Parolo, il nuovo acquisto della Lazio in difesa

Lunedì 5 ottobre si è chiusa la sessione estiva di mercato e com’è ormai consuetudine in casa Lazio sono partiti i soliti interrogativi se si è fatto abbastanza, se e come si poteva fare di più, come sarà l’impatto dei nuovi all’interno del gruppo e vari dubbi che in un senso o nell’altro ruotano attorno a quasi tutti i club nell’immediato post-calciomercato.

Una cosa è certa, alla Lazio serviva almeno un difensore e, come si è già potuto vedere in queste prime tre gare disputate del nuovo campionato, un difensore è arrivato: il suo nome è Marco Parolo, 35 anni, proviene dal centrocampo ed è arrivato in difesa con una sorta di prestito con diritto di riscatto in favore di un settore biancoceleste in emergenza già dallo scorso anno.

Ebbene si, la Lazio chiama e Marco risponde, per l’ennesima volta e sempre con grandissima professionalità. Non si scopre di certo oggi infatti la serietà di Parolo, così come il suo spendersi al 100% per i colori biancocelesti, ma questo adattamento in un ruolo non suo ne è ancora una dimostrazione inconfutabile.

A seguito degli infortuni di Vavro (pubalgia) e Luiz Felipe prima, di Radu e Bastos poi, ci si aspettava probabilmente un colpo dell’ultimo minuto da parte della dirigenza laziale che potesse dare una mano alla rosa di Inzaghi, come invocata in precedenza anche dal tecnico stesso, in un settore che ne aveva palesemente bisogno.

L’addizione in rosa, in particolar modo nel settore arretrato, sarebbe servita specie in ottica futura, quando cioè la squadra capitolina ritornerà a disputare anche la Champions League, dopo 13 anni, giocando di fatto una gara ogni tre giorni per di più contro avversari di un certo livello. Il mercato in entrata però ha regalato soltanto il ritorno in biancoceleste di Wesley Hoedt, dopo l’esperienza al Southampton ed i prestiti a Celta Vigo ed Anversa, con il calciatore olandese ufficializzato soltanto il 5 ottobre stesso e non ancora pronto a scendere in campo, ma che fortunatamente avrà a sua disposizione il periodo di sosta per le nazionali per ritrovare una condizione fisica migliore.

In questa situazione di emergenza quindi si è arrivati a schierare Parolo nel reparto arretrato. Il calciatore lombardo, durante l’era Inzaghi, già in un altro paio di occasioni aveva giocato in difesa, come nella scorsa stagione contro l’Udinese ad esempio, quando nel finale venne preferito a Vavro come centrale, sostituendo uno stanchissimo Luiz Felipe che da terra invocava il cambio.

Quest’anno a Cagliari, nei minuti finali del match, Parolo è subentrato a Radu, confermando sul campo quel che già si era intuito in allenamento, ovvero un possibile impiego del centrocampista nella zona arretrata del campo per l’appunto.

Contro l’Inter, con la Lazio falcidiata dagli infortuni in successione di Radu e Bastos, Parolo ha probabilmente ufficializzato il suo cambio di ruolo, almeno in condizioni d’emergenza, posizionandosi al centro della difesa, dando così l’opportunità ad Acerbi di scalare sulla sinistra nel tentativo diretto di tenere a bada il neroazzurro Lukaku.

Senza dubbio uno stravolgimento tattico del genere può svilupparsi con successo solo nel caso in cui il giocatore in questione abbia a sua disposizione un bagaglio d’esperienza tale da consentirglielo. Fortunatamente sembra essere proprio questo il caso di Marco Parolo, un calciatore che, seppur con un fisico non più giovanissimo, dispone di un’intelligenza tattica e mentale in grado di poter portare avanti questo nuovo compito, come lui stesso ha affermato a Lazio Style Radio dopo la gara con l’Inter: “Con la Champions inizierà un vero e proprio tour de force. In questi giorni mi sono allenato in difesa. È un ruolo che mi riporta alle origini, quando giocavo libero. Bisogna fare tesoro di tutto quanto, ho provato a strappare consigli da Acerbi. Ho una certa età, devo essere a disposizione”.

Alla luce dei fatti quindi, potrebbe esser stato anche questo uno dei motivi che non ha spinto la dirigenza biancoceleste a fare uno sforzo in più sul mercato, per regalare ad Inzaghi il tanto richiesto difensore aggiunto, visti anche gli arrivi a centrocampo di Escalante, Akpa Akpro e Pereira. I nomi accostati alla Lazio in questo mercato sono stati diversi, tutti con trattative più o meno avviate (o magari in alcuni casi si è trattato di semplici voci probabilmente), da Koumbulla a Izzo, passando per Kim Min-Jae, fino a più suggestivi Otamendi e Nacho Fernandez, ma alla fine l’hanno spuntata Hoedt e, appunto, Parolo.

E allora forza Marco, a prescindere dal ruolo ricoperto in campo, dimostra ancora una volta di essere in grado di portare in alto il vessillo dell’aquila con grandissimo onore e serietà come hai sempre fatto finora!

Roberto Viarengo

Sono di Roma, classe 1981, Laziale da sempre. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l'Universitá la Sapienza di Roma, e con qualche esperienza di giornalismo sportivo alle spalle, sono attualmente impiegato presso una pubblica amministrazione. Le mie passioni a livello sportivo sono da sempre il basket Nba (sponda Lakers) ed ovviamente la Lazio. Prima volta allo stadio il 27/08/1986, l'inizio della stagione dei -9, con l'aquila sul petto della squadra di mister Fascetti e del bomber Fiorini, per sfidare Maradona e l'ex Giordano, da lì in poi è stato solo immenso Amore.

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