Bruges-Lazio: diario di una trasferta ai tempi del Covid

Al momento del sorteggio, circa un mese fa, la pianificazione di questa trasferta sembrava abbastanza semplice. L’Europa viveva una fase critica per l’emergenza sanitaria, ma lontano da noi era il pensiero di una nuova ondata così fragorosa. Il volo prenotato per Bruxelles con comoda partenza da Roma era cosa fatta e tutto sembrava essere come al solito.

Pochi giorni dopo, una comunicazione della compagnia aerea ci informava della cancellazione del volo e ci gettava un po’ nello sconforto, anche perchè dal Belgio arrivavano notizie poco confortanti. L’indecisione se cercare altre soluzioni o desistere ci ha attanagliato sino ad una settimana fa quando io e la mia collega, ma soprattutto compagna nella vita, spinti più dall’incoscienza che da altro, ci siamo convinti di tentare questa avventura che subito si è dimostrata complicata.

Cerchiamo un volo da Roma ma i costi si presentano subito proibitivi e gli orari sono altrettanto improponibili con scali di 45 minuti che trasformavano il viaggio nei tremila siepi. Da li’ cerco soluzioni alternative e per caso mi imbatto in un volo Pescara – Chaleroi dal costo appetibile di € 20 andata e ritorno. Bene, il volo è trovato. Per gli spostamenti optiamo per il noleggio di un’auto e per l’hotel ci affidiamo ad un’applicazione che valuta anche gli standard di pulizia.

Tutto fila liscio fino all’arrivo a Pescara quando il posteggiatore dell’auto, nonché illustre membro del CTS, ci dice che all’arrivo in Belgio avremmo trovato una task force medica che ci avrebbe vivisezionato e in caso di positività ad uno dei mille tamponi cui saremmo stati sottoposti saremmo stati rinchiusi nelle patrie galere con l’accusa di untori. Vi lascio immaginare l’umore e l’ansia in quel momento che però non sono nulla a paragone della parole d’amore che la mia compagna di viaggio mi ha riservato. Due ore scarse di volo, un atterraggio a dir poco ballerino e siamo nel pieno del Paese d’Europa più colpito dalla pandemia. Il sollievo di constatare che la task force medica era presente solo nelle fantasie recondite del parcheggiatore ci proietta subito al nostro lavoro e cerchiamo di arrivare il prima possibile allo Stadio per assistere alla conferenza stampa del Mister.

Purtroppo i tutor e la poca conoscenza della zona dello stadio ci fanno arrivare in tempo, ma l’ingresso è sbagliato. Facciamo il giro dello Stadio, ma purtroppo è già finito tutto e quindi non ci resta che tornare in albergo ed ordinare una cena in camera tramite una nota applicazione. La stanchezza viene subito mitigata dalla seduta di aromaterapia alla cipolla e non so quale altro ortaggio con cui veniamo inebriati al momento dell’arrivo della cena.

La mattina della gara ci alziamo di buon’ora e facciamo qualche foto alla città prima di recarci all’Hotel che ospita la Lazio e riusciamo ad intravedere il gruppo squadra prima dell’inizio della seduta video. Anche qui qualche foto, una diretta social, ma un acquazzone ci invita a tornare alla base. Le due ore di pioggia le passiamo nella hall dell’albergo ed al primo barlume di sole ci concediamo un giretto che ci consente di ammirare una delle città più belle d’Europa. Viali alberati che si incastonano nei canali, vengono impreziositi dai colori autunnali e dai cigni che ci concedono piccoli momenti romantici. Il pensiero pian piano diventa malinconico perchè in noi c’è la consapevolezza che in altri tempi questa trasferta sarebbe stata una festa per tutti i tifosi laziali che numerosi avrebbero inondato le vie della città.

Un pit stop in albergo per raccogliere l’attrezzature e andiamo allo Stadio. Il tempo di una supercazzola al parcheggiatore che pretendeva di vedere l’accredito stampa ed il pass auto prima che ce lo consegnassero e siamo all’interno del Jan Breydel Stadion. Incomincia il nostro lavoro per cercare di trasmettere ai nostri followers le emozioni del pre gara, però possiamo subito constatare che i protocolli di sicurezza che si adottano in Italia sono molto più stringenti rispetto a quelli belgi. Niente misurazione della temperatura, niente obbligo di igienizzare le mani, niente autocertificazioni. Facciamo foto, video, dirette, commenti e tutto quanto è nelle nostre possibilità. Inizia la gara e subito notiamo un clima di ostile ironia nei toni dei colleghi belgi che poco gradiscono la mia telecronaca. Segna il Tucu e gli sguardi si dirigono tutti verso di me. La Lazio soffre, stringe i denti, ma Patric ed il Var ringalluzziscono gli umori dei padroni di casa. Finisce il primo tempo con la consapevolezza che ci sarà ancor più da soffrire nella ripresa. L’inizio è da brividi, con Reina che ci salva in un paio di occasioni tra la disperazione dei miei vicini di posto. Passano i minuti, cambiano gli uomini ed il modulo, ma la Lazio sembra crescere e poter far male. Arriva l’occasione ma Mignolet salva su Milinkovic e soprattutto salva il timpano degli ironici giornalisti fiamminghi.

A fine gara comincia di nuovo il nostro lavoro di cronisti e lasciamo lo stadio che è quasi l’una, ma prima di montare video in albergo si fanno le 2:30 quando tocchiamo il cuscino.

Stamattina ci svegliamo di buon’ora, facciamo colazione e le valigie, lasciamo l’albergo e troviamo una bella sorpresa da parte della Polizia Municipale di Bruges che ci lascia un bigliettino d’amore sul parabrezza dell’auto. Il volo di ritorno è programmato per le 18, quindi c’è tutto il tempo di fare una piccola gita fuori porta a Waterloo per assaporare l’aria di un’altra battaglia epica come quella della sera precedente. Il lockdown però non ci consente di visitare né il museo né la Collina del Leone quindi basta un’oretta per ammirare un luogo che ha segnato la storia del diciannovesimo secolo.

Si torna in aeroporto e decidiamo di passare le quattro ore di attesa scrivendo questo articolo prima di rientrare in Italia nella speranza di aver fatto un buon lavoro giornalistico.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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