Lazios Sergej Milinkovic-Savic (2L) celebrates with his teammates Ciro Immobile (L) ;Joaquin Correa and Luis Alberto (R) after scoring the 0-1 goal during the Italian serie A soccer match between FC Inter and SS Lazio at Giuseppe Meazza stadium in Milan 31 March 2019. ANSA / MATTEO BAZZI

Fondamentali nella Lazio, ai margini (o spesso ignorati) nelle nazionali. Lo strano caso di Immobile, Milinkovic e Luis Alberto

Nella Lazio danno spettacolo e sono probabilmente i giocatori più importanti della rosa: parliamo di Immobile, Milinkovic-Savic e Luis Alberto. Il paradosso è che nelle loro nazionali vengono messi in secondo piano o addirittura non presi in considerazione.

IMMOBILE

Capocannoniere della scorsa stagione con 36 reti e vincitore della Scarpa d’Oro. Basterebbe questo a far pensare che un giocatore del genere dovrebbe essere titolare indiscusso in qualsiasi nazionale del mondo. Così non è per Ciro Immobile che da ormai diverso tempo viene messo in discussione ad ogni partita dell’Italia. Con Mancini il feeling non è mai sbocciato. All’attaccante di Torre Annunziata spesso viene preferito Belotti. Nell’ultima partita contro la Moldavia, vinta dagli azzurri per 6-0, il centravanti biancoceleste non è sceso in campo nemmeno per un minuto. Sarebbe stata una ghiotta occasione per farlo tornare al gol e dargli morale in vista dei prossimi impegni della Nazionale. Così non è stato. Appuntamento rimandato a domani nella sfida contro la Polonia, sempre che Mancini scelga lui per guidare l’attacco.

MILINKOVIC-SAVIC

La Serbia va in finale per le qualificazioni ai prossimi europei. Battuta la Norvegia 2-1 con una fantastica doppietta di Sergej Milinkovic-Savic. Nulla di strano, non è la prima volta che il centrocampista biancoceleste risulta decisivo nei grandi match: gol in finale di Coppa Italia contro l’Atalanta, a segno la scorsa stagione contro Juventus e Inter (con questi ultimi la replica qualche giorno fa in campionato) e adesso la doppietta contro i norvegesi. Peccato però che il Sergente sia entrato a dieci minuti dalla fine, sul risultato di 0-0. Non è la prima volta che Tumbakovic, CT delle Aquile Bianche, fa partire il centrocampista laziale dalla panchina. Peggio ancora andava qualche anno fa con Muslin che, nonostante le forti pressioni dell’opinione pubblica, ignorava totalmente Milinkovic. In Serbia ormai non hanno più dubbi: il laziale vale almeno 100 milioni e la loro Nazionale non deve più farne a meno.

LUIS ALBERTO

Quello dello spagnolo è probabilmente il mistero più grande. Fondamentale nella Lazio, riconosciuto da tanti come  il miglior trequartista della serie A, leader della classifica assist lo scorso anno. Eppure Luis Enrique, Commissario Tecnico delle Furie Rosse, continua ad ignorare il “Mago”. Il centrocampo della Spagna vanta diversi prospetti interessanti ma Luis Alberto di certo non sfigurerebbe, anzi: riporterebbe quella classe e quella fantasia che manca dopo la generazione dei vari David Silva, Iniesta e Xavi. Non è servito nemmeno il forfait di Fabian Ruiz e Thiago Alcantara per smuovere l’ex allenatore romanista, che ha preferito rimanere con 24 uomini a disposizione piuttosto che dare una chance al numero 10 di Simone Inzaghi.

Dante Chichiarelli

Nato a Roma, il 26 agosto del 1984, inizia ad appassionarsi al calcio a non ancora 6 anni, durante i Mondiali di Italia '90, quelli delle Notti Magiche e di Totò Schillaci. Di lì a poco tempo diventerà tifosissimo della Lazio, la squadra nel DNA di tutta la famiglia. Il suo bisnonno, Silvio Blasetti, giocò nella prima squadra della Capitale nei primi decenni del '900 e da quel momento tutta la famiglia iniziò ad appassionarsi ai colori biancocelesti. Al calcio affianca un'altra grande passione, quella per la scrittura e per il giornalismo. Dopo le scuole, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione presso "La Sapienza" di Roma e nel 2009, dopo aver collaborato per oltre due anni con "Sportlocale", settimanale sul calcio dilettantistico e giovanile, diventa giornalista pubblicista. Sempre in quegli anni inizia a frequentare il corso di giornalismo sportivo curato da Guido De Angelis e di lì a breve diventerà uno dei redattori della rivista "Lazialità". Nel corso del tempo numerose sono le collaborazioni con periodici on-line e cartacei. Nel 2011, per circa un anno, diventa Direttore Responsabile del mensile "Futuro Giovani Magazine". Ad oggi, nonostante gli impegni lavorativi, continua a coltivare le sue due grandi passioni che lo accompagnano sin dai primi passi della vita.

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