Coltescu, dalle accuse di razzismo al precedente con la Lazio

Continuano ad emergere nuovi particolari sulla vicenda che ha portato alla sospensione forzata della gara di Champions League tra Paris Saint Germain e Istanbul Basaksehir, dovuta alle frasi razziste che sarebbero state pronunciate dal quarto uomo Sebastian Coltescu nei confronti di un membro della panchina della squadra turca. Un episodio non certo edificante per l’immagine della Uefa da sempre in prima linea nella lotta contro il razzismo.

Il clamoroso dietro front delle squadre che si sono rifiutate di scendere in campo e di riprendere la gara ha dato ancora un maggior rilievo a questa vicenda su cui il massimo organo calcistico europeo ha già aperto un’inchiesta. Di sicuro, qualora fossero confermate le ricostruzioni operate da più giocatori e dirigenti presenti in campo la carriera arbitrale del 43enne di Craiova sarebbe al capolinea.

Il nome di Coltescu, però, non è nuovo in casa Lazio perchè sempre insieme al collega Hategan, anche allora arbitro della gara, diresse come assistente di area di rigore la gara di andata dei quarti di finale di Europa League andata in scena all’Olimpico il 5 aprile 2018. In quella occasione fu proprio Coltescu a richiamare l’attenzione dell’arbitro al minuto 29′ per un contatto in area di rigore tra Basta e Dabbur tanto veniale quanto involontario. Anche in quel caso la comunicazione tra i due non fu di certo immediata e semplice tanto è vero che per concedere la massima punizione ci volle quasi un minuto. Per dovere di cronaca il rigore fu trasformato dall’ex biancoceleste Berisha che grazie a quella prestazione si guadagno tanti crediti che gli valsero l’acquisto da parte della Lazio la stagione successiva. Alla luce dei fatti un ricordo non proprio felice per i colori biancocelesti, ma nulla di paragonabile a quanto accaduto ieri sera. Se, infatti, possiamo tollerare arbitri scarsi non sono tollerabili arbitri che utilizzano frasi a sfondo razzista camuffandole dietro la mancata conoscenza della lingua inglese.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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