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“Caro Luis Alberto”

Caro Luis Alberto,
sei speciale con la palla trai piedi. Rappresenti l’elite del calcio con le tue immense capacità. Ci hai deliziato con le tue giocate spettacolari. Sei un fenomeno, un fenomeno vero. Ma in tutti i sensi.
Vedi cosa c’è? Probabilmente non hai compreso chi sia, cosa rappresenti il Tifoso della Lazio.
Non entro nel merito di una pseudo battuta lasciata su un social, non mi interessa sottolineare come in un momento drammatico per il paese ci siano qualche migliaio di giovani privilegiati che guadagnano milioni di euro e ai quali tu appartieni. Non sottolineo, cosa comunque grave, che hai mancato di rispetto ad una società di calcio che ti ha tolto dall’anonimato e per la quale lavori. Poco importa se sei riuscito a rovinare un giorno speciale per noi tifosi durante il quale abbiamo riportato un altro primato, questa volta a livello nazionale, con la presentazione di un aereo con i Nostri Simboli, la Nostra Storia.
Ora sono arrivate le scuse, ma sembra che siano peggio delle dichiarazioni scritte su un tweet perché dividono ancora di più la tifoseria e dimostrano come tu non abbia compreso. Non è un problema il fatto che tu non sia Laziale, nessuno se ne rammaricherà. Desidero ricordarti che questa maglia l’hanno indossata anche giocatori romanisti. Da Cordova a Liverani.
Non mi interessa. Voglio sorvolare.
Ma una cosa mi infastidisce, mi turba e mi addolora.
Non hai capito. Non hai, probabilmente, la sensibilità necessaria per comprendere il momento particolare che sta vivendo la società, noi Tifosi e, cosa ancor più grave, alcuni compagni di squadra.
Un attacco che proviene da più parti e che soltanto la forza dell’unione, della compattezza è in grado di contrastare.
Non hai compreso il momento. Non hai compreso minimamente ciò che sta accadendo.
Caro Luis Alberto, ci sono stati Uomini che hanno segnato questa Storia, la Nostra Storia. Giocatori con meno classe di te, con meno seguito di te ma, senz’altro, con più amore ed attenzione per quel Simbolo e per quei colori.
Giocatori che sbagliavano un passaggio facile, o un gol a porta vuota. Perfino giocatori che non hanno lasciato uno spogliatoio nel dramma di una retrocessione in serie b.
Spero che la società ti multi in modo esemplare anche se, devo dire, credo poco che a te interessi e non servirà davvero come deterrente.
Cerca di sudare e di giocare ad alti livelli con questa Maglia perché ho la sensazione che i bonus siano terminati e ti voglio ricordare che, qualora non avessi ben compreso di che pasta è fatto il Tifoso della Lazio, la porta sta lì. Basta aprirla.
Concludo invitandoti a continuare a giocare alla playstation che ti riesce bene.
Ma almeno fallo in silenzio.

Pierpaolo Gentili

Scrittore, sceneggiatore e regista. Organizza laboratori di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “La luna, inevitabilmente, e la vita”, “A testa alta” con Paolo Arcivieri, “Banco...Mat”, “L'amore rende belli” con Fabiola Cimminella, “Calcio d'inizio”. Tra gli incarichi assunti: Responsabile dell’ Ufficio Stampa del Notegen Club, del Teatro al Borgo e dell’ Associazione Culturale “Giano Bifronte”, redattore delle riviste culturali “Orizzonti”, “Versicolori”, Direttore Editoriale della rivista “Supertifo” con Daniele Caroleo. Conduttore radiofonico e opinionista presso emittenti locali, fondatore della rivista “Diffidare dalle Imitazioni”. Regista del film “Quel coniglio è un predatore”, scritto con Federico Rinaldi. Premi vinti: quattro volte segnalato al Premio Internazionale Eugenio Montale, il “Città di Giungano”, il “Premio Tritone”. Il “Premio Mondatori” nel 2018. Fa parte della Giuria del “Premio di letteratura calcistica Gabriele Sandri”.

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