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Stefan Radu, il laziale in campo che punta ad entrare nella storia

Per una nuova Lazio che si sta creando, ce n’è una vecchia, quella dei senatori storici, che anche quest’anno contribuirà alla causa. Tra i vari Parolo, Lulic (augurandoci un suo pronto rientro) ma anche lo stesso Immobile, ormai a tutti gli effetti uomo immagine di questa Lazio, spunta fra tutti Stefan Radu. Il romeno, classe 1986, si appresta ad iniziare la quattordicesima stagione in maglia biancoceleste. Arrivato nel gennaio 2008 dalla Dinamo Bucarest, a soli 21 anni, Stefan ha scalato ogni gerarchia nel tempo, passando da comprimario al suo arrivo in biancoceleste fino a diventare uno degli elementi cardine della squadra.

IL PIÙ LAZIALE DI TUTTI

Se ad oggi dovessimo dare una patente di lazialità all’interno della rosa, questa spetterebbe di sicuro proprio a Radu. Pur non portando la fascia da capitano al braccio (ha lui stesso preferito cederla nel tempo ad altri compagni che si sono succeduti), il romeno è senza ombra di dubbio colui che più incarna l’essenza del laziale in campo. Proprio per questo ha sempre sentito i derby in maniera concitata, nel bene e nel male; davanti ad una sconfitta o un vittoria nelle varie stracittadine, difficile non trovare il suo marchio. Questo ha fatto sì nel tempo che l’ex Dinamo Bucarest diventasse per tutti i laziali un simbolo, un tifoso in campo, che soffre, sbaglia, si innervosice ma senza mai tirarsi indietro davanti agli avversari. Impossibile dimenticare gli scontri con i vari Totti, De Rossi, Vucinic, fino ad arrivare ad uno degli ultimi derby vinti dai biancocelesti, quando sul 3-0, all’uscita dal campo di Kolarov, venne immortalato in un sorriso beffardo proprio verso l’ex compagno reo di “tradimento” nei confronti della Lazio.

DAL POSSIBILE ADDIO ALL’OBIETTIVO DI SUPERARE FAVALLI

Anche Radu, però, ha avuto i suoi problemi nel corso del tempo. Soprattutto all’inizio dello scorso anno quando, per alcuni fraintendimenti con la società, rischiò di veder terminare la sua avventura nella Capitale. La mancata partenza iniziale per Auronzo mise non poca paura a tutti i tifosi laziali. Le scuse del calciatore ma soprattutto l’intervento da mediatore di Simone Inzaghi, cambiarono però le sorti di un’avventura che sembrava destinata a tramontare. Arrivato successivamente in ritiro, Stefan fu accolto con grandissimo calore sia dai tifosi che dai compagni. All’interno dello spogliatoio è ormai un punto di riferimento, il “Boss” come in tanti lo chiamano. Nella rosa biancoceleste è l’unico giocatore ad aver partecipato alla vittoria di tutti e sei i trofei dell’era Lotito.

L’obiettivo è quello di continuare a vincere con l’aquila sul petto  ma oltre a questo c’è anche un altro traguardo da raggiungere: quello di leader della classifica presenze della storia laziale. Quest’anno Radu ha raggiunto il podio superando Paolo Negro e diventando il terzo giocatore più presente con 379 gettoni al suo attivo. Davanti a lui ci sono Pino Wilson (394) e Giuseppe Favalli (401). Considerando la media delle partite giocate dal romeno in questi anni, non è impossibile pensare che già in questa stagione possa diventare leader della graduatoria. Il Boss è pronto ad affrontare la nuova stagione, con molti obiettivi da raggiungere sia a livello personale che di squadra. Quella squadra si chiama Lazio e Stefan ne è ormai diventato uno dei primi tifosi.

Dante Chichiarelli

Nato a Roma, il 26 agosto del 1984, inizia ad appassionarsi al calcio a non ancora 6 anni, durante i Mondiali di Italia '90, quelli delle Notti Magiche e di Totò Schillaci. Di lì a poco tempo diventerà tifosissimo della Lazio, la squadra nel DNA di tutta la famiglia. Il suo bisnonno, Silvio Blasetti, giocò nella prima squadra della Capitale nei primi decenni del '900 e da quel momento tutta la famiglia iniziò ad appassionarsi ai colori biancocelesti. Al calcio affianca un'altra grande passione, quella per la scrittura e per il giornalismo. Dopo le scuole, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione presso "La Sapienza" di Roma e nel 2009, dopo aver collaborato per oltre due anni con "Sportlocale", settimanale sul calcio dilettantistico e giovanile, diventa giornalista pubblicista. Sempre in quegli anni inizia a frequentare il corso di giornalismo sportivo curato da Guido De Angelis e di lì a breve diventerà uno dei redattori della rivista "Lazialità". Nel corso del tempo numerose sono le collaborazioni con periodici on-line e cartacei. Nel 2011, per circa un anno, diventa Direttore Responsabile del mensile "Futuro Giovani Magazine". Ad oggi, nonostante gli impegni lavorativi, continua a coltivare le sue due grandi passioni che lo accompagnano sin dai primi passi della vita.

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