TATTICAMENTE PARLANDO – Sampdoria-Lazio: analizziamo tatticamente le due squadre

Riprende il campionato di Serie A, dopo la sosta dovuta agli impegni delle Nazionali. La Lazio di Simone Inzaghi, orfana di parecchi infortunati, sarà impegnata in quel di Genova, contro la Sampdoria di mister Claudio Ranieri. In vista di questa sfida, torna la nostra consueta rubrica “Tatticamente Parlando“, che andrà ad analizzare, dal punto di vista tattico, le due squadre impegnati in questo match di campionato.

RANIERI ED IL SUO MARCHIO DI FABBRICA: IL 4-4-2

La Sampdoria, salvo stravolgimenti last minute, dovrebbe schierarsi con un 4-4-2, marchio di fabbrica dell’allenatore romano. Modulo solido ed equilibrato, che permette di coprire bene il campo, soprattutto nella fase di non possesso. In questa determinata fase le squadre di Ranieri, vedi anche il Leicester del “miracolo”, sono raccolte in 25-30 metri per non permettere agli avversari di sfruttare gli spazi, coperti grazie all’ausilio di un pressing costante, volto a non facilitare la circolazione della palla avversaria. Gli attaccanti, sono i primi ad iniziare ed indirizzare il pressing. L’attenzione posta nella fase difensiva si evince anche dal posizionamento alto dei difensori, che però non sempre prediligono la trappola del fuorigioco. L’obiettivo? Recuperare palla e trasformare l’azione velocemente da difensiva ad offensiva, per sfruttare al meglio la velocità dei proprio attaccanti. In fase offensiva, invece, la transizione di gioco è rapida e volta ad occupare gli spazi lasciati sguarniti dagli avversari, sfruttando la velocità degli esterni e delle punte (gli acquisti di Candreva e Keita, sembrano rientrare idealmente negli schemi di mister Ranieri) con l’ausilio di uno dei due centrocampisti centrali che si inserisce. In fase di possesso, invece, non predilige il possesso palla, nè tantomeno la costruzione dal basso con il portiere. La ricerca costante della verticalizzazione e del lancio lungo improvvisi, per cogliere di sorpresa l’avversario, sono il “credo” delle squadre allenate da “the Gaffer” (“il capo”). In campo saranno i valori tecnici a fare la differenza, ma a discapito dello scorso anno, con l’impostazione tattica conferitagli da Ranieri, la squadra genovese dovrebbe aver meno affanno, delle altre compagini coinvolte nella lotta salvezza, a raggiungere il proprio obiettivo.

IL RUOLO CHIAVE DI LEIVA IN UNA LAZIO FALCIDIATA DAGLI INFORTUNI

Per quanto riguarda la Lazio, la squadra di mister Inzaghi in fase difensiva risulta sempre molto compatta e corta, lasciando così pochi spazi tra le linee, facilitando il recupero della palla. La squadra pressa con criterio e soprattutto si muove in armonia per tutte le zone del campo, andando in prima battuta sul lato palla. Sia gli attaccanti che i quinti (gli esterni) che le mezzali sanno dove e quando muoversi per indirizzare il pressing, a seconda del tipo di gestione della palla della squadra che stanno fronteggiando. Ruolo chiave assume il mediano/regista, principalmente Lucas Leiva, che ha sempre il compito di coprire la zona vicino al lato palla. In particolare in fase di non possesso ha il compito di temporeggiare senza intervenire, evitando verticalizzazioni ed inserimenti avversari. In fase di impostazione il tecnico piacentino, invece, predilige la costruzione dal basso sfruttando molto il possesso palla, con l’ausilio del portiere e trame che coinvolgono i tre difensori centrali ed il regista, per attrarre gli avversari e sfruttare gli spazi lasciati scoperti con i quinti e con le punte. Alternativa al possesso, è il lancio lungo verso gli attaccanti, che essendo molto tecnici riescono a giocare il pallone tra loro con un ottimo fraseggio, oppure verso Milinkovic. Il serbo rappresenta una vera e propria arma in più, dato che perde veramente pochi duelli aerei, ed inoltre riesce ad abbinare alla sua strapotenza fisica, ottime doti tecniche, riuscendo così a servire in modo ottimale i compagni liberatisi negli spazi. Arma letale: i tagli delle punte. Ciro Immobile (pochi come lui in Italia a sfruttare l’ampiezza del campo per poi eseguire il taglio senza finire in fuorigioco sulla linea dei difensori), Caicedo e Correa, grazie anche agli eccellenti assist di Luis Alberto e compagni, hanno finalizzato molte azioni grazie ai tagli alle spalle dei difensori avversari. Dal canto suo la Lazio, proverà ad imporre il proprio gioco, sebbene con qualche defezione a livello di uomini. Falcidiata dagli infortuni, la prima squadra della Capitale, riesce comunque a mantenere il suo assetto. 3-5-2. Provato Parolo, ormai sempre più jolly, sulla corsia di destra, forse potrebbe variare qualche schema offensivo, per lo sfruttamento degli inserimenti dei quinti, ma sostanzialmente a livello di non possesso non cambia molto.

Si prospetta una gara avvincente tra due ottimi tecnici, un navigato e solido Ranieri contro un giovane geniale ed  innovatore come Inzaghi.