Champions League, l’avversario: la voglia di rivalsa dello Zenit

La Lazio chiude il girone d’andata di Champions League affrontando lo Zenit San Pietroburgo in Russia. Dopo il pari eroico in Belgio la squadra di Inzaghi si ritrova ad affrontare un’altra trasferta insidiosa con tante defezioni. Ma andiamo a conoscere meglio l’avversario di domani dei biancocelesti. 

Lo Zenit, campione di Russia, è il club di prima fascia del raggruppamento ma nonostante ciò fino a questo momento non ne ha dato dimostrazione. Nei primi due turni sono arrivate infatti altrettante sconfitte, motivo per cui ci sarà da aspettarsi una squadra ferita e ansiosa di riscattarsi per rientrare nel discorso qualificazione. Il portale Transfermarkt quantifica in poco più di 180 milioni il valore complessivo di questa rosa. Il dato, che è inferiore, e di molto, rispetto a quello della rosa del club biancoceleste, è comunque relativo. Nella squadra russa infatti sono diversi gli elementi non più giovani ma con grande esperienza, anche in Champions.  

 

Zenit: pregi e difetti

Aleksandr Erokhin, centrocampista dello Zenit (Photo by Mike Kireev/NurPhoto via Getty Images)

Esperienza che arriva sicuramente da uno degli acquisti estivi, ovvero da Dejan Lovren, difensore centrale ex Liverpool. Il croato è il leader della difesa a 4 dei russi ed è il giocatore che ha propiziato l’unico gol messo a segno in questa Champions dallo Zenit. Non dà le stesse garanzie il compagno di reparto Rakitskiy, decisamente più lento e impreciso.  Altro giocatore importante è sicuramente l’iraniano Serdan Azmoun, a lungo seguito da Tare negli anni passati, per rinforzare l’attacco. Il 25enne, con 6 reti, è il capocannoniere della squadra in campionato insieme a Dzyuba. Nessuno dei due dovrebbe però essere della gara domani, così come il brasiliano Malcom, ex Barcellona. Lo Zenit si affiderà al trequartista Erokhin, uno dei migliori in stagione fino ad ora, e all’argentino Driussi, che ancora non ha reso come ci si aspettava. 

 Lo Zenit non è sicuramente quello di qualche anno fa, con giocatori come Hulk e Witsel, per intenderci, ma il gruppo allenato da Semak è solido e non è a un punto dalla vetta in campionato per caso. Si tratta di una squadra fisica e di esperienza ma con una difesa lenta e compassata che soffre tremendamente le ripartenze in velocità degli avversari e in questo senso uno come Correa può diventare la vara spina del fianco. La Lazio, complici anche le tante assenze, potrebbe lasciare inizialmente l’iniziativa agli avversari, chiamati a vincere per forza, e sfruttare gli spazi che gli verranno lasciati in contropiede.