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ESCLUSIVA – Dino Zoff: “Paolo era una persona straordinaria. Dopo Maradona è uscito di scena un altro grande interprete del nostro calcio.” E la Lazio…

Rossi segnava e Zoff parava i pericoli. L’epopea di “Espana 82“, culminata nel nostro terzo successo mondiale, potrebbe riassumersi così. Il compianto Pablito con i suoi 6 gol nella fase topica di quel mondiale consegnato alla storia, insieme al Dino Nazionale, incarnarono lo spirito di rivalsa di un Paese capace di rialzarsi con orgoglio. Due campioni umili, semplici, in grado, con le loro prodezze, di portare la Nazionale azzurra in cima al mondo. La prematura scomparsa del principe dei gol ha suscitato in Zoff sentimenti di viva commozione. Ai nostri microfoni, cui volentieri torna a concedersi, Dino Zoff, già presidente e allenatore della prima squadra della Capitale, ricorda con affetto Pablito, suo compagno di squadra anche nelle fila bianconere della Juve. Amarcord sincero dopo il quale Zoff indugia anche sul momento Lazio, galvanizzata dall’accesso agli Ottavi di finale di Champions e attesa, sabato sera, all’importante esame contro il Verona.

Salve Zoff e grazie per la consueta disponibilità. Il suo ricordo di Paolo Rossi…

“Ci ha lasciati un uomo perbene, simpatico e ironico, Paolo era una persona veramente straordinaria, i ricordi sono tantissimi, con lui ho condiviso momenti bellissimi, e non solo all’interno del rettangolo di gioco. Le sue prodezze ci consentirono di vincere un mondiale nel quale partimmo male; eravamo finiti nel mirino della critica dopo i tre famosi pareggi consecutivi e il nostro gruppo era sotto pressione; poi si sbloccò Pablito e la Nazionale non si fermò più. Peccato, dopo Maradona è uscito di scena un altro grande interprete del nostro calcio”.

Torniamo all’attualità, alla nostra e alla sua Lazio: dopo la qualificazione col brivido contro il Bruges, gli uomini di Inzaghi sono chiamati a battere il Verona, che sfida si aspetta contro la formazione di Juric?

“Il Verona è una buona squadra e  all’Olimpico giocherà a viso aperto al cospetto di una Lazio appena qualificatasi in Champions, traguardo prestigioso giunto dopo circa vent’anni. La squadra di Inzaghi è favorita ma nel campionato italiano nessuna gara è scontata. Sarà una sfida aperta, un successo della Lazio potrebbe indubbiamente rilanciarne le ambizioni per le zone nobili della classifica”.

Crede che i biancocelesti possano ancora lottare per lo scudetto dopo la travolgente cavalcata dello scorso anno?

“La Lazio è un’ottima squadra che da anni propone un calcio molto propositivo. Ritengo che Inzaghi abbia fatto un lavoro straordinario da quando siede sulla panchina biancoceleste. La stagione sta per entrare nel vivo, la Lazio si è concessa qualche distrazione di troppo ma nonostante tutto è lì, vicina alle big. Sarà un campionato per ovvi motivi anomalo nel corso del quale potrà accadere di tutto, credo che la Lazio abbia tutte le carte in regola per credere di nuovo nello scudetto, poi con un Immobile così…”

La sua favorita per il tricolore?

“E’ ancora prematuro sbilanciarsi in pronostici, dobbiamo aspettare ancora qualche giornata. In ogni caso continuo a ritenere che la Juve di Pirlo sia ancora un gradino sopra le altre, ma attenzione al Milan: la squadra di Pioli è molto concreta e darà fastidio fino alla fine”.

In questi ultimi giorni, in casa Lazio, tiene banco la questione portieri: chi preferisce tra Reina e Strakosha?

“La Lazio ha due buoni portieri, Inzaghi ha dovuto recentemente alternarli per motivi di salute, entrambi comunque forniscono garanzie; Reina è più esperto, Strakosha è cresciuto tanto negli ultimi mesi”.

Prima di congedarla, un suo giudizio sulla Nazionale di Mancini?

“Un’ottima squadra, Roberto ha la fortuna di guidare un gruppo affiatato e affamato, credo ci siano tutte le promesse per un grande Europeo”.

Parola di Zoff

Libero Marino

Esperienze lavorative: Provincia, Ciociaria Oggi, CittaCeleste e LazioPolis

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