Tecnica brasiliana e mentalità europea: vi raccontiamo chi è Andreas Pereira

Andreas Hugo Hoelgebaum Pereira, per tutti è Andreas Pereira, il trequartista sul cui nome Tare ha scommesso in questa lunga e travagliata sessione di calciomercato.
Era lui il Mister X che il DS biancoceleste stava trattando in gran segreto, il regalo per i tifosi e per una squadra che si affacciava dopo lunghi 13 anni nell’Europa che conta.
La sua storia con la Lazio non sarebbe mai dovuta iniziare in realtà. Al suo posto ci sarebbe dovuto essere David Silva, sogno nemmeno troppo nascosto della dirigenza e del popolo laziale.
Lo spagnolo, con il suo voltafaccia improvviso, è approdato alla Real Sociedad, dopo essersi promesso a Lotito, a conclusione di lunga telenovela estiva.
Ecco quindi schiudersi la porte di Formello per Andreas Pereira, il ragazzo prodigio, pescato da Alex Ferguson nelle giovanili del PSV Eindhoven.

Andreas non è il tipico ragazzo brasiliano tutto “samba e saudade”. Suo padre, sudamericano, giocava in Belgio, e li conobbe una ragazza del posto, di origine tedesca.
Andreas nacque in Belgio 24 anni fa ed essere cresciuto in quel determinato paese lo ha reso un calciatore speciale: tecnica brasiliana e mentalità europea, un mix esplosivo capace di attirare subito le mire dei talent scout di tutta Europa.
A nove anni faceva già parte delle giovanili del PSV, a quattordici era nell’Academy del Manchester United.
Alex Ferguson, che di campioni se ne intende, era pronto a scommettere su quel ragazzo, sicuro che sarebbe diventato il faro dello United.

Sembrava un predestinato: il primo ragazzo non nato in Brasile a vestire la maglia verdeoro, con la nazionale giovanile. Il primo nella storia.
La crescita di Andreas Pereira non è pero’ stata esponenziale come ci si attendeva. Ha giocato nella prima squadra del Manchester ,tante le presenze anche lo scorso anno, ma poche le soddisfazioni personali.
Andreas, dietro l’immagine di bravo ragazzo, cresciuto a pane e calcio nelle fredde strade di Duffel, ha una calda anima carioca,c he sa esprimere nelle movenze classiche del “Futbol Bailado” e nel modo di calciare il pallone, suo fedele compagno di viaggio.
Pereira ha adesso l’occasione di tirare fuori quella parte scanzonata di sé, lontano dalla nebbia di Manchester. Ha un popolo pronto ad innamorarsi di lui.
La Lazio lo ha preso in prestito secco con diritto di riscatto ad una cifra altissima: 22 milioni di euro, esercitabile la prossima estate. Sono tanti soldi ma potrebbe rivelarsi un affare.
Il giocatore belga naturalizzato brasiliano, vuole sentirsi coccolato, libero da pressioni eccessive, subite da quando, fin da adolescente, ha dovuto dimostrare di essere un fenomeno.

La maglia laziale,sembra donargli. Nelle sue prime apparizioni è arrivato il goal contro il Torino: un lampo di sinistro che ha fulminato Sirigu. Poi tante giocate di classe.
Si alternerà con il Mago, Luis Alberto. Avrà il compito di “illuminare” il gioco della Lazio, ma saprà rendersi utile anche come mezzala di centrocampo o come seconda punta.
Mister Inzaghi sa come far splendere le sue stelle, il brasiliano sembra già ben integrato nel gruppo.
Pereira non vuole perdere la grande opportunità di splendere nella Champions League, la sua competizione preferita, e crescere insieme alla sua Lazio.
È sempre riuscito a ritagliarsi il suo spazio, crescendo tra fuoriclasse autentici che si sono susseguiti con la maglia del Manchester United.

Ora Andreas vuole il suo palcoscenico e insieme ai suoi compagni è pronto a far sognare i tifosi Laziali.
Lo cercano sui social, lui risponde, si confronta, si sente già parte integrante di un gruppo: la Banda Inzaghi.
E non vuole assolutamente abbandonarla, tra qualche mese. Andreas è cresciuto e lo vuole dimostrare con l’Aquila sul petto.