L’obiettivo del Tucu, una partenza sprint per la Lazio e la Nazionale

Solo due giorni separano la Lazio dall’esordio in questa nuova stagione iniziata da pochissimo e con la finestra di mercato ancora aperta, fin qui orfana di un colpo biancoceleste ad effetto, a differenza di ciò che si pensava inizialmente, le incognite per la società di Lotito non mancano.
Di positivo sono state senza dubbio le conferme dei big, Milinkovic, dato perennemente per partente, sembra non volersi muovere dalla capitale, così come Luis Alberto ed Immobile, con la recente Scarpa d’oro europea che si è legata praticamente a vita alla Lazio.
A completare il quartetto biancoceleste, considerato dai più una vera arma letale a disposizione di Inzaghi, almeno fino al lockdown, El Tucu Correa, dal quale ci si aspetta un definitivo salto di qualità nella stagione che ormai è alle porte.

CORREA E LA NAZIONALE ARGENTINA

Il giovane numero 11 biancoceleste è chiamato a compiere un vero sprint in partenza, se lo aspetta Inzaghi e anche Lionel Scaloni, ex giocatore con l’aquila sul petto ed ora commissario tecnico della nazionale argentina. Il c.t. dell’Albiceleste ha inserito Correa nella lista dei preconvocati per le due partite di qualificazione ai mondiali 2022 che la nazionale sudamericana giocherà contro l’Ecuador (8 ottobre) e la Bolivia (16 ottobre), di fatto, l’attaccante laziale avrà tre gare a disposizione con la Lazio per convincere Scaloni a confermarlo tra i convocati della propria Nazionale.
Complice la giovane età, la concorrenza spietata in attacco ed un rendimento a tratti discontinuo, El Tucu ha collezionato finora una sola presenza con indosso la casacca dell’Argentina, motivo in più quindi per dare il massimo, entrando una volta per tutte nel giro della Nazionale, anche in ottica dei futuri ed importanti impegni che la Selecciòn sarà chiamata a sostenere.

CORREA E LA LAZIO

Con il posticipo accordato all’Atalanta per la prima giornata di campionato, la Lazio si ritroverà a disputare in 9 giorni le sue prime tre gare del nuovo campionato, un aspetto costato caro alla formazione di Inzaghi che, come dimostrato nel finale della scorsa stagione, non disponeva di una rosa pronta a giocare ogni tre giorni. Quello delle partite ravvicinate poi, sarà il vero leitmotiv di quest’anno, con la Lazio che dopo 13 anni farà il suo ritorno in Champions League, competizione all’interno della quale non potrà permettersi di lasciare fuori le sue pedine migliori neanche nelle partite del girone, come ad esempio accadeva in passato in Europa League.

Correa quindi si prepara a calcare scenari importanti ma prima ancora sarà fondamentale la sua partenza contro Cagliari, Atalanta ed Inter, tre match all’interno dei quali ha la possibilità di mostrare la propria voglia di essere protagonista in tutto e per tutto nello scacchiere laziale fin da subito, così come di conquistare la tanto attesa convocazione con l’Argentina.

CORREA E MURIQI

El Tucu è un giocatore importantissimo per questa Lazio, la sua capacità di saltare l’uomo, la velocità e le sue doti tecniche in generale, si sposano a meraviglia con il gioco di Immobile e probabilmente anche con quello di Vedat Muriqi, con i quali potrebbe addirittura formare all’occorrenza un tridente offensivo potenzialmente di livello, nonostante sia noto quanto Inzaghi tenga al suo 3-5-2.
La concorrenza con il giocatore Kosovaro, neo acquisto biancoceleste, inevitabilmente ci sarà, e fondamentale risulterà trovare gli equilibri giusti, vedendosi magari più che come rivali per la maglia da titolare, reciprocamente come un ulteriore stimolo per far bene. Il rapporto tra Correa e l’ex Fenerbache infatti, si spera sarà lo stesso avuto con Caicedo (oggi tra i possibili partenti), di grande stima e motivazione reciproca durante la scorsa stagione, con uno dei due pronto a subentrare nei momenti di flessione dell’altro.

Il giovane Joaquìn dovrà riuscire a trovare continuità ed acquisire maggiore freddezza e precisione sottoporta, aspetti in mancanza dei quali, non ha avuto modo di esprimersi al meglio lo scorso anno, con la complicità peraltro di qualche problemino fisico che lo ha perseguitato. Le doti per far bene però al Tucu non mancano di certo e la speranza è che le possa mettere in luce fin da subito in campionato con la Lazio e poi di conseguenza, finalmente, anche con la sua Argentina.

Roberto Viarengo

Sono di Roma, classe 1981, Laziale da sempre. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l'Universitá la Sapienza di Roma, e con qualche esperienza di giornalismo sportivo alle spalle, sono attualmente impiegato presso una pubblica amministrazione. Le mie passioni a livello sportivo sono da sempre il basket Nba (sponda Lakers) ed ovviamente la Lazio. Prima volta allo stadio il 27/08/1986, l'inizio della stagione dei -9, con l'aquila sul petto della squadra di mister Fascetti e del bomber Fiorini, per sfidare Maradona e l'ex Giordano, da lì in poi è stato solo immenso Amore.

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