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LE PAGELLE – Lazio-Roma 3-0: Lazzari devastante, che giocate di Luis Alberto. La banda di Inzaghi asfalta i giallorossi

Reina: 7 Spettatore per larghi tratti della gara dove deve solo amministrare un paio di uscite alte e dei tentativi direttamente da calcio d’angolo. Riesce a guadagnarsi un voto alto per la parata su Dzeko quando però la gara è già bella che indirizzata.

 

Luiz Felipe: 7,5 Annulla Mkhitaryan che non trova mai spazio per girarsi perchè c’è il brasiliano che lo aggredisce ogni volta che è in possesso del pallone. Torna ai livelli della passata stagione gara dopo gara ed anche in fase di costruzione sembra più sicuro. L’ammonizione che s’inventa Orsato costringe Inzaghi a sostituirlo, ma rimane la grande prestazione.

 

Patric (dal 69′): 7 Entra in un momento particolare della gara, dove l’errore può essere dietro l’angolo visto il risultato ed invece è preciso ed attento come non mai non sbagliando un pallone e controllando con grande calma gli sterili tentativi degli avversari.

 

Acerbi: 8 Il duello con Dzeko è stato da sempre uno dei più difficili, ma stavolta lo sloveno non la vede mai. Il Leone lo anticipa, lo controlla a livello fisico e non gli lascia mai la profondità. Rimedia un giallo a fine primo tempo, ma non è condizionato minimamente ed anche nella ripresa gioca sempre in pressing senza perdere mai le distanze dagli avversari.

Radu: 8 Derby da veterano dove annulla Pellegrini prima e Pedro nel secondo tempo. Aggressivo e pimpante come tutti i compagni di reparto evita anche alcuni errori di gestione del pallone che in questa stagione erano costati cari. Se torna a questi livelli la squadra ne giova perchè anche il compito di Marusic diventa più semplice.

 

Hoedt (dal 82′): sv La partita è bella che vinta, ma non perde occasione per un paio di bei lanci e qualche colpo di testa di alleggerimento.

 

Lazzari: 9 Devastante sulla fascia con le sue accelerazioni fa a fette il tandem Spinazzola-Ibanez propiziando tutte e tre le reti della partita. Tatticamente è un rebus per la Roma che non sa come prenderlo e soprattutto con chi, lui però ci mette tanta di quella qualità che si attira le attenzioni di mezza squadra giallorossa che nel finale lo ferma con le maniere forti.

 

Milinkovic: 7 Inizia con un errore a metà campo che gli costa un giallo. Ci mette un pò a carburare, ma la squadra oggi gira anche senza di lui e quando piano piano entra in gara la squadra diventa assoluta padrona del campo. Nella ripresa non lesina energie in fase difensiva e quando c’è un pallone alto lo mette a terra e fa guadagnare campo alla squadra. Un pò di accademia nel finale gli è concessa, ma la semplicità poteva portare ad altri gol.

 

Leiva: 7,5 In sponda Roma si parlava di Villar, ma lo spagnolo dovrebbe rivedere la partita e capire che in città il migliore in quel ruolo è il professore brasiliano. Gioca a testa alta facendo diventare facili anche le cose più difficili sia in fase di interdizione e di costruzione. I trequartisti di Fonseca non trovano mai spazio alle sue spalle perchè lui sa come posizionarsi prima che il pallone arrivi.

 

Escalante (dal 65′): 7 C’è da rompere e ripartire e lui riesce a farlo in maniera eccelsa evidenziando anche delle buoni doti tecniche oltre a quelle tattiche che avevamo già apprezzato. Con lui in campo non cala il livello di aggressività e la gestione della gara diventa molto più semplice.

 

Luis Alberto: 9 Due gol con due tiri di potenza e precisone nei momenti cruciali della gara sono le punte di diamante di una prestazione sontuosa. Lo spagnolo manda in tilt tutto il centrocampo giallorosso che non riesce a trovare un antidoto alle sue giocate. Quando esce Caicedo si mette dietro ad Immobile prima e Muriqi poi cercando il passaggio giusto che arriva in un paio di situazioni ma gli attaccanti non sono bravi a finalizzare.

 

Marusic: 7,5 Nel giorno del ritorno di Lulic gioca una gara come il capitano. Grande dinamismo ed attenzione a non concedere spazio alle sue spalle agli esterni della Roma. Valido appoggio anche a Luis Alberto in avanti si contraddistingue per il gioco aereo dove vince quasi tutti i duelli.

 

Caicedo: 7 Prestazioni che sembra condizionata dall’infortunio subito a metà primo tempo che ne limita la consueta vivacità e forza. Rimane spesso isolato davanti lasciando ad Immobile il compito di pressare i portatori di palla della Roma. Anche a velocità ridotta trova il tempo per guadagnare un paio di calci di punizione per far rifiatare la squadra. Avrebbe una buona opportunità al termine di un’azione rocambolesca, ma è bravo Pau Lopez a bloccare il suo tiro.

 

Akpa Akpro (dal 65′): 8 Entra in campo e comincia a correre dietro al pallone come al campo dell’oratorio con la differenza di avere anche delle doti tecniche non indifferenti che mostra con il passaggio vincente per Luis Alberto in occasione del terzo gol. Da li in poi prende anche fiducia e nonostante il punteggio dica di non correre rischi non butta mai il pallone ed è sempre pronto a ripartire.

 

Immobile: 8,5 Entra in campo con la voglia di spaccare il mondo ed al primo pallone utile scarica tutto quello che ha in corpo portando in vantaggio la squadra. L’infortunio di Caicedo lo costringe agli straordinari in pressing e perde un pò di lucidità su un paio di contropiede.

 

Muriqi (dal 82′): 7,5 Non fa nulla di eccezionale, ma fa quello che serviva alla squadra in quel momento. Lotta su tutti i palloni, vince i duelli fisici e guadagna calci di punizione. Certo ci piacerebbe vederlo in situazioni in area di rigore, ma con questo spirito arriverà presto il suo momento.

 

Inzaghi: 9 Con una capolavoro tattico stravince il duello con Fonseca che non trova mai un pertugio per riaprire la partita nonostante i cambi. La Lazio non cambia pelle, ma dal punto di vista tattico alza il pressing come mai aveva fatto in questa stagione e segue a uomo i trequartisti della Roma che erano la fonte di gioco. Ma dove è nettamente superiore è nel controllo delle fasce dove Lazzari e Marusic non si abbassano mai a livello dei difensori, ma sono sempre pronti a far ripartire la squadra. Tre vittorie di fila rimettono la Lazio in carreggiata per un posto in Champions.

 

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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