foto di Claudio Pasquazi

“Giù le mani dalla Lazio”

Credo si possa sostenere che il tifoso della Lazio sia stanco. Veramente stanco. Da sempre è un bersaglio continuo dove la comunicazione nazionale e non solo usa denigrare, offendere, mistificare la realtà oggettiva ponendo al centro del contendere la propria, unica, parziale visione delle cose.
Oggi, come da anni ormai, al centro del mirino di una stampa connivente con gli interessi di alcuni, c’è la società Lazio.
Non voglio star qui a ricordare gli abusi, i torti, le mistificazioni che il tifoso della Lazio e la società hanno dovuto subire proprio dall’inizio del secolo scorso. Valga soltanto come esempio il furto di uno scudetto non assegnato nel 1915. E’ di oltre un secolo l’atteggiamento bugiardo e cialtronesco di un potere del calcio che non aspetta altro che affossare società, squadra, tifosi usando qualsiasi arma anche quella più ignobile e spregevole.
Ma quello che sta accadendo in questi giorni con gli attacchi continui da parte di un giornale spazzatura e di televisioni vicine ai poteri forti, alla comunicazione più becera e ingannevole è qualcosa di allucinante.
Fare del giornalismo in questo modo significa, non solo lanciare un messaggio sporco verso colleghi che appartengono allo stesso ordine infangando la professionalità di tutti, ma distorcere la realtà sparando sentenze inesistenti e anticipate come vere.
Per tutti vale il concetto d’innocenza fino a prova contraria, meno che per noi. Con noi sono tutti pronti, pagine di giornali, programmi televisivi prezzolati a scatenare un’onda mediatica di condanna primaria senza avere un briciolo d prova vera.
La mia speranza è che la società Lazio sappia difendersi, come sembra stia facendo, nelle opportune sedi al fine di salvaguardare la propria onorabilità e non solo la propria innocenza.
Qui non c’è di mezzo soltanto la credibilità di una società di calcio ma è in atto un vero e proprio movimento costruito ad arte per affossare un’intera tifoseria.
Abbiamo sempre sostenuto che “ai Laziali ci pensano i Laziali”. E credo sia arrivato il momento di dimostrarlo veramente. Ci stanno isolando cercando di metterci con le spalle al muro ma sono sicuro che non ci riusciranno. Non ci riusciranno. Anche se oseranno mettere in campo ogni falsità, noi saremo in grado di superarle vigilando e denunciando le loro bugie.
Ai Tifosi della Lazio dico, però, di unirsi superando gli steccati che rappresentano da alcuni anni una barriera ideologica e di interpretazione e cercare di proteggere la squadra che amiamo fin da bambini. Ecco sarebbe bello e auspicabile che ci fosse una linea comune e che venga intrapresa la strada di una protesta civile e collettiva.
Tutti in campo per la Lazio… e per Noi stessi!

Pierpaolo Gentili

Scrittore, sceneggiatore e regista. Organizza laboratori di scrittura creativa. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “La luna, inevitabilmente, e la vita”, “A testa alta” con Paolo Arcivieri, “Banco...Mat”, “L'amore rende belli” con Fabiola Cimminella, “Calcio d'inizio”. Tra gli incarichi assunti: Responsabile dell’ Ufficio Stampa del Notegen Club, del Teatro al Borgo e dell’ Associazione Culturale “Giano Bifronte”, redattore delle riviste culturali “Orizzonti”, “Versicolori”, Direttore Editoriale della rivista “Supertifo” con Daniele Caroleo. Conduttore radiofonico e opinionista presso emittenti locali, fondatore della rivista “Diffidare dalle Imitazioni”. Regista del film “Quel coniglio è un predatore”, scritto con Federico Rinaldi. Premi vinti: quattro volte segnalato al Premio Internazionale Eugenio Montale, il “Città di Giungano”, il “Premio Tritone”. Il “Premio Mondatori” nel 2018. Fa parte della Giuria del “Premio di letteratura calcistica Gabriele Sandri”.

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