Lazio, Luiz Felipe: “Nel reparto a tre posso giocare in tutti i ruoli. Bisogna dare sempre tutto perché mister Inzaghi non guarda l’età”

Il difensore biancoceleste Luiz Felipe è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style Channel:

“Ieri abbiamo svolto la prima amichevole della stagione, la partita è stata buona. Oggi seduta di scarico, volevamo allenarci, ma ora ci riposeremo nel pomeriggio e torneremo a lavorare sul campo domani. Qui ad Auronzo stiamo bene, ci manca solo l’affetto dei tifosi laziali.

Nell’amichevole mi sono trovato bene, oggi era previsto un altro test ma piove troppo per giocare una partita. Sono arrivato alla Lazio che avevo 19 anni, ero pieno di sogni. Sono stato un anno alla Salernitana per fare esperienza e poi sono arrivato qui ad Auronzo con la voglia di debuttare in maglia biancoceleste: ho imparato molto e qui alla Lazio mi sento a casa, posso dare il massimo per questa squadra.

Bisogna dare sempre tutto perché mister Inzaghi non guarda l’età, schiera anche giocatori giovani. L’importante è mettere in mostra grande impegno. Il gol contro la Juventus? Mancava un minuto alla fine, Luis Alberto ha messo al centro un grande cross ed ho segnato il gol dei miei sogni. Quando sono arrivato vidi una sconfitta per 1-0, ero con il mio procuratore e dissi di voler giocare quel match. Tre anni dopo sono riuscito a disputare quell’incontro ed a segnare sotto la Curva Nord, davanti i miei tifosi.

Mi mancavano Tucu e Patric, sono sempre con loro. Ogni giorno bisogna imparare e crescere: ce l’ho dentro di me la voglia di maturare. Solo così si può andare avanti. Senza umiltà, non si va da nessuna parte. Mi piace molto pressare ed il mister ci sta chiedendo di essere sempre aggressivi. Voglio continuare ad imparare ed a dare il massimo. Devo evitare di prendere ammonizioni, perché il tecnico vorrebbe che io mi gestisca sotto questo punto di vista. A livello difensivo stiamo migliorando molto: Inzaghi chiede ai difensori di costruire l’azione e stiamo crescendo.

Nel reparto a tre posso giocare in tutti i ruoli. Quando Francesco Acerbi è al centro provo ad imparare da lui, perché è un giocatore molto esperto così come Stefan Radu. Pepe Reina bisogna osservarlo ogni giorno perché è un campione, credo che sarà un esempio anche per Strakosha. Parlo molto con Denis Vavro, è un bravo ragazzo: ha attraversato qualche difficoltà, ma ci ha aiutati molto. È un buon giocatore, sta crescendo molto”.