Milinkovic, un Sergente sempre più biancoceleste

Quando nell’estate del 2015 Sergej Milinkovic-Savic arrivò alla Lazio, preferendo i colori biancocelesti ai viola della Fiorentina al fotofinish, era un giocatore di ottime prospettive ma che non trovò subito spazio all’interno della formazione capitolina, più che altro servendo a molti il dilemma su quale fosse il suo ruolo reale.

Con l’arrivo di Simone Inzaghi però le cose sono subito cambiate, Milinkovic infatti inizia a trovare una sua dimensione ben definita all’interno dello scacchiere biancoceleste. Inizialmente impiegato come trequartista, l’arrivo del tecnico piacentino segna per il Sergente un vero e proprio punto di svolta per lo sviluppo del suo gioco, sempre più determinante nel tempo all’interno del 3-5-2 laziale.

Individuando da subito le doti del centrocampista proveniente dal Genk, Inzaghi lo arretra tatticamente nel suo undici, dandogli però, nello stesso tempo, maggiore autonomia di gioco, spazi più ampi in cui operare, facendone una vera e propria arma segreta del suo centrocampo e non solo, fungendo da ulteriore raccordo con l’attacco, nonostante rappresenti anche uno schermo in più davanti la difesa. Quest’ultimo aspetto del gioco del serbo, acquisisce di fatto un’importanza di rilievo nel gioco di Inzaghi e, parlano i dati, Milinkovic si trova così ad essere considerata, per l’appunto, la vera arma in più biancoceleste, sia per quanto riguarda la fase difensiva che quella offensiva. Non è un caso infatti che nella stagione scorsa Sergej risultasse tra i giocatori con il maggior numero di palle recuperate del campionato e, contemporaneamente, un attaccante aggiunto all’occorrenza. La sua stazza imponente, la tecnica sopraffina e le sue invidiabili doti aeree, hanno fatto del Sergente quindi, un perno focale del centrocampo biancoceleste.

Nonostante le innumerevoli voci di mercato che contornano di continuo la sua permanenza a Roma, Milinkovic è pronto ad iniziare una nuova stagione con l’aquila sul petto e, per la prima volta quest’anno, a mostrare tutte le sue doti in palcoscenici di un certo livello come possono essere quelli della Champions League. Giocare nell’Europa che conta è stato sempre un obiettivo a lungo inseguito dal centrocampista che ora, finalmente, ha la possibilità di farlo con la Lazio, oltre alla volontà come dichiarato ai microfoni di Sky Sport al termine della gara con il Cagliari (con il quarto posto raggiunto matematicamente): “Se giocherò la Champions con la Lazio? Il mio obiettivo è sempre stato quello dal primo giorno. Lo abbiamo raggiunto finalmente in questa stagione. Sto bene qui, la mia testa è alla Lazio. C’è un contratto per tanti anni e quindi resto qua. Al resto ci penserà l’agente”.

Un legame, quello tra il Sergente e la Lazio, che tutto l’ambiente si augura duri il più a lungo possibile, essendo un giocatore che nonostante la giovane età sta contribuendo in maniera decisa a scrivere le pagine della storia del club in questi ultimi anni. Oltre la qualificazione in Champions League raggiunta di recente, Milinkovic ha vinto tre trofei negli ultimi tre anni trascorsi a Roma, tra cui due Supercoppe italiane contro la Juventus ed una Coppa Italia contro l’Atalanta (suo il gol che ha sbloccato il match).

Un percorso che sta dando i suoi frutti migliori quindi, quello dell’unione tra il calciatore e la Lazio, che ritrova un riscontro rilevante anche nei numeri, come riportato dall’Agenzia ufficiale della società capitolina infatti: Il serbo è sempre di più nella storia della Lazio, con la quale nello scorso campionato ha staccato le 200 presenze biancocelesti. Il classe ’95 è al momento 37° nella lista dei calciatori più presenti. Contando invece solamente quelli in rosa, Sergej è il quarto più presente, con 206 gettoni. Davanti a lui solamente Parolo (240) e i due totem Lulic (351)-Radu (379)”.

Roberto Viarengo

Sono di Roma, classe 1981, Laziale da sempre. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l'Universitá la Sapienza di Roma, e con qualche esperienza di giornalismo sportivo alle spalle, sono attualmente impiegato presso una pubblica amministrazione. Le mie passioni a livello sportivo sono da sempre il basket Nba (sponda Lakers) ed ovviamente la Lazio. Prima volta allo stadio il 27/08/1986, l'inizio della stagione dei -9, con l'aquila sul petto della squadra di mister Fascetti e del bomber Fiorini, per sfidare Maradona e l'ex Giordano, da lì in poi è stato solo immenso Amore.

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