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“I ragazzi di Bruges”

Parlare di eroismo, enfatizzare in modo esagerato un pareggio in terra belga penso non sia opportuno in un momento tanto drammatico non soltanto per il nostro Paese ma per tutto il mondo.
Però possiamo sottolineare, limitatamente al mondo sportivo, rimanendo ancorati al calcio giocato, che quei ragazzi, quelli che, ieri sera, hanno vestito i colori del cielo hanno compiuto un’impresa. Una vera e propria impresa sportiva.
Ciò che caratterizza noi Laziali, e che non ha bisogno di conferme ulteriori, è proprio la dimostrazione di un attaccamento alla maglia, al simbolo, ai colori. E vedere quei ragazzi sacrificarsi in ogni angolo del campo, recuperare palloni e spazi, aiutare il compagno in difficoltà, prendere e fare falli fino all’ultimo secondo è stata un’enorme soddisfazione per gli occhi e per il cuore.
Potremmo stare qui a parlare di tecnica, stilare pagelle, eleggere il migliore in campo ma, così facendo, non si renderebbe giustizia all’impresa sportiva.
Come pensare che una Lazio al completo avrebbe concluso la pratica in venti minuti. Non serve a niente e non serve a nessuno.
Ieri sera ci siamo tutti convinti che una partita può cementare un gruppo. Può realizzare quello che, a fatica, si realizzerebbe in anni e anni di partite, di allenamenti, di parole.
Le famose “seconde linee” hanno dimostrato di esserci, di tenere a quel simbolo che tutti noi amiamo da sempre.
L’incontro di ieri non va valutato come un pareggio, come una vittoria che sarebbe potuta essere, come una sconfitta non pervenuta. Ieri sera abbiamo toccato con mano il valore di un allenatore, dei suoi uomini, di uno spogliatoio legato dove il sacrificio, la volontà di riuscire, la voglia di non uscire sconfitti e di dimostrare il proprio valore, va al di là di un rapporto esclusivamente legato ad un pallone che rotola.
Grazie Mister e grazie ragazzi!

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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