ESCLUSIVA – Ernesto Calisti: “Quel giorno che entrai in campo per marcare Maradona. Alla fine anche lui si complimentò, è stato un momento indimenticabile”

Il 14 ottobre del 1984 la Lazio di Juan Carlos Lorenzo, da poco subentrato a Paolo Carosi come allenatore dei biancocelesti, affronta, allo Stadio Olimpico, il Napoli di Diego Armando Maradona, appena giunto nella squadra partenopea. La Lazio gioca bene e si porta anche in vantaggio, al 35′, con  Vincenzo D’Amico. Nel secondo tempo, però, è proprio Maradona a pareggiare il conto, al 51′, con un gol incredibile segnato dopo uno scambio al volo con un proprio compagno.

Dopo aver subito la rete del pareggio, Juan Carlos Lorenzo si volta verso la sua panchina ed indica un giovane calciatore, non ancora ventenne, proveniente dal vivaio biancoceleste e che aveva esordito in Serie A solo una settimana prima: “Lei, mi entri in campo e mi marchi Maradona”.

Ernesto Calisti, chiamato dal suo allenatore, si alza in piedi e dopo pochi minuti (siamo al minuto 56) fa il suo ingresso sul rettangolo di gioco, per marcare il calciatore più forte di tutti i tempi.

Oggi, per ricordare quell’episodio, a pochi giorni dalla scomparsa di Diego Armando Maradona, abbiamo avuto la possibilità di intervistare lo stesso Calisti, che ci ha raccontato come è andata.

“Avevo solo diciannove anni e la mia giovane età forse mi aiutò molto. Se fossi stato più grande credo che avrei vissuto la cosa con maggiore apprensione. Invece entrai in campo e giocai senza timore. E giocai bene. Senza dubbio, il primo intervento fu fondamentale. Maradona non mi conosceva e non poteva sapere che ero molto veloce. Si allungò il pallone di testa, per superarmi, ma io fui più veloce di lui, lo anticipai in velocità e passai il pallone indietro a Nando Orsi. Lo Stadio Olimpico accompagnò il mio intervento con un’ovazione. Io guadagnai ulteriore fiducia in me stesso e tutto andò bene. Addirittura l’arbitro, Casarin, mi fece i complimenti per i miei interventi puliti. E a fine partita lo stesso Maradona si avvicinò per complimentarsi. E’ stato un momento indimenticabile”

Una prestazione che venne sottolineata anche dai quotidiani, il giorno successivo. Maradona, infatti, dopo il suo ingresso in campo, non riuscì più a creare problemi alla retroguardia della formazione capitolina e la Lazio pareggiò quella partita. In quell’anno, però, la squadra biancoceleste navigava comunque in cattive acque, e alla fine del campionato retrocesse malamente in Serie B. Mentre nella gara di ritorno a Napoli, come è andata?

“Maradona ci fece tre gol (la Lazio perse 4-0, ndr) uno più bello dell’altro. Era un campione fenomenale, di una correttezza unica. Mai una simulazione, mai una protesta esagerata. Un grande uomo, anche da avversario. Fuori dal calcio non avrà fatto una vita esemplare, ma in campo non c’è nulla da dire: eccezionale”

Daniele Caroleo

Giornalista pubblicista. Tifoso della Lazio. Mi piace lo sport (con una particolare predilezione per il calcio), scrivere e fotografare.

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