ESCLUSIVA – Giancarlo Camolese: “Fui il primo tecnico contattato da Lotito. Con la maglia della Lazio ho vissuto momenti indelebili”

Reduce dalla vittoria contro il Bologna e dal pari preziosissimo sul campo del Bruges, una Lazio in piena emergenza, domenica prossima, farà visita al Toro di Giampaolo. La gara contro i granata, al di là della classifica, offre molteplici spunti di analisi. Ad affrontarsi, del resto, due club storicamente molto affini tra di loro, bersagliati dalla cattiva sorte ma rialzatisi sempre con orgoglio e fierezza. Da Superga a Meroni, da Paparelli a Re Cecconi, quante disgrazie hanno segnato il cammino delle due squadre un tempo unite anche da un solido gemellaggio tra tifoserie. Alla vigilia del turno numero sei abbiamo raccolto gli umori di un doppio ex di turno: Giancarlo Camolese. L’ex centrocampista, nato a Torino 59 anni fa (una laurea in scienze motorie con tanto di lode), fu svezzato calcisticamente proprio dai granata che molti anni più tardi avrebbe allenato con alterne fortune. Nel suo curriculum spicca il biennio biancoceleste targato ’86-’88, quando la Lazio allontanò lo spettro della C per poi essere promossa nella massima serie. Anni belli, figli di un altro calcio, che Camolese rievoca non senza tradire un pizzico di emozione.

Salve Camolese, domenica pomeriggio avrà il cuore diviso a metà: che sfida sarà Torino-Lazio?

“Una gara difficile da pronosticare, specie alla luce delle ultime defezioni in casa Lazio. La squadra di Inzaghi, a dispetto delle assenze, resta comunque superiore a un Toro in difficoltà, che nelle ultime esibizioni ha però mostrato segnali di ripresa. Mi aspetto una gara divertente nella quale può succedere di tutto”.

Come giudica il primo scorcio di stagione biancoceleste?

“Il primo bilancio, a mio giudizio, è positivo. La squadra di Inzaghi ha fatto benissimo in Champions piegando subito una delle protagoniste della competizione. Ottimo anche il pari in Belgio dove mi è piaciuto molto lo spirito di abnegazione mostrato dalla squadra, segno che il gruppo è cresciuto notevolmente nel corso degli ultimi anni. In campionato si poteva fare meglio, è vero, ma sono convinto che questa squadra farà cose egregie anche quest’anno: siamo solo agli inizi ma ho l’impressione che Immobile e soci saranno protagonisti su tutti i fronti”.

La Lazio annovera diversi giocatori importanti: chi preferisce degli uomini di Inzaghi?

“Senza dubbio Luis Alberto. L’ex centrocampista del Siviglia possiede un bagaglio tecnico invidiabile, è il valore aggiunto della Lazio. Quando sale in cattedra con le sue giocate sopraffine, la squadra ne beneficia non poco: gol, assist, visione di gioco fuori dal comune, Luis Alberto è cresciuto tantissimo; peccato che non sarà della sfida di domani”.

Facciamo un po’ di amarcord: che ricordi ha di quel biennio che la vide protagonista con l’aquila sul petto?

“Con la maglia della Lazio ho vissuto momenti indelebili. Fu un’esperienza strordinaria sotto tutti i punti di vista. Ai nastri di partenza eravamo spacciati, nove punti di penalizzazione avrebbero potuto abbattere chiunque ma non quel gruppo cui ho avuto la fortuna di appartenere. Fu una stagione incredibile, unica, conclusasi addirittura a luglio, una cosa senza precedenti nel calcio italiano”.

Maradona ha appena compiuto 60 anni: le è capitato di giocarci contro?

“Solo una volta, e con la maglia della Lazio, in occasione di una gara amichevole tra biancocelesti e partenopei. Ricordo molto bene i momenti immediatamente precedenti alla gara quando cercai a tutti i costi di farmi immortalare accanto a un campione straordinario come lui: riuscii a farcela e ancora oggi conservo molto gelosamente quel prezioso scatto”.

Lei vanta un corposo curriculum da allenatore: ha mai pensato un giorno di sedere sulla panchina della Lazio?

“A dire il vero fui il primo tecnico a essere contattato da Lotito. Era il luglio del 2004 e il patron aveva appena rilevato il club. Il clima era caldo e non solo dal punto di vista climatico. Il presidente mi parlò, fu un colloquio lungo e interessante, lui era molto deciso ma alla fine non se ne fece nulla. Poi arrivò Caso…”

Che cosa fa oggi Camolese?

“La mia vita è molto movimentata, non mi lamento. Frequento i corsi all’Università di Torino, mi piace tenermi aggiornato sul football e non solo. L’ultima esperienza sulla panchina risale a pochi anni fa a Chiasso (seconda divisione svizzera),una parentesi molto positiva culminata in una tranquilla salvezza. Il calcio mi appassiona ancora molto e se qualche società dovesse presentarsi con un bel progetto non esiterei a dire di sì…”

Libero Marino

Esperienze lavorative: Provincia, Ciociaria Oggi, CittaCeleste e LazioPolis

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