Pepe Reina, grinta ed esperienza al servizio di Inzaghi

Il 27 agosto scorso, tramite un comunicato sul proprio sito ufficiale, la Lazio ha ufficializzato il passaggio in biancoceleste di Pepe Reina. Di proprietà del Milan, ma con contratto in scadenza nel 2021, Josè Manuel Reina Pàez, ha intrapreso l’avventura con la prima squadra della capitale carico di entusiasmo, sicuro di poter dare un contributo concreto all’ambiente Lazio, cercando di inserirsi da subito nel migliore dei modi all’interno di un gruppo già rodato.
“Ho scelto la Lazio perché è una realtà importante del nostro calcio. Questo è un progetto che vuole continuare a crescere per vincere qualcosa di importante. Vengo con umiltà per dare una mano”, queste le sue prime parole affidate ai canali ufficiali del club, un modo per entrare in punta di piedi proprio in quel progetto che ha convinto lo spagnolo a trasferirsi sulla sponda biancoceleste del Tevere.

Reina nasce a Madrid il 31 agosto del 1982, è figlio d’arte, il padre Miguel ha difeso infatti la porta del Barcellona prima (1966-1973) e dell’Atletico Madrid poi (1973-1980), e proprio in Catalogna, con i blaugrana, sboccia anche la carriera di Pepe, prima nelle giovanili e poi in prima squadra, dove esordisce all’età di 18 anni.

Nel 2002 viene ceduto in prestito al Villarreal ed acquisito poi a titolo definitivo nel 2004. Con la formazione spagnola vince due coppe intertoto e nella stagione 2004-2005 centra la qualificazione in Uefa Champions League con uno storico terzo posto, aiutando i suoi compagni nell’impresa parando 7 rigori sui 9 ricevuti contro.

Nel 2005 il grande salto, si vola in Inghilterra, a Liverpool, dove “Pepe” resterà 8 anni, fino al 2013, collezionando una Supercoppa Uefa (2005), una FA Cup (2005-2006),una Community Shield (2006) ed una Football League Cup (2011-2012). Nel maggio 2006 Reina si aggiudica anche i “Guanti d’oro” della Premier League, avendo mantenuto la porta inviolata in 20 occasioni durante la stagione, battendo avversari del calibro di Edwin van der Sar e il detentore del titolo Petr Čech. Durante l’esperienza a Liverpool, per 6 anni, Pepe è stato compagno di squadra di Lucas Leiva, con il brasiliano che infatti, ai microfoni di Sky Sport, ha speso parole al miele per il suo arrivo alla Lazio: “Ho giocato sei anni con Pepe ed è un campione. Porta prima di tutto grande esperienza. Ha giocato in molte nazioni: Spagna, Italia, Inghilterra e Germania. Rinforzerà sicuramente la nostra rosa”.

Contemporaneamente all’esperienza con i Reds, Reina, fa il suo esordio anche con la nazionale maggiore delle Furie Rosse, una storia in realtà, quella con la sua Nazionale, lunga vent’anni, che ha visto protagonista il portierone anche nelle serie giovanili e che, in quella maggiore, nonostante sia stato chiuso spesso da Iker Casillas, gli ha permesso di aggiungere alla bacheca personale un mondiale (2010) e due europei (2008, 2012).

Nei 7 anni trascorsi nel Regno Unito, si concentra probabilmente il top della vita di Pepe Reina, non solo sotto il punto di vista professionale, nel 2006 infatti arriva il matrimonio con Yolanda Ruiz, spagnola di Cordoba ed ex giocatrice di pallavolo, un’unione, la loro, definita da molti carica d’amore da sempre e dalla quale i due hanno dato alla luce i cinque figli: Grecia, Alma, Thiago, Sira e Luca.

Proprio dopo l’esperienza in Inghilterra, il portierone spagnolo approda nel campionato italiano, a Napoli, dove resta inizialmente un anno conquistando una Coppa Italia (2013-2014) e divenendo il primo portiere a parare un rigore a Balotelli, il quale ne aveva segnati, prima di quel momento, 21 su 21 in carriera.

L’anno successivo vola in Germania ad indossare la casacca del Bayern Monaco, aggiungendo al suo palmares personale un titolo di campione tedesco (2014-2015), ma facendo da secondo a Neuer, riesce a collezionare soltanto tre presenze nelle altrettante ultime gare del campionato, riuscendo peraltro a non subire reti.

Nell’estate del 2015 fa ritorno a Napoli e nella stagione a seguire contribuisce in maniera determinante a far raggiungere il secondo posto in campionato alla squadra partenopea, all’interno della quale milita poi fino a scadenza contratto nel 2018.

Dopo l’esperienza campana passa al Milan in qualità di secondo portiere, dove resterà due anni, il secondo dei quali passato in prestito all’Aston Villa, prima di approdare definitivamente alla corte di Simone Inzaghi.

Il portierone spagnolo, un vero pararigori, noto anche per le sue abilità con i piedi, ha la possibilità di dare tanto ai biancocelesti, oltre che per le doti tecniche, potrebbe essere uno di quei giocatori che aiuta uno spogliatoio a maturare ulteriormente sotto vari aspetti, ed il bagaglio d’esperienza di Pepe può rappresentare solo un’addizione positiva, anche dal punto di vista mentale, per una squadra che si prepara a calcare scenari in Europa d’un certo livello, ai quali non è più abituata da tempo e che molti suoi giocatori non hanno ancora mai neppure assaporato.

Sin dal primo giorno di ritiro, ad Auronzo di Cadore, Reina ha fatto in modo di legare al meglio con i compagni e di entrare nel cuore dei tifosi, dalla performance canora durante la cena di squadra (cantando a squarcia gola La Bamba) alle uscite sui social che lo vedono già parte integrante di un gruppo che, come lui stesso ha ammesso, vuole aiutare facendo del proprio meglio onorando la maglia in ogni sfida.

Roberto Viarengo

Sono di Roma, classe 1981, Laziale da sempre. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l'Universitá la Sapienza di Roma, e con qualche esperienza di giornalismo sportivo alle spalle, sono attualmente impiegato presso una pubblica amministrazione. Le mie passioni a livello sportivo sono da sempre il basket Nba (sponda Lakers) ed ovviamente la Lazio. Prima volta allo stadio il 27/08/1986, l'inizio della stagione dei -9, con l'aquila sul petto della squadra di mister Fascetti e del bomber Fiorini, per sfidare Maradona e l'ex Giordano, da lì in poi è stato solo immenso Amore.

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