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LE PAGELLE – Lazio-Brugge 2-2: Immobile da leader, Reina e Luiz Felipe da rivedere

Reina: 5 Grave errore in occasione del gol di Vormer dove respinge malamente il tiro di Lang che è forte ma non angolato. Nella ripresa qualche apprensione nelle uscite, ma nel finale sbaglia le scelte sui rinvii alzando il ritmo quando non serve e tenendo la squadra troppo dietro quando servirebbe velocizzare.

Luiz Felipe: 5 Un costante difficoltà nelle chiusure su De Ketelaere che con il suo movimento lo porta spesso fuori posizione. Sbaglia in occasione dei due gol quando concede spazio agli attaccanti belgi per troppo timore. Nel finale commette falli molto sciocchi che sono testimonianza della mancanza di sicurezza.

Hoedt: 5,5 Il Bruges non ha un attaccante di ruolo centrale e cerca di portarlo fuori posizione, ma lui gestisce bene la situazione. Anche in fase di palleggio si disimpegna bene, ma paga un cartellino giallo banale ed ingenuo che gli costa il cambio a metà gara e visto com’è andata nella ripresa la sua presenza sarebbe stata fondamentale.

Radu (dal 46′): 6 Si arrangia più con il mestiere che con la freschezza atletica, ma nel complesso gestisce bene il finale concitato non lasciandosi mai attrarre nella bagarre.

Acerbi: 6,5 Dalla sua parte gira Diatta che è il più frizzante degli ospiti ed insieme a Marusic riescono ad arginarlo bene. Nel secondo tempo da centrale tiene bene il campo ma troppo spesso deve compensare le incertezze dei compagni che hanno paura di gestire il pallone tra i piedi.

Lazzari: 7 In fase offensiva nel primo tempo è devastante e manda in bambola Sobol che lo stende ogni volta che prova a pressarlo. Dopo l’espulsione paradossalmente la Lazio si addormenta e lui paga il ritmo soporifero che non gli consente più di mettere in moto la sua velocità.

Milinkovic: 6,5 Gara di sostanza ed in crescendo la sua anche se alcune sue intuizioni non sono sfruttate a dovere dai compagni di squadra. Nel finale di gara è l’unico che prova a ragionare ma la squadra sembra tramortita dal peso della gara.

Leiva: 6,5 Non è un caso che dalla sua uscita dal campo la Lazio ha cominciato a sbandare. Presenza fondamentale per carisma e qualità durante tutta la gara perchè il suo schermo permette alla difesa di essere più protetta ed anche in fase di palleggio non ha mai paura di avere il pallone tra i piedi.

Escalante (dal 74′): 6 Costretto a gestire il finale trilling sbaglia un pallone, ma poi si disimpegna bene anche se manca un pò di personalità.

Luis Alberto: 6,5 E’ l’uomo in più che gli ospiti non riescono mai a prendere anche se provano a mettergli addosso una specie di gabbia. Sapienza nel gestire il pallone abbinata a corsa ne fanno il giocatore chiave della squadra. Purtroppo cala di lucidità ed Inzaghi lo toglie nel momento in cui forse sarebbe ancora servito.

Akpa Akpro (dal 74′): 6,5 Il migliore dei cambi perchè nella confusione si trova a meraviglia grazie alla sua freschezza atletica. Sono suoi gli ultimi tentativi di ripartenza, ma nel finale gioca come in parrocchia correndo dietro al pallone ed è quello che serve.

Marusic: 6,5 Ottima gara su Diatta che non lo supera mai ed in attacco non lesina mai energie dando sempre un appoggio alla manovra. Va vicino al terzo gol, ma da li in poi cala vistosamente e commette qualche fallo di troppo.

Correa: 7 Il gol del vantaggio lo costruisce con una finta di corpo che manda fuori tempo anche la tribuna stampa. E’ una vera spina nel fianco della difesa ospite, ma non riesce mai a fare quel guizzo davanti al portiere che gli permetterebbe di senare molto di più. Esce troppo tardi perchè era da tempo che non ne aveva più.

Pereira (dal 86′): sv Un pò di confusione, qualche scelta sbagliata ed un fallo preso.

Immobile: 7,5 Altra prova mostruosa di questo attaccante inimitabile per caratteristiche e spirito. Corre in avanti ed indietro per il campo, incita i compagni e nel momento del bisogno si procura e trasforma un calcio di rigore fondamentale. Esce stremato, ma sarebbe stato molto utile nel finale per la sua foga che trasmette con gli urli dalla panchina.

Caicedo (dal 74′): 6 Entra quando la Lazio va in bambola, ma lui riesce a fare a pieno il suo dovere addomesticando alcuni palloni e facendo salire la squadra che però non ne ha più.

Inzaghi: 6,5 Guida la squadra ad una qualificazione non di certo banale gestendo situazioni al limite del drammatico. La squadra entra in campo organizzata e concentrata, ma di certo sente troppo la pressione. Gli si possono imputare i cambi con cui toglie certezze alla squadra che ne risente e soffre la mancanza dei leader. L’impressione è che si potevano cambiare io momenti diversi. Deve riflettere infine sulla scelta tra Reina e Strakosha che non sarà di certo semplice.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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