Il Pagellone di Noi Biancocelesti: Caicedo colpisce ancora. Ma la stampa nazionale…

La partita finisce quando lo decide Caicedo. Questo è ormai il leitmotiv delle due ultime stagioni. Per l’ennesima volta l’attaccante ecuadoriano regala punti allo scadere: sesto gol oltre il 90′ (superato Cesarini nella storia del calcio italiano) e i tifosi della Lazio possono gioire anche contro i campioni d’Italia, riacciuffati quando tutto sembrava ormai finito. Non solo gioie, perché la settimana si è contraddistinta anche per il caos tamponi scoppiato alla vigilia della gara con la Juve, con parte della stampa nazionale che si è duramente scagliata contro Lotito e la Lazio. Ma andiamo a vedere meglio con il nostro Pagellone, i punti principali degli ultimi sette giorni.

VOTO 8 all’ASSIST DI INZAGHI

Minuto 94 di Lazio-Juventus. Fallo laterale sull’out sinistro, Marusic si incarica della battuta con l’intenzione di ricominciare il gioco da dietro. Simone Inzaghi, a ridosso della linea di gioco, gira il montenegrino verso sinistra e lo invita a giocare il pallone avanti. Correa dribbla due giocatori e serve Caicedo che fa esplodere di gioia il popolo laziale. Mai come in questo caso il marchio dell’allenatore si è fatto sentire. Mezzo gol è anche suo. Grazie mister, emblema della lazialità!

VOTO 6.5 ai NUOVI ACQUISTI

Il limite della Lazio nello scorso campionato era senza ombra di dubbio la rosa corta che caro costò alla ripresa post-lockdown. In questa stagione, di indisponibilità ce ne sono già state e anche parecchie ma i biancocelesti sembrano aver attutito il colpo grazie alle forze fresche messe a disposizione dal mercato estivo: Reina sta rimpiazzando alla grande Strakosha, Akpa-Akpro è la sorpresa di questo inizio campionato, Pereira è andato in gol in Champions e sta dando un ottimo aiuto a partita in corso. Ancora non pervenuti Muriqi e Fares: dovevano essere gli acquisti “sicuri” di questa stagione ma non riescono ancora a carburare. A Inzaghi il compito di far sbocciare anche loro.

VOTO 10 al CAVALIERE NERO

Oggi ve raccontamo ‘na storiella. L’altr’anno cor Sassuolo stavamo a vince ma a un certo punto Caputo l’aveva riacchiappata. Allora ariva er Cavaliere Nero che al 91′ pia la palla e fa 2-1 pe’ la Lazio. Poi annamo a Cagliari. Prima sotto, poi pari, ma al 98′, quando tutti s’aspettavano che l’arbitro fischiasse, ariva ‘n’altra volta er Cavaliere Nero che salta in cielo e la butta dentro. Quest’anno partitaccia cor Torino, stavamo a fa’ la frittata, ma ancora ar 98′ riviè er Cavaliere nero che fa passà er pallone in mezzo a mille gambe e gonfia ‘n’artra volta la rete. Poi è arivata la Juve. Cristiano Ronaldo fa paura, “e mo che se inventamo?” dice Inzaghi. Ce pensa ancora er Cavaliere Nero, che a tempo scaduto se gira su Bonucci e insacca all’angoletto . Vabbè, ma la morale de tutto ciò quale sarebbe? Che ar Cavaliere Nero… nun je devi toccà ‘a Lazio!

VOTO 9 all’ABBRACCIO DI SQUADRA

Il film della partita con la Juve non può che essere riassunto con l’abbraccio di squadra dopo il gol di Caicedo a tempo scaduto. Inzaghi che corre come un ragazzino verso il suo bomber il quale lo indica e lo stringe a sé; i compagni che accorrono in gruppo e vanno a formare una montagna in estasi per l’ennesima partita riacciuffata all’ultimo istante. Coesione, unità di intenti, gruppo, tigna, carattere, caparbietà. Questa è la Lazio che ci fa innamorare. Questa è la Lazio di Simone Inzaghi.

VOTO 2 alla STAMPA NAZIONALE

In settimana non si è parlato d’altro. La Lazio è finita al centro della bufera per il caos tamponi che prima hanno “liberato” alcuni giocatori biancocelesti per poi ribloccarli sotto richiesta della Asl. In una situazione di totale confusione sulla quale bisognerà far chiarezza, parte della stampa nazionale ha letteralmente sguazzato nell’attaccare Lotito e di conseguenza il club capitolino. Una squadra spesso ignorata nei meriti e protagonista quando c’è da gettarle fango addosso. In tutta questa triste storia, un aspetto positivo c’è: l’ambiente biancoceleste si è ricompattato e rema unito nella stessa direzione. Come diceva un vecchio coro della Curva Nord: “Noi siam corrente elettrica, corrente molto forte…”. Giù le mani dalla Lazio e dai laziali.

 

Dante Chichiarelli

Nato a Roma, il 26 agosto del 1984, inizia ad appassionarsi al calcio a non ancora 6 anni, durante i Mondiali di Italia '90, quelli delle Notti Magiche e di Totò Schillaci. Di lì a poco tempo diventerà tifosissimo della Lazio, la squadra nel DNA di tutta la famiglia. Il suo bisnonno, Silvio Blasetti, giocò nella prima squadra della Capitale nei primi decenni del '900 e da quel momento tutta la famiglia iniziò ad appassionarsi ai colori biancocelesti. Al calcio affianca un'altra grande passione, quella per la scrittura e per il giornalismo. Dopo le scuole, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione presso "La Sapienza" di Roma e nel 2009, dopo aver collaborato per oltre due anni con "Sportlocale", settimanale sul calcio dilettantistico e giovanile, diventa giornalista pubblicista. Sempre in quegli anni inizia a frequentare il corso di giornalismo sportivo curato da Guido De Angelis e di lì a breve diventerà uno dei redattori della rivista "Lazialità". Nel corso del tempo numerose sono le collaborazioni con periodici on-line e cartacei. Nel 2011, per circa un anno, diventa Direttore Responsabile del mensile "Futuro Giovani Magazine". Ad oggi, nonostante gli impegni lavorativi, continua a coltivare le sue due grandi passioni che lo accompagnano sin dai primi passi della vita.

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