“Per te, Ciro”

L’attacco mediatico contro Ciro Immobile deve intendersi come un attacco alla Lazio. Ormai è chiaro a tutti. Noi tifosi lo sappiamo bene, lo abbiamo capito. Quello che sta accadendo quest’anno rappresenta l’apice di una politica continua , stressante e avvilente iniziata nella notte dei tempi.
E’ stato facile spalare fango addosso ad un giocatore che rappresenta una vera bandiera per i Laziali. Non sono bastate le sofferenze e l’angoscia che ha dovuto passare e sopportare. I risultati altalenanti di analisi sulle quali davvero sarebbe il caso di fare piena luce. Una mancanza di trasparenza, una mancanza di omogeneità. E la mancanza di un referto che sia uguale per laboratorio e non per decreto. Ormai questo Paese, al di là dello sport e del calcio, necessita immediatamente di un raccordo, oggi inesistente, per comprendere se una persona è veramente positiva o no lo è. Facendo cadere la credibilità sulla comunicazione giornaliera dei numeri.
Prima del giocatore viene l’Uomo e prima della critica viene il Rispetto. Rispetto che è mancato e sta mancando nei confronti di tutti Noi. Ciro Immobile e Noi.
La mia speranza è che vengano prese delle contromisure nelle sedi opportune per quei giornalisti, quelle emittenti radiofoniche e televisive e chi ha sbagliato paghi davvero. Chi si è permesso e chi ha consentito che offese, calunnie andassero ad inondare il web deve essere colpito dalla giustizia come merita.
Non è questa la sede per approfondire il discorso sulla comunicazione nonostante proprio questa sia l’oggetto del contendere,
Ieri mattina, nel recarti in una clinica romana per le visite mediche prima di ottenere l’autorizzazione per entrare in campo sembravi un ragazzino che vuole indietro quel pallone che gli hanno rubato. Dimostravi tutta l’impazienza, il desiderio di tornare a giocare.
E proprio lì ti aspetteremo. Su un campo da calcio.
A Crotone avremo occhi soltanto per te. Non ci interesserà né la tecnica né la tattica. Non ci interesserà il modulo o chi entrerà nel secondo tempo. Guarderemo solo te. Augurandoti di sfondare la rete non per noi, non per una nazionale, che forse non ti merita, ma per te. Per te. Per la tua splendida famiglia, per i tuoi splendidi figli.
Butta sta palla dentro, Ciro. Per te.
Per te.

Pierpaolo Gentili

Scrittore, sceneggiatore e regista. Organizza laboratori di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “La luna, inevitabilmente, e la vita”, “A testa alta” con Paolo Arcivieri, “Banco...Mat”, “L'amore rende belli” con Fabiola Cimminella, “Calcio d'inizio”. Tra gli incarichi assunti: Responsabile dell’ Ufficio Stampa del Notegen Club, del Teatro al Borgo e dell’ Associazione Culturale “Giano Bifronte”, redattore delle riviste culturali “Orizzonti”, “Versicolori”, Direttore Editoriale della rivista “Supertifo” con Daniele Caroleo. Conduttore radiofonico e opinionista presso emittenti locali, fondatore della rivista “Diffidare dalle Imitazioni”. Regista del film “Quel coniglio è un predatore”, scritto con Federico Rinaldi. Premi vinti: quattro volte segnalato al Premio Internazionale Eugenio Montale, il “Città di Giungano”, il “Premio Tritone”. Il “Premio Mondatori” nel 2018. Fa parte della Giuria del “Premio di letteratura calcistica Gabriele Sandri”.

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