auspicio. E’ l’unico che nel finale riesce a crearsi lo spazio per mettere dei palloni interessanti in area di rigore.

Muriqi: 6  Inizia molto male facendosi anticipare sui primi tre palloni giocabili e regala il vantaggio all’Atalanta ciccando il pallone in area di rigore consentendo a Djimsiti di battere a rete. Si fa perdonare con un gran gol di testa che testimonia una crescita almeno dal punto di vista atletico. Si scioglie col passare dei minuti lasciando intravedere le caratteristiche del suo gioco. Da una sua protezione del pallone nasce l’occasione che porta all’espulsione di Palomino. Cala drasticamente dopo settanta minuti intasando quei pochi spazi centrali che si creano.

Inzaghi: 5 L’approccio dio alcuni giocatori è lontano da standard accettabili e lui sbaglia a non capire che dovrebbe togliere Hoedt che non aveva la minima idea su come arginare Muriel piuttosto che l’ammonito Patric. Sbaglia a tenere in campo Muriqi quando l’Atalanta fa mucchio in mezzo all’area e sarebbe servito aprire gli spazi sulle fasce. Non convince nemmeno il mancato impiego di Cataldi quando sarebbe servito un ragionatore in mezzo al campo. Confusionario e frenetico nei cambi di modulo finali che agevolano il compito dell’Atalanta.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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