Il Pagellone di Noi Biancocelesti: Lazio, che crollo a Genova! La difesa fa acqua da tutte le parti. Reina: finalmente un leader

Brutta settimana quella appena passata. La Lazio torna in campo dopo la sosta per le nazionali e lo fa nel peggiore dei modi: 3-0 a Marassi senza mai tirare in porta in novanta minuti. Una brutta prestazione alla vigilia del ritorno in Champions League. Andiamo ad analizzare gli argomenti salienti della settimana con il nostro consueto Pagellone.

VOTO 4 alla LAZIO A MARASSI

Una delle più brutte partite da quando Inzaghi siede sulla panchina laziale. Errori difensivi grossolani, difficoltà ad impostare, nessuna preoccupazione creata al portiere doriano. La Lazio vista a Genova è stata troppo brutta per essere vera. Complice un mercato non all’altezza soprattutto in difesa, ma anche Inzaghi stavolta ha le sue colpe. L’esperimento di Parolo esterno di centrocampo si è rivelato un buco nell’acqua. Hoedt in difesa non ha mostrato segni di miglioramento rispetto al passato. Si dice che l’olandese sia stata una scelta del tecnico piacentino: al momento la scommessa non sta andando nel verso giusto.

VOTO 3 alla DIFESA

3, come lo schieramento della retroguardia laziale e come i gol presi dalla Samp. Una difesa allo sbando con Acerbi sempre come unico combattente. Patric commette errori gravi, Hoedt si dimentica Quagliarella e lascia svettare da solo il campano, Vavro – al rientro – fa pensare sempre di più a come potevano essere investiti meglio quei dieci milioni… Il mercato è chiuso, si parla dello svincolato Garay ma le liste sono bloccate e anche l’argentino non dà garanzie a livello fisico. Tutti ci auguriamo l’ennesimo miracolo di Inzaghi ma quest’anno competere sarà molto, molto difficile.

VOTO 7 ad ALESSANDRO FLORENZI

Un passato da romanista, in campo e con la fede, ma anche un professionista che ha voluto dimostrare tutta la sua solidarietà a Ciro Immobile, criticato aspramente in Nazionale dopo il pareggio con l’Olanda: “Purtroppo mi sono trovato a leggere cose che non stanno né in cielo né in terra.” ha dichiarato Alessandro Florenzi ai microfoni Rai. “Quello che non deve succedere è quello che sta succedendo a Ciro, e parlo dei media. Un attaccante che l’anno scorso ha fatto 36 gol, ha vinto la Scarpa d’Oro e viene trattato sempre in modo critico. Se lo avesse fatto Lewandowski in Polonia sarebbe un re. Qui, invece, Immobile viene trattato come l’ultimo dei Mohicani. Qualcuno dovrebbe avere un altro atteggiamento con Ciro. Qua dovrebbe essere un eroe nazionale, un beniamino ed invece avviene tutto il contrario”. 

VOTO 6 a FARES E MURIQI

Trovare una sufficienza in Sampdoria-Lazio è stata una vera impresa ma se vogliamo cercare degli aspetti positivi questi non possono che riguardare gli esordi di Fares e Muriqi. Il primo era già sceso in campo contro l’Inter ma non poteva considerarsi un vero e proprio battesimo visto il poco tempo a disposizione. Per il kosovaro, invece, esordio assoluto in maglia biancoceleste. Entrambi non hanno deluso e nei minuti avuti a disposizione hanno cercato di dare una scossa ad una partita già segnata. C’è curiosità attorno a loro, così come per Pereira, ancora fermo ai box causa febbre. Inzaghi ha bisogno di forze nuove il prima possibile.

VOTO 7 a PEPE REINA

Non è ancora sceso in campo con la maglia della Lazio ma Pepe Reina è già diventato parte integrante del gruppo. A Marassi, sul 3-0 per la Samp, l’ex Keita si lascia andare a numeri fini a se stessi, senza particolare utilità. Pronto l’intervento dell’estremo difensore spagnolo che, dalla propria panchina si rivolge a quella blucerchiata invitando Ranieri a redarguire l’attaccante: “Claudio, dì a Keita di non fare certe ca**ate!”. Era tanto che la Lazio non aveva un leader nello spogliatoio, pronto a difendere la propria squadra nei momenti del bisogno. Chissà che non l’abbia trovato ora con Pepe Reina.

Dante Chichiarelli

Nato a Roma, il 26 agosto del 1984, inizia ad appassionarsi al calcio a non ancora 6 anni, durante i Mondiali di Italia '90, quelli delle Notti Magiche e di Totò Schillaci. Di lì a poco tempo diventerà tifosissimo della Lazio, la squadra nel DNA di tutta la famiglia. Il suo bisnonno, Silvio Blasetti, giocò nella prima squadra della Capitale nei primi decenni del '900 e da quel momento tutta la famiglia iniziò ad appassionarsi ai colori biancocelesti. Al calcio affianca un'altra grande passione, quella per la scrittura e per il giornalismo. Dopo le scuole, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione presso "La Sapienza" di Roma e nel 2009, dopo aver collaborato per oltre due anni con "Sportlocale", settimanale sul calcio dilettantistico e giovanile, diventa giornalista pubblicista. Sempre in quegli anni inizia a frequentare il corso di giornalismo sportivo curato da Guido De Angelis e di lì a breve diventerà uno dei redattori della rivista "Lazialità". Nel corso del tempo numerose sono le collaborazioni con periodici on-line e cartacei. Nel 2011, per circa un anno, diventa Direttore Responsabile del mensile "Futuro Giovani Magazine". Ad oggi, nonostante gli impegni lavorativi, continua a coltivare le sue due grandi passioni che lo accompagnano sin dai primi passi della vita.

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