Festival dello Sport, Inzaghi: “Mio fratello mi è sempre stato accanto. A lui invidio solo un gol in finale di Champions. Sono contento della mia squadra”

Nella giornata di ieri, Pippo e Simone Inzaghi sono stati protagonisti sul palco del Festival dello Sport. I due si sono raccontati a vicenda, ripercorrendo la loro infanzia e le loro carriere, che li hanno portati a ritrovarsi insieme (in Nazionale) e contro sul campo di gioco, sia da giocatori che da allenatori.

Il mister biancoceleste ha avuto parole al miele per il fratello definendolo un vero e proprio punto di riferimento: “Sono stato molto fortunato perché ho avuto un fratello che mi è sempre stato accanto. Con la Var avrebbe ugualmente segnato tantissimo, per il calcio è stato un riferimento. È un vincente nella vita, ha fatto tutti i record che poteva. Ha fatto due gol in una finale di Champions e nello stesso anno anche nell’Intercontinentale. Il record dei 4 gol in una gara di Coppa me lo sono tenuto stretto, ma lui è l’unico attaccante di cui non sarei stato geloso. Gli invidio solo un gol in una finale di Champions“.

Stesso dicasi per l’allenatore del Benevento, che ha descritto il fratello come un giocatore inizialmente più forte di lui ma meno fortunato: “Simone era più bravo di me ma è stato sfortunato dal punto di vista fisico. Ha segnato 4 gol in una partita di Champions, non ci sono riuscito nemmeno io. Senza il problema alla schiena avrebbe fatto meglio di me perché come doti tecniche era meglio di me”.

Un giorno difficile da vivere in famiglia, sportivamente parlando, fu il giorno dello scudetto della Lazio, come ricorda Simone: “Lo chiamai subito dopo la partita, come sempre. È stata una giornata strana, ma per noi non cambia niente

Prima di Natale il prossimo scontro dei due sul campo ed in merito a questo Filippo ha ricordato anche quelli passati: “Ci sentiremo prima e dopo perché queste sono le nostre abitudini. Quando ho perso contro di lui ai tempi del Milan a fine partita era dispiaciuto più lui di me, temeva mi cacciassero per colpa sua. Gli ho rubato tutto. È un modello come allenatore. Noi cercheremo di rendere la vita difficile a tutti“.

Il mister biancoceleste invece non vede l’ora di giocare la Champions League: “La aspettavamo da tanto, sono contento della squadra, non vediamo l’ora di giocarla“.

Roberto Viarengo

Sono di Roma, classe 1981, Laziale da sempre. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l'Universitá la Sapienza di Roma, e con qualche esperienza di giornalismo sportivo alle spalle, sono attualmente impiegato presso una pubblica amministrazione. Le mie passioni a livello sportivo sono da sempre il basket Nba (sponda Lakers) ed ovviamente la Lazio. Prima volta allo stadio il 27/08/1986, l'inizio della stagione dei -9, con l'aquila sul petto della squadra di mister Fascetti e del bomber Fiorini, per sfidare Maradona e l'ex Giordano, da lì in poi è stato solo immenso Amore.

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