Rabbia, sofferenza ed orgoglio: ecco Vedat Muriqi, il gigante del Kosovo che vestirà la maglia della Lazio

Rabbia e sofferenza nella storia del nuovo attaccante della Lazio. Raccontare la vita di Vedat Muriqi, nato il 24 Aprile del 1994 in Kosovo, a Prizren, è come celebrare la storia di un uomo che ce l’ha fatta.
Vedat è cresciuto in un lembo di terra, il Kosovo per l’appunto, che nel corso del tempo ha conosciuto prima la dominazione turca, poi è stato parte della Bulgaria, successivamente della Serbia ed infine è  divenuto un territorio albanese, durante la seconda guerra mondiale.

Nel corso del conflitto dei Balcani, tra l’inizio del 1998 e il giugno del 1999, gli albanesi kosovari sono stati in guerra con i Serbi. Muriqi all’epoca è poco più di un bambino che è costretto, suo malgrado, a conoscere la crudeltà e la fame più dura, effetti collaterali della guerra, che hanno certamente temprato il suo carattere. Il terrore, negli occhi di un ragazzino, che amava soltanto, come tutti alla sua età, giocare ed inseguire un pallone.

“Abbiamo dovuto dormire su delle bottiglie nella cantina per due giorni e non avevamo cibo se non 2 litri di latte al giorno per 50 persone. Mangiavamo pane e cipolle mattina, pranzo e cena – ha raccontato qualche tempo fa all’agenzia di stampa turca Anadolu -. I serbi entrarono nella nostra casa, pensai che fosse arrivata la mia fine, invece rubarono quel poco che ci rimaneva e ci diedero 2 ore per scappare,  prima di bombardarci la casa.”

Vedat si rifugia dunque, con la sua famiglia, in Albania, dove comincia a fare quello che gli riesce meglio: fare a “sportellate” con le difese avversarie e bucare le reti avversarie. Con la giusta cattiveria, quella che la vita ti sa insegnare quando ti mette davanti a sfide impossibili per un bambino.

Poi succede che dopo tanta sofferenza, ecco che si inizia finalmente ad intravedere una luce, un’occasione di riscatto per sé ed il suo popolo, che ne ha fatto in poco tempo il suo idolo. Diverrà in seguito il calciatore con più goal nella giovane storia della Nazionale del Kosovo.

La vicina Turchia si accorge delle qualità di questo ragazzo, che nel frattempo è diventato un colosso di 1.94 cm per 92 kg. Tanti goal nella serie B turca, con la media di una rete ogni 2 partite, ed il salto in serie A, con il Rizespor e il Fenerbahce. Quella che sembrava l’occasione di una vita era finalmente arrivata.

Il resto è storia recente, con l’estenuante trattativa con la squadra biancoceleste che lo ha fatto addirittura esplodere in un’intervista con un amico giornalista: “Non ce la faccio più ad aspettare, voglio la Lazio”. Per un attaccante che, di certo, non possiamo definire come un bomber, ma che sa dare del tu al pallone, nonostante la sua mole impressionante, ama fornire assist ai suoi compagni di reparto e creare spazi.

Adesso la squadra capitolina lo aspetta. La sua grande occasione nel calcio che conta è arrivata: firmerà un contratto da 2 milioni di euro di ingaggio,  mentre ci sono voluti  20 milioni abbondanti per convincere i “mercanti” Turchi.

Giovedì, il giorno previsto per il suo arrivo nella capitale, potrà finalmente entrare nella lunga lista degli attaccanti della Lazio. Nei suoi occhi la felicità proverà ad oscurare i brutti ricordi della sua infanzia. Vedat porterà a Roma la sua storia fatta di sofferenza e di orgoglio, per dare alla Lazio delle caratteristiche e delle opzioni in più rispetto al passato, che le serviranno tantissimo in una stagione che si prospetta bella e difficile.

Dove servirà la grinta, la rabbia, e la tenacia di un calciatore come lui. Unitamente, speriamo, a tanti goal.
Quelli, per altro, Muriqi li ha sempre fatti…

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