epa08798971 Felipe Caicedo (C) of Lazio celebrates after he scored the 1-1 during the UEFA Champions League group F soccer match between FC Zenit St. Petersburg and SS Lazio in St. Petersburg, Russia, 04 November 2020. EPA/Anatoly Maltsev

LE PAGELLE – Zenit-Lazio 1-1: Caicedo decisivo, Correa in ripresa

Reina: 6 Non è mai impegnato perchè lo Zenit tira nello specchio solo nell’occasione del gol. Dimostra però la solita padronanza con i piedi e nel finale blocca in pallone insidioso sul un tiro-cross proveniente dalla sinistra.

Patric: 6,5 Preferito a Luiz Felipe si districa con grande applicazione sia da centrale di destra che da laterale. Come al solito alcuni limiti in fase di costruzione però oggi non gli si può appuntare nulla.

Hoedt: 6,5 Qualche responsabilità nell’occasione del gol dello Zenit che però condivide con un pò tutta la difesa. Fondamentale un suo recupero a metà ripresa quando in scivolata riesce a fermare un avversario lanciato a rete. Nel finale riesce a prendere le misure a Dzyuba e vince anche qualche duello aereo.

Acerbi: 7 Anche lui si addormenta in occasione del gol preso di sorpresa dallo stop un pò casuale di Dzyuba. Come Patric galleggia tra il ruolo di centrale e quello di terzino fluidificante e da una suo cross basso nasce il gol del pareggio.

Marusic: 6,5 Parte esterno di destra poi con i cambi si sposta a sinistra per poi tornare di nuovo a destra. In tutto questo però si sbatte sempre con la stessa intensità ed a livello di fisicità non va mai sotto con i dirimpettai. Da rivedere un contatto ai suoi danni in area di rigore che poteva costare caro allo Zenit.

Akpa Akpro: 6 Ammonito dopo pochi minuti stenta ad entrare in partita. Col passare del tempo alterna buone cose ad altre meno positive. Soffre la fisicità dei centrocampisti russi che non gli consentono mai di liberare la sua velocità. Finisce da laterale di destra ed anche in questo ruolo non demerita dimostrando grande duttilità. Troppi errori negli appoggi ne condizionano il voto.

Parolo: 6 Inzaghi lo piazza al centro del centrocampo con compiti prettamente difensivi. Gioca sempre di posizione e riesce a mantenere corti i reparti. Quando però la Lazio deve recuperare il suo apporto non è più necessario ed Inzaghi lo sostituisce ad inizio ripresa.

Cataldi (dal 52′): 6,5 Con il suo ingresso la Lazio irrimediabilmente si sbilancia ed in un paio di occasioni rischia proprio nella zona centrale. Col passare del tempo però prende le misure e gestisce il pallone con grande semplicità, ma con maggiore velocità rispetto al suo predecessore.

Milinkovic: Sergente mio ti vogliamo bene, ma ci hai fatto perdere anni di vita. Decide di sbagliare un passaggio al 93′ ma in precedenza è di gran lunga il migliore in campo. La Lazio senza Luis Alberto e Leiva poggia tutta nei suoi piedi per creare gioco e lui ci riesce alla sua maniera. Avanza il raggio d’azione con l’ingresso di Cataldi e sfiora in diverse occasioni il gol con due tiri da fuori e prima servendo un bell’assist a Caicedo.

Fares: 5,5 Poco intraprendente e molto confusionario in avvio, si accende solo quando la Lazio passa in vantaggio. Manca però continuità nelle sue azioni e spesso sbaglia l’ultimo passaggio. A livello difensivo sembra applicarsi molto bena, ma manca la sua gamba quando si deve giocare in velocità.

Pereira (dal 59′): 6 Con il suo ingresso in campo Inzaghi stravolge la squadra che cambia modulo e passo. Nel ruolo di mezzala sinistra si integra bene con Correa che gioca una buona parte di secondo tempo ed infatti il loro movimento consente ad Acerbi di trovare lo spazio giusto per l’assist a Caicedo.

Muriqi: 6 Nel primo tempo gioca una discreta partita facendo salire la squadra in diverse occasioni. Abbiamo già chiare le sue caratteristiche che di certo non sono congeniali a partite in cui la Lazio cerca di coprire e ripartire. Molto bene anche in fase difensiva dove è sempre pronto a rinculare anche al limite dell’area di rigore. Piacerebbe vederlo con la Lazio al completo capace di avere un baricentro più alto in campo.

Caicedo (dal 59′): 7,5 Il Panterone ormai è lo specialista dei finali di gara dove riesce a dare il meglio di se. Con il suo ingresso in campo i centrali difensivi dello Zenit cominciano ad avere i loro problemi a causa del suo movimento. Va vicino al pareggio con un colpo di testa, ma alla fine segna un gol tanto bello quanto importante con un sinistro al volo di non semplice fattura.

Correa: Primo tempo apatico in cui ingaggia un duello più con l’arbitro che con gli avversari. Nella ripresa sale di tono e non è un caso che dalle sue giocate nascono sempre pericoli per gli avversari. Si vede che ancora non è al meglio ma sembra in crescita.

Luiz Felipe (dal 85′): Sv Entra per riequilibrare la squadra che ormai era ricca di giocatori offensivi. Un paio di anticipi lo rendono utile alla causa per portare a casa il risultato.

Inzaghi: Anche stavolta deve fare di necessità virtù e gestisce al meglio le energie e le capacità degli uomini che ha a disposizione. Cambia diverse volte modulo e posizioni dei giocatori che danno l’anima in campo e questo è soprattutto merito suo. Peccato non aver visto la migliore Lazio in queste due trasferte che avrebbero potuto permettergli di ipotecare la qualificazione.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

Augusto Sciscione ha 93 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Augusto Sciscione

Augusto Sciscione